...perchè la mia vita è una sit-com???
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La tesi, di cui sono sempre stato convinto, è che relazionarsi con me sia facile. Sia a livello superficiale, come può accadere al lavoro, sia a livello più profondo e intimo. Come può accadere – deve accadere – in un rapporto di amicizia, o in una relazione. Non ho sbalzi d’umore, ho sempre un atteggiamento più o meno lineare. Insomma, in mia compagnia si sta bene.
L’antitesi, però, è che in fondo in fondo non sia proprio questa persona semplicissima. Sono ansioso, geloso, possessivo. Sia con gli amici, che con i ragazzi. E la cosa viene ulteriormente accentuata nel momento in cui quella che mi trovo a vivere è una non-storia. E allora inizio piano piano a dare il peggio. A regalare comportamenti di cui so già mi pentirò prima ancora di compierli. E di cui poi mi scuso e mi pento. Però cerco di imparare, di apprendere.
La sintesi è che cmq sono e resto una persona buona. Una persona per cui spesso è l’altro a venir prima. Non sono una persona cattiva, e quello che faccio, magari anche sbagliando, non viene fatto per il puro piacere di creare danno. Anzi, spesso viene fatto per eccesso di attenzione, di cura, di preoccupazione. Non per prendere per il culo. E mi dispiace che il pensiero possa anche sfiorare qualcuno.
Il nuovo punto di tesi mi vorrebbe maggiormente menefreghista. Mi vorrebbe – mi vorrei – un po’ più puttana. Con un bel po’ di numeri di telefono cui rivolgermi giusto per fare un po’ di “palestra”. Ne parlavo qualche sera fa. Qualche sera fa in cui cercavo di capire come certa gente scopi in continuazione pur non essendo neanche lontanamente evolutasi dallo stadio di primate. Poi mi arrendevo all’evidenza…io non sono così. Punto.
Conclusione condivisa dalla persona all’altro capo del telefono. Che mi sa che di me un bel po’ di cose le ha capite, e le cui parole ancora mi ronzano in testa e mi stordiscono. “Massi…tu non sei così…tu guardi al cuore delle persone…”
