...perchè la mia vita è una sit-com???
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Questa continua a essere inesorabilmente l’estate più assurda della mia vita. E quella più intensa. Dopo tre settimane in cui tutto fila, in cui le cose sembrano ritornare come qualche mese fa, in cui mi sento dire “ho bisogni di te”, all’improvviso mi sento dire “devo stare da solo”. E se è vero che ho a che fare con una mina vagante, è vero anche che io sono totalmente alla deriva. Questa volta però decido di prendere io l’iniziativa, di impormi. Perché quando si sta assieme si sta bene, cazzo. E allora basta fare il superuomo, basta voler fare da soli, quando è evidente che da soli non ci si basta. E allora compro il biglietto del treno, solo andata, al ritorno ci penserò a suo tempo. Prenoto l’albergo, mi do malato e parto. Prima però mi tingo i capelli. Di blu. Non per il colore, ma per tutto quello che ciò rappresenta.
E mi ritrovo in una camera d’albergo ad aspettare. Mi ritrovo ad arrendermi e dopo poche ore a disdire la camera e a prepararmi per tornare al nord. E mi ritrovo ad aprire la porta, perché qualcuno bussa. Non la cameriera, come ero sicuro, ma colui per cui sto facendo tutto questo. Piango. Piange. Il muro piano piano si sgretola. Perché io sono così, sono un panzer inarrestabile con un arsenale di armi che una volta fata breccia ti fanno stare bene. E me lo dice in stazione, mentre aspettiamo il terno, mentre seduto sui gradini mi guardi, che sei stato bene, con me. Come sempre. E me lo dice per telefono, qualche giorno dopo.
E poi però mi dici che devi stare solo, di nuovo…e io torno alla deriva….
