max and the city

...perchè la mia vita è una sit-com???

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venerdì, 28 luglio 2006

Capita che tutto precipita. Non resta che aggrapparsi ad una mail, e a qunto del proprio cuore si riesca a mettere in essa. Capita che una volta finita la si rilegga. Prima la si stampa, e sapendo i rischi ci si chiude in bagno.

Va a finire così che mi ritrovo lì, chiuso nel bagno, a rivire ciò che ho scritto. E a piangere.

Postato da: LestatGe a 14:46 | link | commenti (8) |

mercoledì, 26 luglio 2006

La tesi, di cui sono sempre stato convinto, è che relazionarsi con me sia facile. Sia a livello superficiale, come può accadere al lavoro, sia a livello più profondo e intimo. Come può accadere – deve accadere – in un rapporto di amicizia, o in una relazione. Non ho sbalzi d’umore, ho sempre un atteggiamento più o meno lineare. Insomma, in mia compagnia si sta bene.

 

L’antitesi, però, è che in fondo in fondo non sia proprio questa persona semplicissima. Sono ansioso, geloso, possessivo. Sia con gli amici, che con i ragazzi. E la cosa viene ulteriormente accentuata nel momento in cui quella che mi trovo a vivere è una non-storia. E allora inizio piano piano a dare il peggio. A regalare comportamenti di cui so già mi pentirò prima ancora di compierli. E di cui poi mi scuso e mi pento. Però cerco di imparare, di apprendere.

 

La sintesi è che cmq sono e resto una persona buona. Una persona per cui spesso è l’altro a venir prima. Non sono una persona cattiva, e quello che faccio, magari anche sbagliando, non viene fatto per il puro piacere di creare danno. Anzi, spesso viene fatto per eccesso di attenzione, di cura, di preoccupazione. Non per prendere per il culo. E mi dispiace che il pensiero possa anche sfiorare qualcuno.

 

Il nuovo punto di tesi mi vorrebbe maggiormente menefreghista. Mi vorrebbe – mi vorrei – un po’ più puttana. Con un bel po’ di numeri di telefono cui rivolgermi giusto per fare un po’ di “palestra”. Ne parlavo qualche sera fa. Qualche sera fa in cui cercavo di capire come certa gente scopi in continuazione pur non essendo neanche lontanamente evolutasi dallo stadio di primate. Poi mi arrendevo all’evidenza…io non sono così. Punto.

 

Conclusione condivisa dalla persona all’altro capo del telefono. Che mi sa che di me un bel po’ di cose le ha capite, e le cui parole ancora mi ronzano in testa e mi stordiscono. “Massi…tu non sei così…tu guardi al cuore delle persone…”

Postato da: LestatGe a 11:28 | link | commenti (19) |

lunedì, 24 luglio 2006

I miei weekend rivieraschi stanno assumendo toni grotteschi. In un mese sono riuscito a passarmi due sabati al pronto soccorso. A fare compagnia ai vari incidentati di turno. Per carità, sempre tutto bene, ma due chiacchiere in casa o in spiaggia o in un locale, no? Giusto sabato scorso è filato un po’ più normalmente, all’insegna della cultura in un castello sui monti. Ora vediamo cosa mi aspetta il weekend che viene. E il periodo di ferie….

Postato da: LestatGe a 09:36 | link | commenti (2) |

venerdì, 21 luglio 2006

Ieri l'ennesima porta mi si è sbattuta in faccia. Sempre dalla stessa persona. Ma questa volta la botta è stata un pò più violenta, ha fatto un pò più male, mi sono ritrovato col culo per terra senza più la forza di rialzarmi. Perchè una dopo l'altra le precedenti porte ho trovato come riaprirle, come cercare di fronteggiare l'ostacolo che sempre mi si ripresentava. Ma questa volta no. Per ora, no. E lì, per terra, attonito e allibito, riflettendo su che fare, su come fare a gestire un weekend  - fra due settimane - che potrebbe essere troppo doloroso, mi sono voltato di lato, e mi sono proteso verso un'altra maniglia, un'altra porta. Che credevo chiusa, a cui invece è bastato appoggiarsi perchè uno spiraglio si aprisse. E mentre ci guardavo dentro, scrutando ciò che già ho conosciuto, ho sentito la serratura dell'altra. E la chiave girava non per chiuderla, ma per ribadirmi che che forse la chiusura è stata dovuta più ad una corrente improvvisa, che ad un atto voluto. E intanto io sempre a terra. Sempre confuso. E - maleddetto me - pervaso da un senso di colpa che nessuno ha il diritto di farmi provare!

Postato da: LestatGe a 09:21 | link | commenti (5) |

mercoledì, 19 luglio 2006

In questo momento, dopo l'ennesimo repentino cambio di umore, dopo l'ennesimo improvviso cambio di programma - ieri pomeriggio si stava organizzando per vederci, adesso invece "non è cosa" - dopo l'ennesimo "non si sa quando ci vedremo", dopo l'ennesimo "ho bisogno di stare tranquillo, scusa lo so che ti sto facendo impazzire", dopo il mio ennesimo tentativo di passare qualche ora insieme andato a vuoto, in questo momento sono totalmente svuotato. Emotivamente vuoto. Perchè io capisco tutto, ho ingoiato ognuno di questi "dopo", ma vorrei che un pochino, anche solo un pizzico, si capisse anche me. 

Postato da: LestatGe a 11:06 | link | commenti (7) |

lunedì, 17 luglio 2006

Ormai niziavo a sentirmi un veterano dei treni, con i miei continui viaggi su e giù per l'Italia. Iniziavo anche  a scordarmi dei vari disservizi che hanno vessato il mio inverno. Sarà che viaggiavo su treni vip, o di notte. Fatto sta che venerdì, con la SCiakka, riprendo il treno per tornare in riviera. A parte che viaggiamo in corridoio, ma qui è colpa mia perchè ho cazzeggiato fino all'ultimo per comprare in biglietto non sapendo se sarei tornato a casa o se sarei andato ben più in giù. A parte ciò, arrivati a Genova sentiamo il seguente annuncio: "causa mancanza di un macchinista, questo treno ripartorà prima o poi": Cioè, nel senso che il macchinista è saltato giù al volo, che ha litigato con qualcuno e che quindi se ne è andato indignato? Ioo me la prendo a ridere, fino a che non ci vengono dati gli orar degli altri treni. prendiamo la comunicazione come un implicito avviso che il nostro treno non sarebbe mai ripartito. Scendiamo e ci gettiamo su un localaccio zeppo di gente e senza aria condizionata. Le porte si chiudono...e l'altro treno improvvisamente riprende vita e parte. A Brignole riscendiamo e risaliamo sull'altro....ormai contro ogni previsione riusciamo ad arrivare a casa....

Postato da: LestatGe a 10:02 | link | commenti (6) |

mercoledì, 12 luglio 2006

Non sopporto che non mi si risponda ai messaggi. Capisco non scrivere qualcosa immediatamente, ma ignorarmi del tutto no. Anche perchè, se fino a qualche mese fa sentendomi dire che non ci si riusciva perchè al lavoro, chinavo il capo e tacevo, essendo all'epoca cazzeggiatore professionista. Ma ora pure io lavoro. E non sto in miniera. E non conosco nessuno che scavi carbone. Quindi il tempo c'è. Anche semplicemente sfruttando i tempi mortissimi degli spostamenti in autobus. Quindi non può che essere menefreghismo. O cafonaggine.

Postato da: LestatGe a 09:05 | link | commenti (13) |

venerdì, 07 luglio 2006

Sulla teoria sono ferratissimo. Ieri dispensavo perle di saggezza analizzando la situazione con fredda logica. E' nella pratica che le canno tutte, o quasi. E lo faccio consapevolmente, sapendo che sto facendo una vaccata. In tutto questo la prima cosa non è addossarmi la responsabilità, ma addossare la colpa sempre a quel povero cristo ormai più che passato del mio ex. In realtà, diciamocelo, ci metto del mio. E se può anche essere che un background un pò negativo mi influenzi, è anche vero che certi atteggiamenti fanno parte del mio essere. Certi atteggiamenti che voglio cambiare, perchè so che non mi stanno portando a nulla. Non ci stanno portando a nulla. Certi atteggiamenti che ti chiedo di sopportare e di aiutarmi a modificare. Che potrebbe essere meglio per entrambi.

Postato da: LestatGe a 09:26 | link | commenti (5) |

giovedì, 06 luglio 2006

Alla fine si è optato per frenare un pò. Ridare un nome al tutto. E partire con nuove basi. Perchè le intenzioni sono per entrambi buone. E si sa che si potrebbe stare bene assieme. Ma la tempistica è stata un pò bastarda. e allora reimpostiamo il tutto.

Postato da: LestatGe a 12:02 | link | commenti (11) |

lunedì, 03 luglio 2006

Weekend decisament intenso: venerdì prendo il treno, alle 18:10, per tornare in riviera. Sabato mattina sveglia alle 6:30, passo da Genova a prelevare la Mel, e via, verso Milano per un matrimonio. Dopo la cerimonia, un'ora a zonzo per il Pavese in cerca del postodel rinfresco. Alle 18:30, trangugiata la torta, in macchina per tornare a casa. Alle 21:00, appena varcato il casello di Nervi dopo aver salutato e ringraziato la mel, folgorazione: le ho lasciato il portafoglio. Merda. Arrivo a Recco, sco e rientro, e di nuovo a Genova. Alle 22:00 sono a casa. Mi doccio. Alle 00:37 ho il treno per Napoli. Dove sto circa dodici ore. A sto punto dovrei riprendere il treno per Milano e andare a lavorare. Ma faciamo che mi do malato e mi faccio qualch giorno in rieviera per ripigliarmi, che sono un filino stanco....

Postato da: LestatGe a 18:44 | link | commenti (8) |