...perchè la mia vita è una sit-com???
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Momenti, tanti sono quelli di questo weekend…
Il ritrovarsi in fretta e furia a organizzarsi: treno, b&b, macchina da affittare. E affrontare tutto con la stessa eccitazione con cui mi preparavo alle gite scolastiche: totale euforia. Perché ci si rivede.
Godermi le sei ore e trenta di viaggio, perché piano piano mi sto avvicinando.
Incazzarmi per l’insistenza di una telefonata….e poi fare spallucce, perché qui, in macchina, con lui, ci sono io. E nessun altro.
La sabbia, la brace, il buio. E poi tu che ti sdrai su di me e ti lasci coccolare.
Darti i regali, quello serio e quello tanto simbolico.
Cucinare cucinare e cucinare.
A notte inoltrata abbandonare la casa dei tuo amici con un pretesto. E tu che pigli la bottiglia che ti ho portato e mi dici: “Andiamocela a bere in spiaggia”.
La giornata al mare, il sole non più bollente, l’acqua fresca al punto giusto…e ancora tu che ti lasci andare, e in una spiaggia non proprio gremita, ma neanche vuota, ti lasci nuovamente coccolare.
In macchina, i pugnetti affettuosi, gli sguardi silenziosi.
Ritrovarmi a stendere un asciugamano, e all’improvviso due mani mi afferrano il viso, due labbra si accostano alle mie, due bocche si schiudono….e non capirci più niente.
Le mie proposte. E non sentirsi dire “dai, poi vediamo….”.
E poi una mattina tutta per noi, e una giornata in cui si cerca di prendere il treno più tardi possibile. E si sta sulla banchina il più a lungo possibile.
Il nostro modo di accomiatarci, sempre uguale. Sempre bello. Io mi giro tu ti giri ci si sorride. E sta volta io che inciampo e cado dal treno…perché – come dicevi – sono un pasticcione.
Ma sono un pasticcione che è silometri avanti!!!!
Dopo mesi e mesi seduto su quel fiumiciattolo alla fine qualche cosa passa. Ok, in questi ultimi tempi con Gabriele ci si era sentiti via messaggio. Ma niente di più di qualche convenevole. Ieri, verso le due di notte, mi si chiede se sono mai a Genova, e che sarebbe anche il caso di vedersi, fare due chiacchiere. Ed eccomi lì, a fare la ruota peggio del più vanitoso dei pavoni. Non se ci si vedrà, anche perché non me ne può fregare di meno, ma il cadavere è passato.
Di spunti ce ne avrei parecchi:
Il solito viaggio apocalittico, con 2 ora di ritardo.
La cena cinese con la Mel, ritornata dopo un mese di vacanza/studio in Austria, bella incasinata con la testa e con il cuore.
La giornata di relax al mare.
Il ritorno a Milano con la Sciakka….e il fratello di Idris (si, proprio l’ex quelli che il calcio, ex isola dei famosi).
Invece c’è stato un episodio della durata di neanche cinque minuti che mi ha lasciato di merda. In treno, la Sciakka mi legge l’oroscopo, e alla fine resto a bocca aperta, e qui lo riporto, per chi lo può cogliere
“Cos’è la fortuna di Giove? Ve lo state chiedendo da quasi un anno e non avete trovato risposta. Significa la forza che combatte la cattiveria di saturno e di altri pianeti, significa non essere toccati da due difficili eclissi che si verificheranno in settembre, il 6 e il 22. Non solo questo, i due fenomeni saranno a vostro favore, perché vi aiuteranno a chiudere senza traumi qualsiasi rapporto che non soddisfa più il vostro esigente carattere e aprono la strada per relazioni nuove, felici”
Ecco, ma fra tutti e 30 i giorni di settembre, proprio quei due mi si doveva tirare in ballo???
E sul fatto che no, certi rapporti alla faccia di Giove non li voglio chiudere, beh, problema mio e della mia testa….del mio essere ancora un panzer!!!
Nella continua fuga dai miei pensieri ultimamente mi ritrovo a peregrina a Monza e zone limitrofe. Mi ritrovo a passare serate in cui succede di tutto, si parla di tutto, si ride e si piange. In cui mi ritrovo a meditare se mandare tutti a cagare e scappare una settimana a Mykonos, o a Ibiza. Peccato manchino le palle per farlo.
Mi ritrovo pure a non poter ascoltare la radio, perché ho il terrore di beccare due canzoni che potrebbero finirmi. Ecco, una ieri l’ho sentita. Quel maledetto ultimo singolo di Pink, che già mi ha smosso, e ricordo perfettamente dove e quando. Ieri mi sembrava di resistere, ma poi, sul “I’ll keep you in my head, until we meet again,and I won’t forget you, my friend”, ecco, in quell esatto punto, mi sono reso conto una volta di più che no, non ce la faccio…..
E ora aspetto con terrore di sentire per caso “oro nero”…quella si mi lascerà a terra, lacerato.