...perchè la mia vita è una sit-com???
Anagramma
AnotherMe
aristopunk
B612
Betonjazz
BlogdiWill&Grace
Daniele
Diario di bordo.
Eagle
Fist
Folfox
giammy
Guazzabugli dell'esistere
Guppie
ItalianPsycho
itBoy
LaFata
LoveForSale
Mr Will's blog
N e r o i n c h i o s t r o
NormalmenteAcido
Penny
Replay
river
Shaka
Sola nel bosco
T
takeawayboy
valealsole
Witty
visitato *loading* volte
Quando passi le giornate al lavoro, non a lavorare, ma a cercare lavori altrove. Perché vorresti trasferirti a Napoli, per tentare il tutto per tutto. Perché vorresti trasferirti a Roma, perché quella città ti è piaciuta in un modo folle, e perché lì ti sei ri-innamorato. Perché vorresti tornare a Genova, perché lì hai affetti a cui aggrapparti.
Quando passi la giornata a toccarti quel livido sul braccio, perché il lieve dolore ti rievoca quella toccata e fuga in centro Italia.
Quando stai un’ora di più in ufficio, perché hai paura di tornare a casa, perché lì non hai nulla da fare se non pensare.
Quando stai lì, a guardarti quel libro, senza avere il coraggio di continuare a leggerlo, perché è il libro che hai iniziato in treno, tornando il 9 agosto dalla Capitale. E forse se non lo finirai mai cristallizzerai il momento.
Quando tornando a casa alla radio capiti per caso su una stazione che ti trasmette “Diluvi Universali” e dopo il “troppo cerebrale per capire che si può star bene senza complicare il pane” scoppi a piangere. E no, non ti era veramente mai successo prima, di piangere mentre guidi.
Allora capisci che sei veramente lì lì, a due passi da sfracellarti contro il fondo.
