max and the city

...perchè la mia vita è una sit-com???

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domenica, 30 aprile 2006

E’ stato un venerdì un pochetto sfigato. Io e la Sciakka si vuole andare al cinema. E per conciliare anche un pizzico di vita sociale, optiamo per il primo spettacolo. Anche perché nel frattempo abbiamo deciso di trasformare la prima serata in un’uscita madri e figli. E visto che le nostre genitrici non riuscirebbero a gestire contemporaneamente sonno e film non possiamo che convincerci della necessità di andare proprio allo spettacolo delle 8. Già che ci siamo si va fuori a mangiare una pizza. Alle 7…che più che una cena mi sembra di stare a fare un aperitivo…Ci ritroviamo a trangugiare la pizza e via al cinema. Anche la scelta del film è un po’ sfigata. Invece dell’ “Era glaciale”, cediamo alla tentazione della danza e optiamo per “Ti va di ballare”. Ho sempre dei problemi quando mi ritrovo a vedere film in cui si balla, si ballano balli da sala, a me vien sempre una gran voglia di iscrivermi a qualche corso…ma sta volta lo faccio: voglio diventare un dio del tango e del fox trot. Alle 10:30, a film finito, riaccompagniamo le madri a casa e noi cerchiamo di organizzare la seconda serata. In vano. Dovevamo vederci infatti con altra gente più o meno identificata, peccato però che tutti questi altri soggetti abbiano deciso, manco fossimo in Spagna, di andare a cenare verso le undici…quindi noi due, dopo essere arrivati a Santa Margherita, abbiamo girato la macchina e ce ne siamo tornati a Rapallo per una birretta e poi casa…

 

Ah, neanche a dirlo, di solo non se ne è visto….

 

Postato da: LestatGe a 12:07 | link | commenti (4) |

sabato, 29 aprile 2006

A decidere di organizzare una gita fuori porta ( ma molto, molto fuori porta ), di venerdì pomeriggio, a ridosso dell'ennesimo ponte di sto mese, ci si potrebbe scontrare contro qualche problemino tecnico. Che ok, che ho detto -ino, ma cmq di difficile gestione. Per esempio: tutta, ma proprio tutta Italia, ha deciso di neleggere a mezzo di trasporto ufficiale il treno. Quindi anche volendosi spostare, posti zero. Poi pure il tempo non aiuta, anzi, diciamo che forse questo ha rappresentato l'inconveniente maggiore. Quindi non mi resta che optare per il piano B. Alle 5 prendo la macchina e vado a prendere la Sciakka, districandomi a fatica negli ingorghi dei vacanzieri e via verso la Riviera. Dove arriveremo tutto sommato dopo un viaggio umano e non troppo incasinato. L'idea della gita ovviamente resta.

Postato da: LestatGe a 12:09 | link | commenti (4) |

mercoledì, 26 aprile 2006

Odio, perchè mal mi ci rapporto, le situazioni di attesa. Non riesco proprio a starmene tranquillo sulla riva del fiume ad attendere. Per carità, non dico il passaggio del cadavere. Ma un cenno. Me la cavo bene nelle fasi preliminari...poi non ce la faccio ed all'improvviso do brusche accelerate. In fondo sta volta penso di aver fatto bene, però. Credo di aver condotto sapientemente la fase di approccio...poi c'è stato l'imprevisto. L'imprevedibile improvviso imprevisto. E a 'sto punto non ho saputo fare altro che giocarmi tutta la mano. Penso di aver fatto bene, come dicevo. Forse ho ingarbugliato un filo la situazione, ma non mi sembra di aver arrecato troppi sconvolgimenti. Ho solo ritenuto giusto che le cose fossero chiare. Non ho voluto giocare al rialzo, ho semplicemento voluto aprirmi...e dirla tutta.

Ora mi si chiede di aspettare...ed è. purtroppo, giusto. Purtroppo perchè sono su una sedia che diventa scomoda e su cui continuo a dimenarmi, perchè l'attesa un poco logora. Giusto, perchè il bandolo è incasinato, e io ci ho messo del mio...

Mi vien solo da pensare che me ne sarei dovuto fregare dei miei...che avrei dovuto, una settimana fa, continuare il viaggio...

Vobbuò...Ciccio...aspettiamo.......

Postato da: LestatGe a 10:36 | link | commenti (18) |

martedì, 25 aprile 2006

I miei personalissimi dissidi con la palestra continuano inesorabili. Sta volta più che altro a causa della mia idiozia. Me ne scappo dall’ufficio appena possibile, e visto che mezza Milano è via per il ponte arrivo a casa prestissimo, tempo di fare le scale e già sto sistemando la sacca. E giù di nuovo e via in palestra. Situazione ideale: gente pochissima per cui non dovrei mettermi a fare a spallate per gli attrezzi, e con il mio nuovo gingillo l’oretta tra gli esercizi dovrebbe passarmi. E quindi via la camicia, le braghe, le scarpe di legno. E su la t-shirt, le braghette…e le scarpe? Dove minchia sono le scarpe??’ Ovviamente a casa…e mò, che fare? Dissimulo…non posso certo ricambiarmi e uscire dopo 5 minuti netti…e allora mi accascio su una panca, pazzeggiando con l’ iPod aspettando che tutti quelli che mi hanno visto entrare se ne vadano. E così tiro fuori l’accappatoio, e fingendo di aver sudato chissà quanto mi infilo sotto la doccia…

 

Mentre mi asciugo, mugugno e mi insulto ho un sussulto. Mai nella vita ho rischiato di fare figure di merda in uno spogliatoio. E con figura di merda intendo erezione. Ecco, ieri ci sono andato paurosamente vicino. Merito di un tipo, ovviamente neo-petentato, che era la copia sputata del protagonista taumaturgo dei 4400, solo in moro. E nudo.

 

Ah, non sono neanche mai stato broccolato in uno spogliatoio. Fino a ieri. Niente di eclatante o plateale, ma le intenzioni del compagno di panca erano abbastanza evidenti. Anche le mie: non grazie.

 

Postato da: LestatGe a 13:30 | link | commenti (7) |

lunedì, 24 aprile 2006

Basta un click, e ti si risolve il venerdi sera. Già mi vedevo a scivolare lento lento nel baratro del torpore e del rimbecillimento guardando Roma. E invece, accenco il pc, due chiacchiere, e la serata è belle che sistemata. E no, non mi sono procurato un appuntamento al buio. La compagnia era ben nota, equindi sapevo di non rischiare accoltellamenti-stupri-pacchi. Al massimo un pestaggio da una ganga di magrebini, visto il luogo dell’appuntamento…ma sono scampato pure a quello. Si và all’Atomic. Anzi, mi porta all’Atomic, visto che lui lo conosce bene e io non ci sono mai stato. Bel localino pop! Neanche a dirlo, al ritorno mi perdo…in modo meno eclatante del solito, ma tant’è che io ero convinto di andare verso sud, e invece ad un certo punto mi ritrovo a Loreto…mah…

 

Sabato di spese. Con la Peru e Fra mi do allo shopping. Meta principale la Fnac , dove ho iniziato la preparazione per il concerto, e dove il mio bisogno di stare al passo con i tempi mi ha portato a prendermi l’iPod. Che ammettiamolo, non me ne faccio poi tanto…ma io proprio lo volevo. Con buona pace di Fra, che poretto cercava di spiegarmi le meraviglie che ‘sti oggettini consentono di fare, e poi i Giga e i Mega e i Mazinga…ma niente….io proprio non coglievo, la mia unica vera preoccupazione era:ma è meglio bianco o nero? Per me questa era la sola e unica vexata questio da risolvere…alla fine ha vinto il bianco. E lo so che ho scelto così solo perché si avvicina l’estate, che se fossimo in autunno lo avrei preso nero…sfigato… Poi via alla Mondatori, ad ampliare il mio parco libri. Tre gay orinted, e due fantasy.

 

A casa ho modo di capire quanto la tecnologia una volta di più mi sia aliena. Nel cercare di addomesticare l’ iPod alla mia volontà finisco col selezionare la lingua sbagliata…e all’improvviso tutto si riempie di cangi…già mi vedevo, miserrimo e vergognoso, ritornare coperto di pece e vergogna alla Fnac per farmi resettare tutto…ma q.sa è successo per cui tutto è tornato all’originale, e dopo una virata sul danese sono riuscito a impostare l’italiano come lingua. Da lì non dico che sia stata tutta una discesa, ma almeno almeno in pianura. Ora riesco anche ad ascoltare q.sa….

 

Domenica, pur non avendo bevuto così tanto il sabato sera, mi sono ritrovato bello rincoglionito e a necessitare sonno ad intervalli regolari. Quindi niente gitarella al parco, niente sole, niente contatti con l’esterno. Giusto qualche messaggio ed una chiacchierata da sganascio sulla gestione partenopea delle processioni…E così scopri che la Madonna altro non è che una combattente che veste alla marinara…..

 

Postato da: LestatGe a 09:21 | link | commenti (4) |

giovedì, 20 aprile 2006

Ci siamo coordinati al meglio, in modo da cercare di arginare senza rimanerci secchi l’ondata che sicuramente ci avrebbe travolti. Io ho passato la mattinata attaccato al pc, cliccando con superumana rapidità sul tasto refresh, ma l’acceeso al sito si è rivelato da subito ostico, tanta era la concorrenza. Ma il piano B si è rivelato molto più fruttuoso, e il mio compare di questa avventura è riuscito ad avere la meglio su tutti e a portare a casa l’ambitissimo premio.

 

Quindi:ora metto giù le ferie, che il 6 agosto sarò a Roma!

 

Postato da: LestatGe a 13:56 | link | commenti (22) |

mercoledì, 19 aprile 2006

Forse, ma solo forse, mi sto un pelino inacidendo. E lo dimostra il fatto che nelle ultime nottate non mi sono rimpinzato di malox solo per il fatto che non ne avevo a portato di mano. Lo dimostra ulteriormente il fatto che sono mal disposto a tutto quello che mi si offre da fare, e immancabilmente poi mi ritrovo a divertirmi, o cmq ad avere a che fare con situazioni decisamente meno peggiori di quelle che mi immaginavo. Ad esempio, sabato, io e la Sciakka concediamo due ore del nostro pomeriggio alla Londinese e futuro consorte. Io personalmente ero sull’incazzatello per il fatto che nonni fosse fatta sentire, e in un impeto di immaturità avrei voluto restarmene a casa a guardarmi un bel po’ di telefilm sulla Fox. E invece esco, e invece mi diverto, a sentire i racconti del prete più severo del regno che li ha tenuti tutto un pomeriggio facendogli domande sulle loro discendenze per accertarsi che non si celebri un matrimonio incestuoso. E redarguendoli, chè alla domanda “are you related by blood?”, non si può certo rispondere un sicuro, perentorio e categorico “yes”, ma un più umile “as far as I know”. Perché vallo a sapere cosa può essere accaduto nelle pieghe della storia. E va bene che magari scomodare il test del DNA per sposarsi potrebbe essere fuori luogo, ma a vederli – lei di Napoli, bassa, e…diciamo, mediterranea. Lui British, lattiginoso/lentigginoso e rossiccio – uno potrebbe anche avercelo, il dubbio, che manco a scomodare Federico II ci si riesce ad incrociarli.

 

Altro esempio, la giornata di Pasqua. Ma qui effettivamente avevo un pregresso di 27 anni per partire pessimista.

 

E poi, ieri, a mangiare gnocco fritto. Io volevo andare a mangiare la pizza. In centro. Invece dittatorialmente si decide per sto cazzo di gnocco fritto, che buono è buono, ma è pur sempre pane fritto. E non in centro, non sui navigli, in via Lodovico il Moro. Che di bello pensavo avesse solo il nome. Non so, l’ho sempre trovato affascinante, come suona. E forse c’entra pure il fatto che l’effetto attenuante del cioccolato sta finendo. Però Lodovico sa proprio di aristocratico cavaliere (i.e. manzo) medioevale. E poi, beh, è pure moro…Beh, cmq a me sto scorcio di Milano mi è proprio piaciuto. Il Naviglio Grande rigonfio, l’acciottolato tutto bagnato dall’acquazzone. Le case basse basse. La chiesetta antica. E i ponticelli. Alla fine mi è piaciuto pure il gnocco, e ancor di più i salumi e formaggi. Ok, forse giusto il conto ha rappresentato una nota un poco dolente, ma ieri era giorno di stipendio.

 

Postato da: LestatGe a 10:07 | link | commenti (2) |

martedì, 18 aprile 2006

Dunque: incontri interessanti in treno assolutamente zero. Il massimo che ho ottenuto come compagnia è stata una vecchia a cui è suonato il telefono per tutto, ma proprio tutto, il viaggio. Ovviamente non sia mai che si metta la vibrazione mentre si viaggia, molto meglio una suoneria che richiami vagamente la cavalcata della valchirie. Giusto per rilassarsi. E la signora, quando parlava, lo faceva pure a bassa voce “che sai, sono in treno, non voglio disturbare”. Già. Perché Wagner non li spacca per niente…..Altro punto dolente: sole&mare, ancora a me proibiti…

 

Domenica gitarella fuori porta nel senese per visita dai nonni. Già il viaggio è difficoltoso, basta che mio padre mi dica di prendergli un cd dal porta oggetti, che mi vengono i brividi. Guardo il primo, che poi mi toccherà passargli, e fisso atterrito la scritta “musica techno”. “Papà…musica techno???” “Stai bravo”. Vabbe…inizio a preparami al peggio…e mi parte, invece, Biagio Antonacci. Che non dico non essere il peggio, ma quanto meno essere un peggio diverso da quello che mi aspettavo. Il viaggio passa così con i miei che cantano, e non è che siano proprio due voci strappate anzitempo alla lirica….Inspiegabilmente ed insperabilmente la giornata passa bene. Sarà che ora non sono più il nipote che pazzeggia di brutta maniera tutto il tempo, sarà quel che sarà mi sento leccare e tutti sono complimentosi. Con buona pace dei miei che per una volta vedono salvata la loro tanta adorata apparenza. Nel pomeriggio, giusto per smaltire e godermi il sole che almeno qui si decide a far capolino, mi concedo un giretto. Sebbene non abbia mai amato visceralmente la campagna ammetto che ora non posso non godere di ciò che alla vista e all’olfato offre il chiantigiano, zona in cui da che io ho memoria i nonni si sono rifugiati a godersi la pensione…producendo vino e olio arroccandosi su una collina, in quella tenuta circondata da mura che domina uliveti, boschi e filari, che sembra quasi di essere nel casato di un valvassore. Io e mamma ci chiediamo anche, cinicamente e malinconicamente, cosa ne sarà, fra un po’, di tutto questo, quando ci saranno da mettere insieme 5 teste, che immancabilmente avranno idee, desideri e bisogni diversi. Il ritorno a casa è nel torpore, e nella pioggia, che ha proprio deciso che la riviera non è da abbandonare. Cosa invece che faccio io lunedì, appena possibile.

 

Postato da: LestatGe a 10:34 | link | commenti (9) |

venerdì, 14 aprile 2006

Pensieri sparsi qua e là:

 

Mi arriva sto messaggio dalla Peru. “Ciao Turbo, Peru a 90, sono veramente divelta da lavoro”. Rispondo “Beata te, io è da tempo immemore che cerco di riportare quel numero nella mia vita”.

 

Sto weekend già mi sta stando sul cazzo, da me non ha mai funzionato la “pasqua con chi vuoi”, quindi sarà con troppi parenti che non voglio per niente vedere a cui non voglio per niente far sapere che combino  a cui risponderò a monosillabi e mi sentirò dire che sono musone e non parlo e blablabla. Ho pure scoperto che per le vacanze è tornata da londra La Londinese Futura Sposa. Altro irrazionale motivo di scazzo: già ci sono rimasto male perché non mi ha chiesto di fare il testimone, ma sta infantilata da marmocchia capricciosa me la tengo per me. Mi gira il cazzo che non mi ha avvisato tornasse. Ha chiamato la Sciakka , che non è proprio tra le sue migliori amiche e le ha detto di avvisare anche me. E poi ultimamente non reggo più l’idiozia gratuita, tipo quando le dice “E Max, è a Genova?”. No, sono a Milano, e già lo sapevi, scoprendolo a Natale quando mi ha chiamato per sapere se potevo andarla a prendere in aeroporto. E la mail che le ho mandato poco tempo fa avrebbe anche dovuto ricordarglielo, visto che non le ho scritto da un indirizzo personale ma da quello della banca…

 

E con oggi ci riprovo: 1)a fare un viaggio in treno decente, incontrando magari qualcuno che voglia nottetempo abusare del mio corpo. O anche solo di una sua minima parte. 2)ad andare a mangiare qualcosa al mare sotto il sole.

 

Postato da: LestatGe a 14:19 | link | commenti (3) |

giovedì, 13 aprile 2006

La giornata lavorativa di ieri si è conclusa con me che facevo, del tutto involontariamente, piangere la Sarda. Il tutto è successo perché durante la pausa, non so neanche bene io come, siamo finiti a parlare di “Buonanotte Fiorellino”. E ho fatto presente che la ritengo fra le canzoni più struggenti della storia dell’umanità. I colleghi mi guardano come se fossi un demente. Allora chiedo se sanno perché la canzone è stata scritta, anzi, per CHI è stata scritta. E in quali circostanze. Ovviamente nessuno sa una benemerita. Già solo nel mettermi a spiegarlo mi intristisco, e quando ho finito facciamo tutti a gara per vedere chi ha più pelle d’oca. Al rientro alla scrivania mi metto a cercare il testo, in modo da poter assaporare a dovere ogni straziante verso. Mando email alla Sarda, che poco dopo si gira con due occhi tanti e continua a gemermi: “…ma ti prego…ma dai…ma no…”.

 

 

Sulla strada di casa infrango qualche regola mettendo a repentaglio tutti e 22 i miei punti della patente conversando con Barbie al telefono. Mi si invita a cena, da lei. Menu rigorosamente a base di crepes. Io faccio presente che nonostante le mie notevoli capacità, questo è proprio un piatto che non so fare, che cioè non ho mai fatto. Tranquillo, mi sento dire, le faccio io. Ora, devo aver già fatto presente qua e là che Barbie ha dei problemi con qualsiasi cosa che per essere ingerita necessiti un qualsiasi tipo di trattamento. Ancora ricordo un piatto di sofficini che riuscì a fare totalmente carbonizzati da un lato, e assolutamente ghiacciati dall’altro. Povera Barbi, credo abbia problemi anche a lavare l’insalata…Le mie perplessità erano quindi parecchie…Arrivati a casa Barbie è perfettamente a suo agio nel suo ruolo, e come immaginavo sfoggia anche due grembiuli da cucina rigorosamente griffati. Ovviamente la sostanza emerge subito. Chiedo una bilancia, per pesare la farina. Credo che solo in quel momento abbia scoperto l’esistenza di bilance altre rispetto a quelle su cui si posano i piedi per scoprire se la dieta funziona. Ok, faremo a occhio.Poi provo a domandare un frusta, visto che i grumi stavano ovviamente avendo la meglio, e non potevo certo convincerli con la retorica a sciogliersi. Barbie avrà sicuramente pensato che mi stessi già portando avanti e cercassi abbigliamento per una qualche serata fetish. Provo a mimare e descrivere questo oggetto misterioso, ma niente. Del resto è ovvio, è un attrezzo troppo poco di design, e mal si accompagna al tostapane di acciaio vintage (che però non funziona…) e a tutti gli altri ammennicoli. Ok, fa niente, proverò a stremarli con la forchetta. Il tentativo è vano, e non mi resta che passare alla superstizione. Pure lo spazio è tiranno, perché da brava architetto ha arredato i vari piani di appoggio per essere pronta nel caso qualche fotografo di CasaIdea dovesse bussare alla sua porta: un enorme mazzo di tulipani gialli (altro che rose rosse, scontate e superate. Io voglio in regalo tanti tulipani gialli!!!!), un rametto di orchidea degno dell’ Euroflora, e io a ritagliami millimetri. Alla fine ci spazientiamo, e ci accontentiamo dell’impasto discutibile e proviamo a cuocere. Il risultato? Tante belle frittate….

 

 

Andando via, dopo che ci siamo strafogati di, appunto, frittatine, prosciutto, stracchino e nutella, il tutto senza vedere nulla che assomigliasse a delle crepes, mi rendo conto di una cosa. Nel genoma gay ci sono sicuramente dai geni che gli etero non hanno: il gene che fa abbinare i colori, smodata passione per le creme e i reality sciò. E pensavo pure un’innata capacità a fare le crepes…tutti le sanno fare, pure al telefono, durante la preparazione che già si stava rivelando fallimentare, sono stato schernito (preparati, si sta delineando una futura serata a base di anguria alcolica e crepes fatte rigorosamente da te!!!), ma io no…io non ci azzecco. E io non concepisco che qualcosa attinente la cucina mi sia precluso!  

 

 

Postato da: LestatGe a 09:48 | link | commenti (8) |

mercoledì, 12 aprile 2006

Girovagando senza una meta, tra una chiacchiera e l’altra, nei paraggi di casa, ma nella zona un po’ meno residenziale e un po’ più mondana, scopro che a due passi da dove abito ci stanno un sacco di localini carini e un sacco di movimento anche in una serata che pensavo morta. Scopro anche una cosa mi fa sorridere: in una delle viuzze che si diramano da De Angeli mi sono ritrovato un sushi bar. Ma non uno a casa, uno degli innumerevoli che continuano a sbucare a Milano; si tratta invece di un posticino in cui mi ritrovai - penso saranno passati ormai 6 o 7 anni – a mangiare il primo sushi della mia vita. E fu subito amore, nonostante il brodino col tofu, che tuttora mi crea delle perplessità, e nonostante la flute con dentro un uovo semi crudo e un gamberetto da bere alla goccia. Cosa che ovviamente feci senza pensarci. All’epoca non mi resi neanche conto che stavo vicino a casa…ora invece sono un minimo più consapevole, quindi devo andarci al più presto!!!

 

Postato da: LestatGe a 10:33 | link | commenti (13) |

lunedì, 10 aprile 2006

La risposta alla domanda sarà facilissima: dove si trovava a stazionare, sabato, la sola e unica nuvola presente sull’Italia? Ovvio: su Rapallo. Che diciamola tutta: non sono tornato apposta per votare, certo, vedere amici e parenti mi faceva piacere, ma…ma io chiedevo solo di passarmi un’oretta al mare. Mica per fare il bagno, mica per mettermi in costume…mi accontentavo di starmene con un panino o un po’ di focaccia con il culo su un asciugamano. Ma sti cazzi!!! E quindi non mi resta che oziare in casa e uscire in serata. Quando mi ritrovo ad imboccare C.so Europa all’altezza di Nervi mi piglia…non so…non era esattamente malinconia…proprio non lo so cosa fosse…avrei avuto vogli di vagare da solo, in macchina per Castelletto. Mi sarei voluto intrufolare in casa, e vagare da solo per quelle stanze, che all’improvviso non sopportavo potessero ospitare altre persone, non sopportavo l’idea che non appartenessero più alla mia vita. Poi un fragolino in piazza delle Erbe risolve tutto.

 

E poi è subito sera, e quindi nanna-votazione.pranzo-treno. Il tempo di mollare il valigione contenete l’anticipo della stagione primavera-estate e via verso il Borgo. Dove la nottata passa tra hip hop e musica meravigliosamente trash, e dove c’è chi mi fa l’apprezzamento più gradito: “sei dimagrito”. E il punto di domanda non è rimasto per sbaglio nella tastiera, no no. Infatti era un’affermazione!!!

 

Postato da: LestatGe a 14:27 | link | commenti (21) |

venerdì, 07 aprile 2006

Alle 8:30 sono già a dormire. Anzi, a fare una pennica. Perché i programmi per la serata sono parecchi battaglieri,  per poter rendere al meglio è il caso di partire di casa un pochino riposato. Io e il mio fedele compare di sperimentazioni milanesi ci siamo accordati per andare al GasolinE, da me ritenuto immancabile tappa nel percorso di emancipazione…e di ricerca di sollazzo. Nel pomeriggio mi organizzo per bene, avendo ormai abbondantemente sperimentato la facilità con cui qui riesco a perdermi, e mi stampo tutto ma proprio tutto il percorso. Atto che all’inizio sembra vano, visto che già alla prima svolta ci sbagliamo, poi però ci scopriamo abili naviganti, e senza difficoltà arriviamo. Arriviamo esageratamente presto, quindi via di struscio in Corso Como. Resto perplesso, non pensavo di beccare tanto movimento di giovedì, e per di più in una città che chissà perché mi ha sempre dato l’idea non avesse nelle sue corde lo struscio serale. Resto anche perplesso dal tipo che mi si avvicina e mi chiede se voglio entrare all’Hollywood…ma mi vedi? Dai oggi non credo proprio di averci il look, cmq grazie, apprezzo. Verso mezzanotte entriamo, anzi, scendiamo giù giù nelle catacombe. Noto che Milano è in fin dei conti proprio piccina, o forse l’ambiente gay lo è, o forse il personale a cui tocca intrattenere/dissetare gli avventori lo è…la fauna è quanto mai variegata. Diciamo che ieri sera, veramente ho visto cose che voi umani eterosessuali non bazzicanti locali non potete neanche immaginare. Musica decisamente varia, e calca decisamente pressante. Ovviamente a me chi piace, di tutti i presenti? l’unico palesemente eterosessuale, manco a dirlo. Ma giuro che se lo ribecco glielo chiedo, se per caso niente niente è gay. Perché ok che gli sarebbe bastata una bicellata per rendermi tetraplegico, ma se vai in un locale gay il minimo che ti puoi aspettare è una cortese domanda sulla tua sessualità. Faccio un promemoria per la prossima volta: piantarla di fare il reffioso, e s il tipo che è lì lì per provarci non ti dispiace approfittarne, e non stare ad aspettare che il moro da poco maggiorenne contraccambi le attenzioni. Che è vero che sembra anche starci, ma è vero pure che dopo un po’ che aspetta si scogliona e porta via le balle e si finisce con il restare a bocca asciutta. Frase molto appropriata, direi.

 

Postato da: LestatGe a 11:42 | link | commenti (29) |

giovedì, 06 aprile 2006

Ho capito quel è la via dell’assunzione, ora mai ne sono quasi certo. Devo percorrere a capo chino la strada dell’ignoranza. Con un brevissimo lasso di tempo sento una via l’altra le seguenti perle: collega madre di famiglia che si gode un invidiabilissimo impiego part-time: “Povero ragazzo, non me lo travisare”. In cui travisare altro non è che un modo personalissimo di coniugare all’infinito il verbo traviare…E poco dopo, da uno dei fiscalisti: “Ah, e così ti fai la crOsta sullo stipendio”.

 

 

Postato da: LestatGe a 09:37 | link | commenti (17) |

martedì, 04 aprile 2006

Tanto per restare in tema di soggetti boarderline: ormai un anno fa uscii giusto una sera con un tipo. Già dopo pochi secondi il desiderio di sparire era fortissimo, anche perché il tipo non brillava. Tanto per fare un esempio, mi si chiese: “E che cosa studi?”. E io: “Economia”. “…ah…economia…ma cosa sarebbe esattamente? Tipo giurisprudenza”. Lo sguardo si alzò al cielo e  partì a dietro il silenzioso grido Signore prendi me…Nonostante cmq questa uscita poco felice ogni tanto ci scappa qualche squillo, anche se non ci siamo mai più visti, e al Borgo fin’ora sono riuscito a dribblarlo. Ieri notte ennesimo squillo. Io rispondo. A questo punto mi arriva il seguente messaggio: “Ciao, se ti chiamo mi fai qualche verso di godimento?”.

 

E magari ti faccio anche chiamare dalla Mussolini o da Calderoni, scegli tu!

 

Postato da: LestatGe a 14:17 | link | commenti (13) |

lunedì, 03 aprile 2006

Giusto per non fargli credere di avere il monopolio dei pazzi. Da qualche settimana qualcuno continua a farmi squilli sul cellulare. E il numero di provenienza io proprio in rubrica non ce l’ho. E visto che il mio attaccamento a tutto ciò che mi circonda mi impedisce persino di cancellare numeri che non credo essere nemmeno più in funzione, proprio non capisco chi cazzo continui a farmi squilli. Io ovviamente ogni volta sollecitamente rispondo, ma inizio pure a mandare messaggio, in cui faccio presente che sarebbe proprio carino che mi si facesse presente l’identità dello squillatore frenetico. Ma niente. Inizio a elucubrare. Nell’ultimo periodo (diciamo più o meno nell’ultimo mese), effettivamente il numero l’ho lasciato a due persone. Però:entrambi sono blogger, e nei limiti in cui si possa dire di conoscere una persona, non mi sembrano affetti da idiozia e mettersi a farmi squilli senza manco dirmi chi sono. Dei due poi con uno avevo avuto il piacere di parlarci giusto per telefono sabato sera. L’altro, sabato notte, non mi ha detto: “Ah, sai, sono io i maniaco che ti squilla a notte fonda”. Quindi il mistero continuava a non dipanarsi. Ieri, dopo l’ennesima sequela di squilli, e l’ennesima ignoranza a palesarsi, telefono. Primo dato:a rispondermi è un uomo, o per lo meno qualcosa che gli assomigli, visto che la voce da Farinelli un po’ mi fuorvia. Io cerco di non suonare scocciato, ma ammetto che mi riesce difficile. Il tipo mi dice che il numero gliel’ho dato io…ma attenzione:gliel’ho dato qualcosa come l’estate scorsa…Ora, figlio mio, hai un bel coraggio a fati sentire dopo quasi un anno, e soprattutto hai un bel coraggio a suonare stizzito e dispiaciuto per il fatto che io proprio non mi ricordi (pensandoci un po’, a posteriori, un tizio mi è venuto in mente, ma non è che ne sia sicuro). Mi sembra subito il caso di tagliare corto, e avendo saputo che il tizio sta a Genova, chiudo con un secco: “Beh, io ora sto a Milano”. “Ah, stai a Milano…?”. “Si!”. A cui poteva seguire anche qualcosa come, potevi farti sentire prima, io il weekend torno giù e ci si potrebbe vedere, o qualche altra frase simil carina. Ma anche no!    

 

Postato da: LestatGe a 16:12 | link | commenti (7) |

domenica, 02 aprile 2006

Andare in palestra, sta mattina, mi è sembrata l’unica cosa sensata, visto che mi sono svegliato, incomprensibilmente dopo solo 5 orette di sonno, bello intontito e un po’ di attività fisica poteva solo aiutare. E poteva anche aiutare a smaltire gli americani – me li puoi fare con la tonica invece che con la soda per favore? – ingurgitati nella notte. E così gocciolando sul tapis roulant me la rido abbondantemente da solo ripensando, fra tutte le canzoni sentite ieri, all’unica che non è uscita dalle casse, ma da un’ugola e che rivisitando un motivetto retrò, mi diceva. “I left my balls in Portofino”. Appropriata visto l’argomento trattato sotto il lampione della discocantina. E poi in fianco a me che correvo (ok, va bene….diciamo che più che altro camminavo veloce…) c’era pure la mia autostima, che ancora era tutta ringalluzzita al pensiero del cinghialotto biondo e pizzuto del sabato notte…

 

Postato da: LestatGe a 16:55 | link | commenti (4) |

sabato, 01 aprile 2006

Tira un’aria pessima in ufficio. A due miei colleghi è stato fatto un brutto tiro: dopo che gli era stato detto che gli avrebbero rinnovato il contratto fino a settembre, in questi giorni si son visti cambiare le carte in tavola. Visto che la legge Biagi prevederebbe l’obbligo di assunzione dopo due anni ininterrotti di lavoro, in banca se ne sono accorti, che prorogandoli gli avrebbero fatto passare questo termine, e così li hanno fatti vittima dello “stop and go”. In pratica li lasciano a casa per 20 giorni, senza pagarli, e li riassumono a fine marzo. Questo in linea di principio, in realtà nessuna si fida troppo….Così ieri c’era sta atmosfera simil funerale. Ma è pur sempre l’inizio del fine settimana, e si deve uscire. Barbie sembra sempre di più rinchiusa in miniera, e dopo aver proposta di andare a bere q.sa dopo cena, ritratta, che è stanca. Io effettivamente era bello ipnotizzato dal torpore e da Roma, ma alle 11 vado a prendere a casa la collega, e via verso il centro. La collega pur trovandosi a Milano da ormai tre anni è uscita di casa per la prima volta settimana scorsa, quindi non ha la minima idea di dove andare ed è particolarmente frustrata e repressa. E soprattutto non è assolutamente fonte di suggerimenti. E allora decido io. Propongo il GLounge, posto dove mi portò la bellezza di quattro anni fa, la Sciakka. Come è ovvio arrivarci non è stato semplicissimo, e fra un mesetto probabilmente troverò a casa ad attendermi qualche multa per aver transitato in zone a traffico limitato….e vabbè…Il posto mi è piaciuto, unica nota discutibile la musica: e per il tipo, e per il volume. Lì becco per metroicon, e quindi si passa la serata assieme, glissando all’ovvia domanda della collega: “come vi siete conosciuti?”. Sento ancora le unghie che stridono…Ma mi s che la collega ancora non coglie l’essenziale…..A casa ci si torna abbastanza presto. O meglio, scarico lei a casa abbastanza presto, ma io, a casa mia, ci arriverò due ore dopo. E non perché mi sia perso….

 

Perché se è vero che errare è umano e perseverare è diabolico, allora a passarmi bene il filo interdentale mi ritroverei col cordino pieno di pezzettini di Giuda e Bruto. E io ste dita me le dovrei proprio ingessare; quel tanto che basta per non riuscire ad usare il telefono. Perché il opione era abbastanza chiara, bastava solo un piccolo, piccolissimo cedimento. E in questi giorni le prime avvisaglie, qualche messaggio timido timido. Ieri la telefonata, fatta da me, a cui non pensavo sarebbe seguita una risposta. E invece mi ritrovo alla fermata dell’autobus a lasciar passare 3 tram, perché non mi va di parlare con tutta la gente attorno. Non che si sia parlato di chissà cosa, solo del più e del meno. Ma è stata una conversazione insperata, perché non pensavo sarebbe successo. E poi all’una di notte di nuovo, sta volta arriva da lui. Si parla tantissimo. Prima ci si dilunga nel faceto, ma ovviamente se non ci metto del mio non son contento, e quindi si finisce sul serio. E’ uno scontro titanico quello fra il mio sentimento e la sua razionalità. Ma ci si incontra a metà strada, là dove sta la consapevolezza. Perché entrambi sappiamo qullo che è successo, e quello che potrebbe succedere. Nel medio periodo, per lo meno. Nessuno sa cosa succederà sta era, o domani, o dopo. Non si può far altro che vedersela giorno per giorno, e sta volta, davvero, non dare nome a quello che succede. Con una promessa in più: non uscirò, sta sera o le prossime, con il paraocchi…   

 

Postato da: LestatGe a 17:28 | link | commenti |