...perchè la mia vita è una sit-com???
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Il fatto che le notti qui a Milano io le stia passando sdraiato sul pavimento nel tentativo di cercare un minimo di fresco, non sta giovando al mio umore.....
Alla fine riesco anche io a farmi il mio primo giorno di mare, con tanto di primo bagno e prima scottatura. Scottatura nei posti più improbabili, ovviamente: come il dorso dei piedi…
Il tutto in un clima intimo, e di vacanza. Perché il fidanzato, alla ricerca di un po’ di evasione, concilia questa necessità con quella di starsene belli tranquilli. E così mi fa diventare partecipe di quella che è la sua personalissima Arcadia. E finiamo per esulare un pochino dal solito, e salvo la parentesi mare, si vive una dimensione un po’ diversa. Perché diverso è il posto, e la tranquillità che esso emana, così immerso in quell’ atmosfera tipica delle località di villeggiatura, quando ancora non sono state invase dalle folle di vacanzieri, che neanche in quelle due settimane di stop riescono a staccare e quindi continuano a correrecorrerecorrere. Così diversa è la casa, una casa al mare come forse te le aspetteresti in Grecia. O in qualche isoletta sperduta nel Mediterraneo. Così diverso è il quotidiano, e a fianco dei soliti mille caffè, c’è anche la prima cena preparata assieme, le prime piccole manie, piccole attenzioni disseminate qua e là. Anche qualche piccola paranoia. O meglio, diciamo qualcosa di giustamente importante che va a ripercuotersi sul resto. Io mi ci son messo di impegno a far capire che un superuomo non lo voglio e non lo cerco. Che stare assieme vuole pure dire confrontarsi con manie, paranoie, problemi, ansie. Confrontarcisi, e condividerle. E magari, ogni tanto, aggrapparsi totalmente all’altro.
Collega: ma all’ultimo mondiale da che è che siamo stati eliminati
Io : mi pare dalla Corea.
Collega: ma no, ma che dici. Quelli ci hanno eliminati agli europei!!!
Io :……
La mia serata mondiale è stata ovviamente degna del più tragico Fantozzi.
Barbie mi invita da lei per vedere la partita. Certo, questo vorrà dire che non potrò avvalermi della radiocronaca della Gialappa. Ma decisamente meglio che starsene da soli. Insieme ad una birra, l’idea è quella di nutrirsi a pizza. E questo è uno dei problemi: non tanto perché ultimamente sto mangiando solo quella, ma perché la proposta è di prenderla da un kebabbaro. Ora, lasciamogli fare il kebab a sti arabi, ma la pizza anche no….ma Barbie sostiene sia buona, e io – non so perché improvvisamente dimentico delle sue note incapacità culinarie – mi lascio abbindolare. Non solo il “pizzaiolo” si dimentica della nostra ordinazione, facendoci perdere l’inizio della partita, non solo la pizza sapeva di cartone e io la sto digerendo ancora adesso, ma Barbie probabilmente verrà lapidata da una marmaglia di Talebani. Infatti lei ha suscitato sguardi sgomenti chiedendo una pizza con la salsoccia….nota la dimestichezza dei musulmani con la carne di maiale, mi chiedo se la prossima volta mi porterà a degustare fiorentine in un ristorante indiano…
I problemi non finiscono, ma anzi se ne ripropongono di nuovi quando accendiamo la tv. Diciamo che il segnale non era dei migliori, e di fatti in campo c’erano 44 giocatori e due palloni….A corollare il tutto, decido di tornare a casa per una strada alternativa, e ovviamente mi perdo. E mi perdo in mezzo alla marmaglia festante, che manco avessimo già vinto
Dopo più di un mese finalmente riesco a rivedere
“Vaialdxdprendi2bottigliedacquaduepacchidipastatieniisoldi. Io mi sto cagando addosso”.
Non so bene perché, ma ogni volta che
E come ogni volta capita a tavola un personaggio curioso; questa volta è toccato ad una Texana a Milano da 4 anni, che poche settimane fa è stata mollata dal fidanzato a poche ore dal matrimonio.
Cmq la missione principale è stata svolta:io ho resocontato e lei ha approvato!
Cercare di organizzare, giovedì, la trasferta del weekend, non è impresa facile. Perchè quello appena passato non era un weekend qualunque, ma c’era di mezzo il ponte. E non ero l’unico ad volermi spostare. Già la ricerca di un alloggio in quel di Napoli non è stata cosa facile, ma per fortuna ho demandato questo compito ad una mente più arguta, che ha trovato una soluzione ottima. E’ andata anche meglio della volta precedente, a parte che sta volta in casa non ero da solo, ma in compagnia di un terzetta di scoppiati che sabato notte hanno lasciato la chiave della porta. Ergo, io impossibilitato a rientrare e piagnucolante al telefono, alle due di notte “Tesò, mi hanno chiuso fuori!!! Aiuti!!!”. Beh, attaccandosi tenacemente e accanitamente al campanello abbiamo risolto.
Il viaggio invece è rimasto in mano mia, e delle FS. Non ho potuto far altro che prendere quel treno assurdo che fa, per arrivare giù, il coast to coast…al ritorno è andata anche peggio:niente cuccetta, quindi mi sono rannicchiato con le ginocchia in bocca in preda ai crampi dalle nove di sera fino all’alba, ora dell’arrivo a Genova, per il cambio treno. Certo, ci sono stati dei momenti notevoli, come quando, nel cuore della notte e tutti in preda al dormiveglia veniamo svegliati da un grido di terrore: “Oh ddddioooooo!!!!!!!”. E io riesco, prima di svegliarmi del tutto, a vedere una figura nera, con tanto di coltellaccio, incombere su tutti noi…in realtà è tutto frutto della suggestione…cosa che mi accomuna alla tizia urlante, che dopo essersi resa conto di essere una folle, implora perdono….