...perchè la mia vita è una sit-com???
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Sabato passato in relax. Mi sono giusto goduto l’ennesima cagata by “Studio Aperto”. Non bastava Lucignolo, ora veniamo vessati pure da Live (mi pare così si chiami…). E non solo era pessima la conduttrice che non faceva altro che muoversi mentre inquadrata tanto da causarmi fortissimi mal di mare. Ma per di più si è ostinata a riferirsi ad una zona di Genova chiamandola “città vecchia”. Ecco, questa zona non esiste. Per lo meno io in 28 anni non ho mai sentito un Genovese definire così quello che tutti chiamano centro storico, vicoli, caruggi. Poi hanno scoperto l’acqua calda. Che siamo invasi dai sud americani. Mi ricordo quando andavo in autobus a trovare l’Odiatissimo Ex, e sul 19 o il 20 era cosa rara incrociare lo sguardo con qualcuno dai tratti caucasici.
Ieri rientro a Milano. Viaggio in compagnia di arzilla vecchietta che mi ha attaccato una pezza che è terminata solo in Centrale, e dai cui è emerso che era in partenza per le Galapagos (quindi non solo vecchietta e arzilla, ma pure bastarda!!!). Oggi mi sono svegliato all’alba per dare prova di tutta la mia provincialità:ho fatto il giro di prova sul tram per capire quanto ci metto da casa di Barbie per andare al lavoro. Risultato 45 minuti. Quanto ci mettevo da Rapallo in treno fino a Genova…per lo meno non devo cambiare, ma una volta cagato lì non mi schiodo fino alla mia fermata. Tragitto che cmq non farò per molto, visto che settimana prossima dovrei insediarmi in pianta stabile a casa mia, da cui per altro sarò anche più comodo sia con tram che con metro. Mentre girovagavo mi è venuto in mente un film, un po’ vecchiotto ma che mi è sempre piaciuto:”Una donna in carriera”. Ecco, ora come ora io mi sento come la signora Banderas…da sfigatello nullafacente a Genova in poche settimane mi ritrovo in ballo con un trasloco, un lavoro (che è sì temporaneo, ma è un inizio) una casa in cui andare ad iniziare q.sa di completamente diverso. La testa, insomma, è bella impegnata. E il cuore pure.
Oggi primo incontro vip:pedinamento involontario della donna gommone, alias Nina Moric.
Potrei dilungarmi su come abbia perso le chiavi della macchina. E di come non sia ancora riuscito a trovarle. Potrei raccontare del mio venerdì sera estremamente alternativo:quattro persone, quattro tazze di the, quattro fette di torta al limone. Potrei rendere noto che qui in riviera sta nevischiando. Invece narrerò di una serie di telefonate. Settimana scorsa ho fatto un colloquio. Lavoro banalotto ma molto ben pagato. Mercoledì mi chiamano per rendermi noto che i posti erano già stati assegnati. Ieri mi richiamano:la posizione è ancora aperta, sono sempre disponibile? Certo che sono disponibile! Informeranno l’azienda e allora mi sapranno dire. Un’ora dopo mi chiedono quando posso iniziare. Lunedì firmerò il contratto e martedì inizierò. Il mio sabato milanese si è trasformato improvvisamente in un sabato genovese, in cui inizierò a fare bagagli, smontare mobili, staccare applique. Insomma:si trasloca!
Tra le varie incarnazioni ideate dalla Mattel non mi pare di ricordare esista Barbie-Cuoca. Ecco, anche la mia, di Barbie, si è omologata. Ho sempre saputo non fosse un fenomeno tra i fornelli. Negli anni ne sono stati la prova i sofficini carbonizzati da un lato e ancora ghiacciati dall’altro, la salsa di pomodoro gettata in un olio tanto bollente che neanche dai bastioni dei castelli sugli invasori tanto che si è bruciato all’istante, il “pesto” che in realtà aveva la consistenza di formaggio aromatizzato al basilico…Mercoledì, da solo a casa, volevo optare per una amatriciana. Ebbene, in cucina c’è lo spremiagrumi di Philippe Stark, c’è la glacette di designe, c’è il tostapane vintage, c’è il cavatappi dell’Alessi…ma ovviamente non c’è una cosa essenziale:l’apriscatole…e benchè abbia implorato la scatola di aprirsi a nulla sono valse le mie preghiere. Mi sono arrangiato.
In questi giorni Milano mi ha voluto bene, tanto tantissimo freddo, ma un tempo veramente bellissimo. Sempre il sole, sempre il cielo azzurrissimo. Mi sono sentito meno alieno, anche se tuttora mi ritrovo ad aprire la mia cartina (4 euro…sti cazzi) ad ogni angolo. Come quando ieri mi sono inventato un percorso alternativo, e mi ha preso il panico quando invece che il Duomo mi è apparso di lato il Castello Sforzesco. Evidentemente avevo sbagliato qualche svolta…
In questi giorni ho capito che:lo spazio ed il tempo non sono per niente certi ma sono invece relativi. A Milano tutto è lontano, e ancora non ho capito bene come rapportare ciò che sulla cartina sembra una stradina nella realtà. A Milano la giornata dura sicuramente meno. E non nel senso che viene buio prima. Nel senso che la giornata deve avere solo 12 ore. Altrimenti non ci si spiega perché tutti corrano. Sempre. In Centrale il cappuccino lo fanno sicuramente con il latte di capra. Altrimenti non ci si spiega perché faccia così cagare. Urendo.
Lunedì mattina decido di perdermi un po’ per Genova. Senza pensare troppo, chè potrebbe essere nocivo. Ne approfitto per fare due commissioni. La prima si risolve in nulla:avrei dovuto comprare una scheda tim, ma il negozio era chiuso. Ritenterò nel pomeriggio, con maggiore fortuna. Poi vado alla TNT, dove mi attendeva un pacco. Pacco per altro sconosciuto, perché io non aspettavo proprio niente. Il tipo, dopo avermi chiesto chi cazzo fossi, mi fa:”2400 euro…”. Si, che date voi a me….Insomma, c’era sto pacco di MediaWord, da me mai ordinato, che mi sarebbe stato consegnato in cambio di un assegnetto modico modico. Facciamo che ve lo tenete e lo rimandate al mittente, visto che mio non è?Ecco, facciamo così. Alle sei mi ricongiungo con Barbie-Trasferta e insieme si va a Milano. In treno facciamo un po’ di cabaret, tant’è che la tipa affianco a noi continuava a ridere con noi e di noi. In Centrale, e per tutta Milano, ci accoglie e perseguita una fragranza di stalla. Anzi, proprio di sterco. Forse un attentato chimico alternativo? Tra metro, gelo e tram arriviamo in zona ticinese dove Barbie-Speculatrice edilizia ha comprato casa. Tempo di farmi vedere il necessario, poi lei si eclissa per andare dal fidanzato. Il monolocale è mio! Prima notte passata indenne, pensavo di accusare di più. Ieri a girovagare senza meta definita per Milano. Quanto cazzo ho camminato. Alle sette raccatto Barbie-Architetto dallo studio e andiamo a concederci un aperitivo stiloso da Claudio. Pescheria che molto scaltramente dalle sette si mette a distribuire spumante e pesce crudo in ogni forma. Certo, è un posto solo per noi veri credenti estimatori del pesce crudo. Ma ad un carpaccio di salmone chi può resistere? Mi trovo a girare per strade dai nomi evocativi e con atmosfere che proprio da Milano non ti aspetti:via dei Cavalieri del Santo Sepolcro, via dei Fiori Chiari, via della Madonnina. Verso le 9 si ripiglia il tram e si torna a casa, facendo però prima tappa in un ristorante cinese, perché la gola è la gola e resta un certo languore da soddisfare.
Momento più alto della giornata:marocchino che ci ferme”Ciao ragazzi, volete borse di Gucci?”Io”No, grazie”.Lui”Perché no?”E Barbie”Perché io ce le ho. Vere”.
Ok, sono palesemente instabile. Sono im un internet point, alla radio swinga per me Bublè. Moondance. La stessa Moondance che il pargolo mi ha cantato con la sua voce da tenore, mentre eravamo in camera. Faceva ancora caldo, si poteva stare senza maglia. Rischio di scoppiare a piangere, senza un'ovvia ragione. Non mi manca Matteo, sarà più probabilmente perchè rappresenta qualcosa che sta per diventare parte del passato. Sta notte, girandomi e rigirandomi insonne, ho anche pensato che vorrei sentire Gabriele. Mandargli almeno un messaggio. Chiudere, definitivamente, anche questo capitolo. Ma sono troppo instabile per affrontare anche sta cosa lucidamente, per sapere che reazione potrei avere. C'è ancora un pò di tempo, ci penserò.
Ho reazioni incoerenti. Non riesco a farmi travolgere, da chi mi dice che è triste perchè parto. Forse perchè io di amici ne ho salutati un bel pò:chi a Napoli, chi a Torino, Milano...addirittura a Londra. E so che in fondo la qualità del rapporto non cambia. La modalità si, ma non la sostanza. O forse, semplicemente, non posso permettermi di farmi coinvolgere. Devo essere granitico. Perchè rischio di sgretolarmi. Ho solo bisogno di sosetegno e consenso.
Volevo fare tutt'altro post. Poi è partito Bublè. e ho divagato. Meglio.
Ho leto un post, che si, mi ha dato fastidio. Perchè sono stato frainteso. Perchè proprio non me lo merito. Perchè cerco di essere presente come posso. Perchè il mio cuore è rotolato verso sud. Perchè non me lo merito.
Ho dimenticato un compleanno. Me ne sono reso conto ieri notte. Insonne, ho pensato pure a questo. Posso solo giustificarmi dicendo che la mia testa è troppo affollata, ora come ora. Se la giustificazione non basta...me lo merito...
Tre euro mi sembrano un pò tantini, ora lo faccio presente al tizio. Poi vado a stordirmi girovagando.
Ieri ho sentito Barbie, che si è dimostrata ben contenta di ospitarmi. Anzi, ha detto che capiterà che mi ritroverò a volte da solo con tutta casa a disposizione. Meglio di così…cmq l’ho rassicurata, perché è mia intenzione impossessarmi di casa mia il più presto possibile, anche perché vorrei evitare di traslocare da Genova alla Riviera, e poi dalla Riviera a Milano. Preferirei un viaggio solo…Non mi dispiacerebbe essere operativo per il 5 dicembre, ma questo piano per ora è tutto nella mia testa, non ho ancora messo a parte i miei dei dettagli, tipo che mi servirà una macchina, e che dovranno fare qualche telefonata.
A grandi linee la mia settimana dovrebbe andare così:oggi rientro a Genova, con tanto di passaggio in macchina, così riesco a portarmi dietro q.sa. Mi toccherà un salto a casa, quella casa che ho deciso di non sentire più mia, abitata da persone (Peru a parte) con cui non sento di aver proprio più nulla a cui spartire. Quelle persone che mi da fastidio veder sedute e drogate sul mio divano, che mi da fastidio sentir ridere, sentir parlare, mi da fastidio sapere respirare nelle mie stesse quattro mura. Quelle persone con cui forse, o forse no, mi toccherà litigare o anche solo discutere. Non certo perché disperati dalla mia dipartira, ma quanto perché questa avviene un po’ repentinamente. So che Psycho sto già schizzando, ha accennato qualcosa alla Peru, e forse pure a Barbie. Sarà con lei che mi scontrerò sicuramente di più, e per il motivo più stupido ed egoistico. Sta sera cena con BT, poi nanna. Lunedì lo passerò gironzolando per Genova per commissioni, sperando in una telefonata che potrebbe essere molto importante. Determinante. E poi in serata via in treno, per passarmi la settimana a Milano, nella speranza che qualcosa accada. Questa è la cornice. Giorno per giorno riempirò e arricchirò il tutto.
Ho sempre trovato difficoltoso rapportarmi con il lutto. Forse perché sinora sono stato fortunato, e i lutti sono sempre stati quelli degli altri. E così pure questa volta. Mi ritrovo così a propinare frasi di circostanza:mi spiace, ti capisco, ti sono vicino. In realtà non è del tutto vero che capisca, posso, al massimo, provare a capire. E vicino lo sono solo col cuore. Non posso che restare in attesa. Poi finalmente in serata ci si sente, e smetto i panni della circostanza e faccio ciò che mi viene più naturale:il buffone. E si ride. Non mi arrogo il merito di averti rasserenato, però forse sono riuscito un pochino a distrarti.
La settimana l’ho passata tutta in Riviera. Ed è stata una settimana di totale ozio. Ok, ozio ed elucubrazioni. Martedì, mettendo piede per cinque minuti cinque in casa a Genova ho una volta di più avuto chiaro ciò che voglio. Voglio un posto mio, non ho più voglia di vivere con sei persone, tre delle quali mi sono del tutto indifferenti. Ho parlato e pianificato, ho raggiunto conclusioni e di conseguenza mi sono agitato. E fatto aiutare non poco dalla chimica in queste notti. Qui non ci voglio più stare, lunedì o al più tardi martedì, a Barbie piacendo, andrò a Milano. E lì vedrò di inseguire ancor più da vicino le possibilità di trovare un lavoro. E nel frattempo inizierò il trasloco, le valige da riempire, i mobili da smontare, la raccomandata di disdetta dell’affitto da mandare. E poi la casa di Milano da rioccupare, uno spazio da rendere mio. Tante chiacchiere con mia madre, tanta ansia da mitigare. Perché pur sapendo di star facendo la cosa giusta, pur sapendo di essere privilegiato e di non star facendo un salto nel buio, parlare e parlare è un buon modo di mitigare l’ansia. Poi ho fatto mente locale, e ho pianificato il prossimo passo. Ho ordito e manipolato. Sono andato dai nonni. Quei nonni con cui non c’è quasi nessun rapporto, se non via avvocati e in tribunale. Fanculo, ho troppo da guadagnarci. E infatti il risultato l’ho ottenuto. La casa a Milano ti serve?la casa a Milano sarà tua. Potrai andarci da subito. A tempo debito arriverà la donazione. Ne hanno fatte troppe perché mi senta in colpa per aver guardato solo ed esclusivamente al mio interesse.
Ieri casualmente ho sentito Psycho, e un po’ meno casualmente ho fatto scivolare l’argomento trasloco. Si è immediatamente irrigidita. Immaginavo ci sarebbero state polemiche. Il mio andarmene è un po’ improvviso, anche se non del tutto inaspettato, considerando che è da un po’ che faccio avanti e indietro Genova-Milano. Del resto come abbiamo sempre fatto, pagherò ancora l’affitto fino a che non troveranno un sostituto. Del resto Psycho non poteva certo pensare che restassi lì per sempre. Del resto se le fosse capitata l’occasione, lei se ne sarebbe andata, è già da un po’ che lo dice, che manifesta il desiderio di andarsene. Ho già sufficienti pensieri inerenti il mio trasferimento per farmi carico delle seghe mentali di una povera repressa insoddisfatta.
Mi dispiace per il dolore di questi giorni, che ti ha fatto piangere, che ti ha visto stordito e intorpidito. Ma è stato egoisticamente bello averti tutto il giorno per me, in ogni attimo. Poter comporre il tuo numero e sapere che ci saresti stato, dall’altra parte. Ti voglio bene, ma già lo sai.
Madre :cosa c’è sta sera in tv?
Padre :un fil bellissimo, un thriller-horror: Hemingway!
Sottoscritto:…ne sei sicuro???
P :certo, si intitola così!
S :….ma….
P :ti ho detto che si intitola Hemingway!
S :….forse intendi Higheway Man?
P :…..forse……
Mi è venuta voglia di sposarmi. Ok, magari non proprio di sposarmi, ma di fare un mega ricevimento ed io unico ed incontrastato protagonista. Tra sabato e domenica io e la Londinese ci siamo girati alcuni tra gli alberghi più fighi della riviera. Io gironzolando tra un porticato e un parco pensavo già al vestito che dovrò prendere e come cercherò di distinguermi dalla tristezza degli abiti blu-camicie blu che vessano ogni cerimonia. Effettivamente ci saranno già gli Inglesi a fare colore, ma loro si faranno pure ridere dietro, temo. Va da sé che in ogni posto in cui abbiamo messo piede io ero immancabilmente considerato lo sposo, e va altrettanto da sé che il mio egocentrismo ha preso presto il sopravvento ed effettivamente dovevo continuamente frenarmi per evitare che mi calassi troppo nel ruolo del futuro marito. Mi sono ritagliato un ruolo di secondo piano solo di fronte al prete, già mi sono beccato la benedizione a Milano, almeno il soggiorno in canonica lasciatemelo passare indenne. Lunedì convocazione alle Generali:il lavoro è palesemente un pacco, soprattutto a livello di stipendio:io con 500 eurini lordi che cazzo ci faccio???Finito il colloquio mi sono visto con BT e la Mel, che tra il girovagare a Milano e poi in riviera, non ho cagato di pezza negli ultimi giorni. Ieri di nuovo a zonzo per Milano, sta volta ben lontano dal centro, ma immerso in una delle zone di cui spesso si sente quando si tira in mezzp la comunità musulmana in Italia. Ed effettivamente ho visto più veli in giro che in un negozio di foulard. Ritorno notturno a casa, per rifocillarmi e attendere l’ormai solita e piacevolissima telefonata notturna.
Sono catapultato improvvisamente dal nulla totale della mia quotidianità ad un weekend in giro per la liguria, un lunedi ad un colloqui e un martedi che sarà milanese per un'altra selezione. Spero poi di tirare un filo il fiato, di tornare a scrivere due righe sensate e di rimettermi a scoppazzare per blog come è fiusto. Mi scuso per la latitanza...rimedierò!
Dopo l’ 1:14
Il cellulare è sempre stato attendibile termometro dello stato di storie et similia che mi riguardano. L’Odiatissimo ex, quando non rispondeva era perché non voleva, o meglio non poteva. Di solito perché in compagnia di qualcuno a cui non poteva dire chi fossi io, e soprattutto perché a me non poteva dire di essere in compagnia di qualcun altro, solitamente conosciuto poche ore prima in modi poco ortodossi. Il Musicista, dopo un mese di messaggi e telefonati è improvvisamente sparito per due giorni. Questo perché ci aveva ripensato, e il silenzio improvviso ne era stata l’avvisaglia. Il Pargolo, che non poteva andare a dormire senza la buona notte e mandava di nascosto messaggio con il telefono materno, la sera prima di mollarmi non mi cagò di pezza. E pure a sto giro, dopo più di un mese di piacevolissima routine, fatta di messaggi della buonanotte, del buongiorno, e in ogni altro momento della giornata, all’improvviso nulla. Mercoledì mattina mi sveglio, e non ne trovo. Per tutta la giornata ne mando e non ottengo risposte. Finalmente all’1:14 il velo si squarcia. Ovviamente ci sono problemi. O meglio, non ce ne sono affatto. Solo un momento difficile, ha fatto sì che lontananza e bisogno d’affetto prendessero un momentaneo sopravvento. Il silenzio della giornata è stato dettato non dall’improvviso disinteresse, ma dal suo opposto, da un tale coinvolgimento da far sì che quanto-poco-successo sfociasse in senso di colpa. Il silenzio lo detesto. Le palle giravano, quando ho tirato su il telefono. Le lacrime dall’altro capo hanno immediatamente dissipato qualsiasi sentimento negativo avessi. Mi sono sciolto. Certo, il pugno nello stomaco è arrivato. Ma più di quello è arrivata la sincera disperazione, il rammarico, il senso di colpa, il terrore di avermi ferito. Ho sentito l’affetto, il coinvolgimento, il dispiacere. Ho avuto la certezza che i miei “ti voglio bene” sono corrisposti da altrettanti “ti voglio bene”. Siceri!
Prima dell’ 1:14
Rientro da Milano con tappa a Genova giusto per cambiarmi e poi via, di nuovo in treno per la Riviera. Mentre ero a Milano, mercoledì, mi ha chiamato l’Ale, di ritorno da Londra. Resta qui pochissimi giorni e ci si deve vedere. Alle 8:00 la Peru passa prendermi e si va da lei per una sera a base di focaccia al formaggio, focaccia pizzata, e aggiornamenti. Effettivamente in un mese e mezzo ne sono successe. La Peru con una casa da sistemare, e una convivenza da imbastire. L’Ale con una tesi di dottorato finalmente vicina alla conclusione, un ragazzo sbucato dal nulla, una vita tutta sua a Londra. Al mio turno mi veniva in mente ben poco da raccontare. Avevo in mente solo Matteo, e la settimana troppo bella e troppo corta passata con lui a settembre. Ovviamente la mia vita non si esaurisce lì, e allora parliamo del processo catartico in atto, della mia voglia di andar via, della mia esigenza di q.sa di nuovo, di un nuovo inizio. L’Ale, meglio di tanti, mi capisce. E io, solo ora, capisco lei. A Settembre, quando ha detto che voleva andare a Londra, per studiare e anche per restare, nella supponenza l’ho silenziosamente criticata. Non capendo il bisogno, l’esigenza di un ambiente nuovo. Se io stavo bene a Genova, dovevano starci bene tutti. Per ma, allora, era tutto un capriccio. Forse lo è anche adesso, ma è un capriccio che ci possiamo permettere. Un azzardo che vale la pena tentare. A Lei è andata bene. Gettatasi nelle situazioni più assurde, la sorte se l’è coccolata. Il fidanzato, per esempio, l’ha conosciuto ad un speed-date…Domenica parte di già, e mi sa che io posticiperò, di nuovo, il mio week-end milanese. Sabato torna anche la Londinese, nubenda ad agosto. E c’è un matrimonio da organizzare, vestiti da scegliere, catering da imbandire, ville per ricevimenti da visionare. E io proprio non posso sopire il mio lato finocchio. Ci devo essere:dalla bomboniera al bouquet tutto quello che verrà scelto qui e non a Londra deve avermi partecipe. Devo anche farmi la barba….credo che sarei una damigella bellissima|
Ricapitolatio della mia due giorni mediolanumense. Martedì sera i computer di casa, tutti, si crashano. In pratica niente connessione…La premessa mi sembra ottima, visto che dovevo ancora cercare gli orari dei treni per partire e verificare qualche indirizzo. Disperazione! Per fortuna c’è chi si piglia cura di me, e almeno scopro a che ora partire. Mercoledì, passati i Giovi, di nuovo il grigio, e considerando che a Genova ho lasciato una giornata da mare, sono stato improvvisamente colto da un attacco acuto di metereopatia. Arrivato in Centrale inizio il mio peregrinare sopra e sotto la superficie e come prima tappa Moscova per fare colazione con Barbie-adorata. Poi inizio a fare sul serio. All’Adecco di Cadorna la signorina mi degna della giusta attenzione, poi mi informa che ci sarebbe una fiiale che farebbe proprio proprio al caso mio. Ovviamente a Moscova….L’ora, a sto punto, era tarda, e non avendo voglia di pranzare da solo chiamo la Sciakka. Mi faccio dare le indicazioni del caso e la raggiungo. Vago per Porta Genova, su e giù per via Savona e via Ventimiglia (ma non me ne ero appena andato dalla Liguria???) . Niente, proprio non la trovo, e via Savona è decisamente lunga, per percorrerla in lungo avanti e indietro. Mi arriva un messaggio:”ops, sono in via Trento”. Vabbe, mò le province italiane sono interscambiabili, Trento…Savona, che vuoi che sia. Finalmente la trovo, si mangiucchia e si piglia il caffè. Poi arriva l’invito a restare a cena e a dormire. Effettivamente la proposta è accattivante, anche perché mi consentirebbe di fare un po’ più cose, e con più calma. Post caffè rinizia il mio girovagare. Moscova, dove la chiacchierata informativa è decisamente soddisfacente. Poi centro,dove tra un giro e l’altro mi ritrovo da manpower. Ora, se percaso qualche anarchico/brigatista volesse mettere altre bombe davanti alla porta di un’agenzia, consiglio proprio manpower:la signorina figadilegno-scopanelculo che mi accoglie non mi caga di pezza. Si piglia il c.v., manco lo guarda e mi congeda:”se troviamo q.sa le facciamo sapere”. Si, ma cosa?Per quel che ne sa lei le mie aspirazioni potrebbero variare indifferentemente dal voler diventare papa a fare il commerciante di organi di bambini freschi freschi di favelas…Poi ultimo colloquio da tipo di cui narrai ieri. Odioso, ma proficuo. Riprendo la metro, Porta Venezia. Dove mi ricongiungo alla Sciakka e andiamo a casa:cenetta, isola, nanna. Il tutto non prima di aver accolto in casa il prete per la benedizione delle case…
E dalle catacombe dell'informa-giovani scribacchio ste due righe giusto per dire che dall'incontro a pranzo con la Sciakka è scaturita la proposta di restare da lei per la cena, e quindi a dormire. E ciò farà si che domani mi spari un bel colloquio per una mega multinazionale...peccato che il colloquio sarà in lingua, peccato che non ho un deodorante e un cambio...peccato pure che il tipo con cui ho parlato poco fa fosse fottutamente finocchio. Di quei finocchi fastidiosi, che sembrava messo li per farmi un piacere, che proprio si vedeva godesse nel puntualizzare gli aspetti negativi del mio curriculum. Però almeno ho goduto quando all'ennesim annotazione:"Lei non sta a Milano", gli ho visto cadere la mascella ed emettere un sonoro ah, alla risposta:"Io ho casa qui!". Ma cagati adosso!
Ok, domani ci riprovo. Ho gli orari agiornati. Gli indirizzi aggiornatissimi. E un sacco di ottimismo, che tanto peggio non potrà andare. Se domani qualche milanese mi vuole suo parli ora. Che poi gli anonimi mi scrivono lamentando uno scarso preavviso!
Chi me l’ha fatto fare di mettere il culo fuori casa, anzi, su un treno?Giornata che più storta non era assolutamente possibile. Sveglia ad un orario che sarebbe contemplabile dal sottoscritto solo se avessi dei fusi orari da smaltire. Barba, che di mattina è intollerabile da farsi. E poi treno. E fin qui l’unico aspetto positivo è la colazione in stazione. Io quando sono in stazione devo assolutamente fare colazione, è compulsivo. Viaggio in compagnia del fidanzato della Peru, che tornava a Milano. Compagnia graditissima, che però mi ha impedito di isolarmi dal mondo (tanto, tra l’altro, treno gremito, e io odi i treni pieni) perché mi sembrava brutto girarmi dall’altra parte e collassate. Nel pavese si deve essere aperto un stargate per la brughiera. Non si spiega in altro modo la nebbia che ci è piombata addosso appena passati i Giovi. Il sole, poretto, ci provava a fare capolino, ma manco lui poteva tanto. Io cmq ho apprezzato lo sforzo. Vero Milano poi la nebbia si è diradata….mah…misteri atmosferici su cui non indulgo oltre. Peru’s boyfriend si rivela tanto caro e mi accompagna nei pressi del primo luogo deputato per il mio pellegrinaggio. Ci salutiamo, e io inizio la ricerca. Che, lo dico già, sarà totalmente fallimentare. Al primo indirizzo non corrisponde nulla. Ok, fa niente, non era tra le più importanti. Mi incammino verso il centro. In S. Babila per un attimo penso di camuffarmi da cinese e andare a vedere sto cazzo di Cenacolo, poi rinsavisco. I Cinesi avranno tutti l’aviaria, e di Cenacoli son pieni i libri. Procediamo. O meglio, tento di procedere, perché, inesorabilmente, inizio a perdermi. In un francobollo, in un minuscolo cm quadrato. Ma mi perdo. E mi rendo conto di due inconfutabili verità:qui, il cardo e il decumano non sanno minimamente cosa cazzo siano;molto meglio la linea curva…in una città tutta piatta mancano fottutamente i punti di riferimento. Per esempio saper che il mare è sempre a sud non è cosa banale mentre si vaga nella disperazione. Ok, non è colpa di nessuno se a Milano non c’è il mare, ma tant’è…Altra verità con cui mi tocca venire a patti:ho improvvisamente perso una delle poche caratteristiche che mi legano ai maschi eterosessuali:sapersi orientare con una cartina. Non mi sono perso a San Francisco, non mi sono perso ad Edimburgo(e io ero in macchina, e loro dall’altro lato), non mi sono perso a New York. Ma a Milano si!!!Conquisto a fatica il secondo indirizzo. Strano, fra le targhe nulla mi rimanda a Manpower….entro, chiedo al portiere. E lui guardandomi con pena mi aggiorna, e mi dice che da tre anni si sono trasferiti. Lui, buon uomo, cerca di mitigare la mia vergogna dicendo che non sono l’unico, che hanno lasciato l’indirizzo vecchio…inutile dire che dopo poco mi rendo conto che tutti gli indirizzi che avevo erano vecchi. Tutti tutti. Che poi, puttana miseria, io li ho presi su internet, alla faccia degli aggiornamenti in tempo reale. Ah, uno effettivamente era giusto, peccato che nel caso specifico fosse sbagliato l’orario di apertura:cioè oggi non aprivano proprio…Vabbè, facciamo che mangio q.sa, và. Mi infilo da burger king. Ma no, neanche qui le cose filano lisce:a servire una fila kilometrica c’è una unica donnina smilza, e quando tocca a me la macchina delle bibite si rompe…solo acqua…ma perché a me?Mangio e decido di fuggire. Milano oggi non mi vuole, e io mi arrendo al suo volere. Verso la metro emano talmente disagio che mancagli accattoni e ambulanti vari mi si approcciano. Sulla gialla mi rendo conto che a questo punto, visto l’alone, non sarebbe poi troppo strano se Osama avesse deciso che oggi poteva essere un buon giorno per una bombetta. Del resto, mi è stato fatto notare, pure la numerologia era contro di me:oggi è il 7, come per l’attentato di Londra, e il mese 11. 11 come New York e Madrid. Salgo rassegnato…invece guarda un po’ riesco a prendere indenne il treno e a fuggire a Genova. Il mio stesso treno lo piglia un ragazzo carino, ma bizzarro:la maglia era normale…ma non aveva le braghe, al loro posto un lenzuolo. Ovviamente in Centrale non se l’è cagato di pezza nessuno, ovviamente a Principe se lo son guardati tutti come fosse un pazzo. Certo, il fatto che si sia inginocchiato di fronte al maestro in mezzo alla stazione potrebbe non aver giovato. Della giornata di oggi ricorderò cmq la smilza-sminchiata vestita di rosa zuccherofilato da Burger King con una borsetta a forma di carrozza:con tanto di finestrini e ruote….
E in sto weekend i monsoni hanno deciso di far visita alla riviera. E nonostante continui a fare un caldo porco, di cui non mi lamento per niente, venerdì si è posto il problema:che cazzo fare? Io non so se per vicoli qualche temerario ci si sia avventurato, ma io di finire a fare rafting da Castelletto giù giù fino al porto antico non me la sentivo proprio. Così, insieme ai due derelitti volenterosi di uscire, ci siamo accordati. La loro idea era to make it a blockbuster night, ma film per film allora che sia cinema. E così fu La Sposa Cadavere. Bello, all’inizia temevo mi stessi per sorbire un mucicall a cartoni invece le canzoni sono due o tre e godibilissime. Il resto è delirio e romanticismo. Nel riprendere la macchina, in cima ai magazzini del cotone, sembrava di essere piombati in Blada Runner:diluvio, cielo grigio in cui si faceva ritmicamente largo la luce della Lanterna come se astronavi cargo volassero sopra di noi, e di fronte a noi le gru dei cantieri e le navi in partenza.
Lunedì, ho deciso, sarò a Milano. Andrò a farmi qualche giro per interinali, sperando che l’oroscopo della settimana si avveri. Potrebbe anche essere che resti fino a martedì, ma questo lo deciderò sul momento.
Ieri, fra i tanti che sono arrivati, ce ne è stato uno, di messaggio, che mi ha strappato un sorriso in più. Il Pargolo se ne è ricordato. Ha mandato un messaggio molto soft, e così del resto doveva essere. Ma cmq nei suoi pensieri ci sono ancora. Ho ringraziato, ma non ho fatto domande ne avanzato proposte. Ma il momento me lo sono goduto.
Ieri è arrivata pure una mail. Ero su msn, quindi me ne sono accorto all'istante. In tempo reale, direbbero quelli che ne capiscono. Era della mia amica di Londra. Pensavo fossero gli auguri. Mentre la apro leggo il titolo:notizia. Perdo un battito. Dubito siano gli auguri, a sto punto, ma vuoi vedere che....E infatti:si sposa. Sono contento. Lei lo voleva da tanto. Lavora, ha comprato casa. Ci mancava solo la dichiarazione. Mi sono commosso. A Natale arriva, e ci racconterà, e organizzeremo.
Ieri sera, durante la pizza, ci siamo messi a far di conto. Fino a qualche mese fa erano solo due le conoscenze comuni sposate. Ora sono quattro. E altre tre all'orizzonte. La cosa non mi lascia insensibile come vorrei, come tutto sommato dovrebbe, non anelando io all'altare. Sarà il simbolismo. Il rito di passaggio che in tanti stanno compinedo. Mentre io continuo a rifiutare la responsabilizzazione della vita adulta.
"Per non pensare al fatto che sei ancora lontano, sta sera mi ubriacherò". Cosi gli ho scritto. Il contesto era denso di trasporto. Leggo la risposta:"Allora bevi molto". Solo il non essere da solo mi evita di sfracellare il telefono contro il muro. MA che merda di risposta è?Lo faccio presente. Con un tempistica non proprio immediata arrivano le scuse. Che cerco di apprezzare. Che dico di aprezzare. Perchè sono sincere. Perchè il mio incazzarmi è irrazionale. Perchè non posso pretendere niente. Anzi si, una cosa la pretendo. Pretendo di non essere un intrattenimento intellettivo. Quindi io necessito attenzioni. Ecco, pretendo pure queste. Che si pensi quando si scrive q.sa...Tranquillo, non sono rancoroso, non molto spesso. Passa.
Compleanno passato tutto in giro. Giusto ieri mattina mi sono concesso di starmene un pò a letto a poltrire, poi per mezzogiorno mi sono visto con BT per spiluzzicare q.sa. Ok, io non spiluzzico, io divoro....ma il concetto è quello. Visto che le sue lezioni pomeridiane non dovevano essere eccitantissime, ci siamo dedicati un pomeriggio in centro su e giù per via XX dove io mi sono regalato due fumettoni. Uno che conoscevo, americano. L'altro si è rivelato asuurdamente porno, bravo all'auotore che è riuscito nella non facile impresa di scandalizzarmi. Io cmq mi aspettavo una cosa ecisamente più soft...vabbè, chissà poi che figura che devo aver fatto alla cassa, pagando. Ma non ci pensiamo. Giusto il tempo di arrivare a casa ed esco di nuovo per accompagnare la Mel a comprarsi un tailleur. E qui ho avuto la conferma di quanto già so:il mio futuro è fare il personal-stylist. Dovrei giusto ampliare la mia gamma di conoscenze e poi sarei perfetto. Ieri per esempio è stato facilissimo dissuaderla dal comprare da Zara il completino hostess-mancata e fiondarci da Max&co per un completo sonofiga-sonoin carriera-nonho piuunaliraminchiacheprezzi. Searata alternativa:la Peru e Psycho mi regalano una serata a teatro:Alice nello specchio. Dunque:Carrol era un noto drogato-pedofilo-psicopatico, ma minchia che viaggio che si è fatto. Già il libro è visionario, se in più il riadattamento è fatto da un teatro di avanguardia il risultato non può che essere un viaggio nell'assurdo. Ovviamente mi è piaciuto. Dopodichè ci siamo cercati una pizzeria,e poi a casa per la torta. Alle 11:30 la telefonata di Barbie, che si è salvata proprio sul filo di lana!
TANTI AUGURI A ME!!!!
Curiosità di un'amica della genitrice:"Ma ieri avete fesetggiato Aulin?"