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...perchè la mia vita è una sit-com???

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lunedì, 31 ottobre 2005

Il mio sabato è tutto riassunto dalla parole ieri di mia madre:”Cazzo ci sei andato a fare, te l’avevo detto di startene a casa”. Eh, la saggezza degli anziani. Sabato sera avevo un compleanno, compleanno di qualcuno che da un po’ non so più se considerare un’amica a tutti gli effetti. E la serata francamente non ha aiutato a fare chiarezza. Cmq fino al pomeriggio tutto tranquillo, anche il dramma per il regalo è stato brillantemente affrontato e risolto. Alle 8 Penny passa a prendere me e la Peru e ci si dirige verso il Tiflis. Ecco che già girano. Voglio dire, vuoi fare una cena per il compleanno?mi sta anche bene, ma magari si potrebbe fare lo sforzo di pensare che alcuni degli invitati non lavorano e il posto scelto è decisamente costoso. Ma è chiedere troppo. Noi invitati non siamo poi così tanti, ma decisamente male assortiti, e visto che non stiamo per festeggiare il raggiungimento di una data simbolica, io avrei preferito un clima più intimo, in modo che si potesse tutti essere un po’ più sciolti. Scemo io magari, di raccontare i cazzi miei ai cinque o sei sconosciuti del tavolo non ne avevo voglio. Si inizia a bere, e ad ogni goccia di vino sento il mio portafoglio alleggerirsi virtualmente…bah, almeno mi consolerò col cibo. Illuso. Nonostante il posto sia piccolo e i camerieri tanti per assumerli devono avere fatto delle contro-selezioni, altrimenti non si capisce come sia possibile che a molti siano arrivati gli antipasti contemporaneamente ai primi. Ovviamente non a me. La mia pasta è arrivata dopo che ho fatto presente che ormai il grano doveva essere maturo nei campi e pronto alla mietitura. Quando arriva il piatto, mi assale la voglia di defenestrarlo:tagliatelle di farro alla crema di curry e peperoni:quantità netta inferiore all’etto, sapore:pasta bollita. Del peperone c’era solo il colore. Curry:missing in action. Ok, mentre spero di rifarmi con la fiorentina presa per secondo, socializzo. La festeggiata in palese crisi di mezza età gira per il tavolo facendo vedere la foto dell’ultima conquista. E’ da un mese che non ci vediamo, non hai proprio niente di più sostanziale da dirmi? Anche il racconto che propina a tutti della chiavata animalesca della sera prima strappa a noi più intimi risatine di mestizia. No, evidentemente non hai niente di più sostanziale da dirci. Butto lì che sto cercando lavoro a Milano, dove sta pure lei. In tutta risposta:”Ah bene”…nulla più…e nulla più per il resto della serata, perché proprio non ci siamo detti nulla. Alla mia sinistra DaciaMarainiDiStoCazzo. Si lancia in una tirata anti-blog. Penny incassa, io mi incazzo. Perché la critica non è sensata. La critica è mossa per manifesto anticonformismo ed esigenza di far cadere dall’alto la sua supponenza, lei che ha frequentato una scuola per scrittori di un famoso autore italiano. Mi sono risparmiato la tirata sul fatto che se sei scrittore lo sei dentro, e non perché qualcuno ti ha insegnato l’uso di alliterazione e sineddoche. Ma questa la evito. Mi limito all’oggetto del contendere. Il blog no, non capisco questa esigenza di vivere attraverso gli altri, vivete una vita vera, mi sento dire. DMDSC tu leggi, chiedo retoricamente. Alla risposta affermativa chiedo in base a cosa sceglie un libro. Mi sento dire in base alla quarta di copertine. Ci scappa un sentito vaffanculo-freno la voglia  di proiettarla nel coso-e chiedo una risposta più vera. Leggi per le emozioni, per la possibilità di immedesimazione, per la sensazione di condivisione. Anche un libro non è vita vera, il mondo scorre fuori dalle pagine di un libro come fuori da un monitor. Il tuo mondo è uguale al mio. Ma il blog non ha dignità letteraria, e parte un filotto di paroloni. Brava, la quota almeno a q.sa è servita. Cmq non mi dire che leggi solo libri certificati dalla Crusca. L’italiano, o la lingua, devono piegarsi al contesto. E non viceversa. Ma è un modo di conoscenza mediato. Penny fa presente che la maggior parte dei blogger che legge li conosce. Incassa anche sto colpo DMDSC. Io passo tutto il giorno di fronte al pc, figurati se ci passo pure il tempo a casa. Infatti tanti postano dal lavoro. Scandaloso più del water gate. Invece di lavorare?Ci scappa il secondo vaffanculo. Ma vattene in Cina, vattene, Stakanov. Glisserò sulle palate di merda, che non contenta, ha iniziato a tirare su qualcun altro. Non è affar mio. Ne ho già parlato di persona all’interessata. Il secondo, il mio, continua a latitare. Alla mia destra la Peru è assediata da uno degli esseri umani più pesanti del creato. Pesante come il granito. Anzi, pesante come tutta Giza. Tutti mangiano. Vanno altre due bottiglie di vino. Faccio presente che la fiorentina è stata recentemente sdoganata dalla UE quindi dovrebbe essere arrivata da tempo. Ops, se la sono dimenticata…me la fanno subito. Alle 23:00 finalmente arriva anche per me il secondo. Non è necessario dire che stessi levitando grazie al cuscinetto d’aria prodotto dal turbinare delle mie palle vero? Finalmente arriva il momento torta, almeno quello gentilmente offerto. No, un attimo, questa deve essere una simpatica gag della festeggiata. Mi rifiuto di credere che di fronte ad un conto che scopriremo ammontare a 35 euro a cranio il massimo che ci è proposto sono tre tortine cameo fatte in casa. Mai vista cosa più triste. Senza stile. Tutto sommato senza totale riguardo per noi. Inutile aggiungere che non ha portato manco un bottiglietta da offrire. Anzi, qualcuno una bottiglia gliel’ha regalata, ma si è vista bene da offrircela. Pagato il conto io mi sono preso sotto braccio Barbie e siamo scappati in Piazza delle Erbe. Poi ci siamo accomiatati. Ha dormito da me, con la Peru. Fino alle tre abbiamo parlato. Anzi, abbiamo sparlato, perplessi, di certi cambiamenti. Ci siamo chiesti come mai la spontaneità e la brillantezza della festeggiata siano ormai imbrigliate in una gabbia di autoreferenzialismo e atteggiamenti da splendida…Alle tra, a nanna.

Al mattino ci si sveglia all’ora sbagliata perché solo noi in Italia non sapevamo del cambio dell’ora. Si fa colazione, e poi vado a giocare all’architetto insieme alla Peru, che architetto lo è per davvero. Pigliamo misure e misure e misure, e finalmente giunge l’ora del pranzo. Peccato che metà Genova faccia il ponte e l’altra metà sia ingolfata di turisti. Finalmente in Piazza delle Vigne troviamo un posto che ci accoglie. Pomeriggio di sonno e msn, con visita della Mel e cena e cena junk da McDonald. Notte di chiacchiere, con una persona a cui voglio sempre più bene.

Postato da: LestatGe a 13:59 | link | commenti (10) |

sabato, 29 ottobre 2005

Mezzo weekend passato. Bilancio ancora in sospeso. A dirla tutta poi il mio fine settimana è idealmente iniziato ieri. Sveglia del cazzo, anzi risveglio del cazzo, con notevolissimo stato d’ansia. Andiamo bene. In casa nessun appiglio. Navighicchio un po’ tra i blog, ma è più un palliativo. Per un attimo Psycho mi viene in soccorso:andiamo al mare. Effettivamente la giornata è bellissima, ed un po’ di focaccia al sole me la sarei goduta proprio. Poi la domanda cretina “ma secondo te abbronza?””no Psycho…a fine ottobre col cazzo che ti abbronza”. Ahhhh, allora forse è un po’ uno sbattimento….La mia speranza di un’uscita che mi distraesse si affievolisce. Mi viene rilanciato un panino all’acquario…ok, a me quel posto fa discretamente cagare, ma devo uscire. Trenta secondi e ci si ridimensiona ad un cannolo in spianata dopo pranzo. E vada per questo…però minchia che palle. Mi cambio…e….facciamo un caffè qui sotto dopo mangiato?No, facciamo che io ora esco per i cazzi miei perché devo non pensare. Scelgo un percorso alternativo e inizio a percorrere castelletto. Nel frattempo faccio l’altra cosa, oltre alla fuga, in cui sono bravissimo. Demando. In questo caso a mia madre. Devo farle presente come sto. Lei capisce, lei che ci è già passata, in forma ben più grave, e fa ciò che da madre le viene spontaneo. Mi offre il suo appoggio totale ed incondizionato. Dopo un minuto che abbiamo riagganciato mi richiama:”Vieni a casa, ci mangiamo una pizza”. Si, mamma, verrò a casa. In spianato mi fermo. Mi godo Genova ai miei piedi, mentre un pino marittimo mi gocciola resina sulla giacca…delle bellissime perle verdi…Al ritono finalmente inizio a sentire un vago languore. Mi infilo in un bar con il giardino e mangio il panino più orrendo della storia dell’umanità. Poi casa. E poi Rapallo. La mamma mi porta fuori, altro che pizza, ristorantino solo per noi a Paraggi…Alla fine a casa, con un piccolo aiuto chimico, mi faccio tantissima nanna. Oggi di nuovo a Genova. Arrivato a casa ho fatto due chiacchiere col la Desainer, una mia amica che a breve verrà ad insediarsi qui a casa, poi mi sono annullato in internet. Per cena ho portato di nuovo via le balle e vado a mangiare da BT. Nottata nei vicoli…nel fastidio. Inizia ad esserci troppa gente e troppe strusciate per fare due passi. Serata cmq tranquilla, con un momento di fortissimo divertimento regalatomi ovviamente da Barbie che mi ha raccontato del cliente che oggi, dopo averla tenuta occupata per NOVE ore..alla fine l’ha insultata e fatta piangere…

 

Postato da: LestatGe a 02:31 | link | commenti (5) |

giovedì, 27 ottobre 2005

Nello stato precario in cui stavo ieri la cosa più spontanea che avrei voluto fare sarebbe stato accartocciarmi sotto una coperta e rincoglionirmi di fronte alle assurdità de “La sposa turca”. Invece, violentandomi e stuprandomi, mi sono obbligato ad uscire. E come era ovvio la scelta si è rivelata azzeccata. Sono andato a ballare, serata alternativa nel marasma di tecno e house che di solito le discoteche propongono. Invece ieri al Milk serata rock e r&b. Il tutto alla modicissima cifra di 2 euro, cioè il costo di uno shot (che più che ad uno shot assomigliava ad una pinta) di vodka. Quindi si è bevuto e ballata, con buona pace della mia caviglia, che di guarirne non ne vuol sapere ma uanto meno inizia a piegarsi alla mia volontà di muovermi. Tra una canzone e l’altra una piacevolissima visione:è tornato dal Portogallo colui che tempo fa mi diede dimostrazione pratica delle gioie infinite che un piercing alla lingua può portare all’umanità…c’è stato, ieri, giusto un timido saluto, anche perché il luogo non si presta a molto di più, però magari settimana prossima si potrebbe anche tornare, e magari scambiare due parole….

 

Postato da: LestatGe a 14:37 | link | commenti (14) |

mercoledì, 26 ottobre 2005

Giusto una settimana fa, in balia delle curve della Serravalle, mi sono ritrovato a girovagare nei meandri dei miei pensieri. Come del resto mi era capitato anche nei giorni precedenti. E come mi è capitato oggi. Obiettivamente è un momento di merda. Un periodo in cui ho totalmente perso la rotta, e temo che il vago faro di fronte a me sia soltanto un fuoco fatuo. Anche oggi mi sentivo in balia di un pessimismo che più che cosmico è intergalattico. Mi sono svegliato con la mia bella dose di male di vivere, e nel mio girovagare per Genova non mi sono comparsi ne piante di ginestre ne limoni tra un muricciolo e l’altro. Cmq quello che ho fatto oggi, in sostanza, è stato questo:girovagare. Perché se non posso fuggire fisicamente, almeno posso cercare scampo dai miei pensieri. E di solito camminare ed intorpidirmi fisicamente funziona. E così per pranzo sono uscito, e forse sono stato pure una compagnia piacevole per chi mi stava attorno, poi nel pomeriggio sono andato a comprare un regalo per mio padre, e l’ho fatto scegliendo il percorso più lungo. Un po’ ha funzionato. Ma solo un po’. Qualcuno ha suggerito che stia accusando l’avvicinarsi del mio compleanno. Non credo, anzi, sono sicuro di no. Il mio è un malessere più generalizzato. E conosco una sola soluzione, quella più codarda:la fuga. Sostanzialmente è per questo che vorrei andarmene:non credo di essere in grado di risolvere tutto qui, e quindi mi sembra più semplice partire da zero piuttosto che iniziare a correggere tutto quello che non va. Sarebbe già la seconda, di fuga. La prima cinque o sei anni fa, da Rapallo a Genova. Ok, niente di clamoroso, ma anche allora ero insoddisfatto, un po’ stretto in una realtà che poco ormai mi apparteneva. E ora il copione si ripete, e visto che all’epoca il mio rimedio funzionò non vedo perché non riproporlo. E poi ci sono troppe cose che non vanno. All’improvviso sento di aver spremuto Genova, che non abbia più nulla da offrirmi. Continuo a trovarla bellissima, anche nelle giornate come quelle di domenica in cui diluvia e tira il solito vento che ti fa ritrovare fradicio anche se sotto ad una campana. Mi sembra che qui non esista più un singolo individuo che valga la pena conoscere, un solo locale in cui valga la pena andare. Sarà anche per questo che mi sta bene andare al cinema di venerdì e lavorare il sabato. Non ho più voglia di avere cinque persone intorno. Stare in una casa che seppur immensa mi offre solo camera mia come punto di fuga, come baluardo di tranquillità. Voglio un micromonolocale tutto ed interamente mio, in ogni sua mattonella. Non ho più voglia di avere l’angoscia di ricevere una telefonata dai miei. Che sono tutt’altro che oppressivi, ma che ancora hanno un ruolo da comprimari nella mia vita. Ne faranno sempre parte, ma sento la necessità che diventino semplici comparse. Autorizzate solo a prendere atto delle mie scelte senza possibilità di sindacare. Consigliare, quello si. Ma niente altro. Sento il bisogno di abitudini diverse. Solo ora accuso la differenza di età con molte delle persone di cui mi circondo. Sei anni non sono poi molti, ma indiscutibilmente stiamo affrontando fasi della vita differente. La maggior parte deve preoccuparsi dell’esame da dare nella prossima sessione. Io devo pensare a che piega dare alla mia esistenza. E dove. Le mie serate alcoliche le ho già fatte, così come ho già passato i periodi in cui stordirsi è bello. Io ora sento il bisogno di un ripiegamento su me stesso. Serate davanti alla tv. Qualche aperitivo. Tanto cinema. Sento la necessità di una dimensione casalinga. In fondo so che vorrei andarmene anche per tornare da lei. Non vivremmo ovviamente insieme. Ma saremmo vicini. In fondo lei resta la persona con cui più di chiunque altro ho avuto totale sintonia. Non faccio che riempire i miei vaneggianti pensieri evasivi di ricorrenti fantasie. In alcune di esse c’è un incontro casuale che ti cambia la vita. In altre ci sono pranzi/cene/serate con lei, come già ne abbiamo fatte tante, e come vorrei ricominciare a farne. Ho bisogno di serate piene di nulla. Tanta tv e tanto gelato.

 

Postato da: LestatGe a 18:50 | link | commenti (12) |

Si va a cena. Fra i presenti Barbie-Vissani. Ristorantino in riviera. Avanti con gli antipasti, poi i primi. Ai secondi si è già tutti sazi, e non tanto perché le dosi siano gigantesche ma quanto per la qualità de cibo. All’uscito infatti ognuno fa i pproprio commenti, e nessuno è roppo lusinghiero. Fino alla chiosa finale di Barbie che ci lascia tutti raggelati:”Si, si, è vero, non abbiamo mangiato per niente bene, anche la mia gallinella faceva cagare, non sapeva per niente di pollo, anzi, sapeva di pesce” 0_o

 

Postato da: LestatGe a 11:43 | link | commenti (3) |

lunedì, 24 ottobre 2005

Ormai la mia collezione di colloqui improbabili inizia ad allargarsi a dismisura. E noto che ogni volta il selezionatore di ruolo riesce a stupirmi con le domanda più svariate. Oggi ero preparatissimo sul piano pregi/difetti, e infatti non mi sono lasciato sorprendere...poi però sono andato in merda alla domanda:tre obiettivi materiali che vorrebbe raggiungere...risposta banale:casa, macchina, vacanze. Alchè mi sento chiedere quale macchina...ommerda, e io che ne so...vabbè, dai, ti sparo li un X3, on un X5...il tipo mi guarda perplesso...stai a vedere che ho cappellato, poi coglie, ho doto una cosa che esiste...e finiamo a parlare di macchine. Anzi lui parla, io annuisco. Mi chiede che stipendo mi aspetto per raggiungere sti obiettivi. Ciccio, io prendo 50 eurini miseri miseri a serata, mi accontento dei buoni pasto tra un pò...ci accordiamo per 60000 euro annui...che poi, non è che me li danno, è tanto per saper...mah....Alla fine si parla di hobby, anzi, sviscera i miei hobbies:che sport faccio, che film mi piacciono, che opere teatrali vado a vedere...ovviamente colgioe da solo che ho una vita sociale;dice, testualmente:"amici, la ragazza...". Ecco, questo è stato il momento più alto, quello in cui volevo fare tabula rasa sulla sua scrivania e sdraiarmici sopra e sbellicarmi.....

Postato da: LestatGe a 17:31 | link | commenti (14) |

I miei coetanei si ricorderanno sicuramente una pubblicità Barilla, in cui una marmocchia soccorreva un gattino zuppo di pioggia rifugiatosi in un portone. Ecco, io ieri ero quel gattino. Sulla strada casa-stazione si sono riversati sulla riviera i monsoni. E io mi sono ritrovato a stringermi contro il muro sotto il tendone di un negozio…a salvarmi è arrivata mia madre, che ad un certo punto mi ha chiamato per chiedermi dove fossi ed è venuta in mio soccorso. Che cara e mie mamma…del resto se ha messo al mondo un figlio troppo demente per rendersi conto del rischio pioggia è giusto che ovvi alle mie carenze. Cmq quella è stata la degna conclusione di un weekend decisamene grigio, non catastrofico, ma cmq abbastanza pessimo. Unico squarcio, aver preso venerdi tre piccione con una fava…fava che effettivamente assomiglia molto ad una carta di credito…e i piccioni consistono in mie tre passioni:fumetti, playstation, consumismo. In somma, mi sono comprato un giochino, nuovo nuovo, degli X-Men. Poi però è iniziata la discesa nel baratro. In serata io e la Mel decidiamo di andare al cinema. Ci consultiamo e optiamo per “Good night and good luck”. Film brutto come mai mi è capitato di vederne. Pensavo di farci un post ma al solo ricordarlo mi torna sonno. La Mel è caduta come corpo morto a metà primo tempo. Meno male che a casa mi aspettava il mio giochino…Sabato ho lavorato. Gente poca, quindi la nottata è stata lunghissima, per di più ero a stretto contatto con un tipo che non a fatto altro che parlarmi di figa/tette e di quanto il suo ormone stia impazzendo…proprio il genere di argomenti che mi fanno passare meglio la serata…meno male che oggi ricomincia la settimana…

 

 

Ah, e ieri in autobus un bambino ha fatto scoppiare una fialetta puzzolente, quindi ora scusatemi, ma vado ad innalzare salmi alla prima divinità che mi assicuri di non far arrivare il suddetto bambino a Natale.

 

Postato da: LestatGe a 11:49 | link | commenti (3) |

venerdì, 21 ottobre 2005

Raramente una persona è riuscita a picchiarmi così all’istante sui ciglioni come il tipo conosciuto ieri sera. Partiamo dall’antefatto, flashback fino a venerdì sorso. Su un sito dove sono registrato con tanto di faccino mi arriva un messaggio, dai toni molto tranquilli, con tanto di numero di cellulare. Vado a vedere chi, e anche se la foto non mi entusiasma gli mando un messaggio. Da qui inizia uno scambio di sms molto tranquilli, che mi fanno prendere un pochino meglio per i tipo in questione. Lunedì il tipo prende l’iniziativa e mi invita fuori per il giorno dopo. Io martedì lo pacco, la sua compagnia via msn era troppo più piacevole. Mercoledì Milano, quindi si esce giovedì. Entusiasmo lasciato in pianura Padana, ma vabbè, facciamoci sta uscita. Alle 21:29, con un minuto di anticipo, arrivo in De Ferrari. Qua e là c’è qualche tizio, ma nessuno mi degna di uno sguardo, quindi presumo non sia ancora arrivato. Passano cinque minuti. Passano dieci minuti. Tira vento. Fa freddo. Mi sto iniziando ad incazzare. Di tutti i tipi presenti da quando sono arrivato ne resta solo uno, che cmq continua a non cagarmi, quindi presumo stesse aspettando una persona di sua conoscenza. Alle 21:45 mi arriva uno squillo…..boh….vabbè, io rispondo allo squillo. Dopo altri cinque minuti di nulla i miei ciglioni fanno a gara col vento. A questo punto mando un messaggio. E mi vedo arrivare il decerebrato che da venti minuti se ne stava in attesa. Cerco di camuffare lo scazzo, improvviso un sorriso di circostanza. La faccina di merda non si presenta, non mi da neanche la mano e se ne esordisce con:”volevo proprio vedere quanto ci metteva un genovese a spendere due soldi per un messaggi”. Io resto basito. Non ho neanche la forza di scagliarlo nella fontana…”Beh, io ti avevo visto, ma poiché facevi il vago, pensavo non fossi tu…”, dico io, da cretino. E mi sento rispondere che lui fa sempre il vago. Ok, ce l’hai fatta, sei riuscito a starmi su cazzo, ciglioni e quant’altro in meno di un minuto. Il resto della serata, fortunatamente breve era palesemente compromesso. Il tipo per di più si è rivelato di rara piattezza, io facevo domande, lui rispondeva…peccato però che a me non abbia chiesto assolutamente nulla. Sarà, ma il mio concetto di conversazione è decisamente differente…Dopo tre quarti d’ora ci si accomiata.

 

Per inciso, il tipo, che piglia tanto per il culo i Genovesi, è di Imperia…ma vaffanculo.

 

E io sono nato e cresciuto a Milano, darmi del Genovese è quanto meno inappropriato.

 

Corollario della serata:nel tragitto di casa mando un po’ di messaggi, il testo è il seguente:”Raramente una persona mi ha picchiato in culo a cos’ velocemente”. Ecco, una persona, in pari con gli esami, con la media del trenta e forse anche di più ha interpretato a suo modo e mi risponde:”Che pratiche strane che avete, poi mi darai i dettagli”…cioè Mel, tu veramente avevi capito che io fossi a novanta in un vicolo con uno che mi percuoteva il deretano??????

 

La serata è finita con una persona a cui finalmente, dopo qualche settimana, ho dato una voce. Anche lui per altro aveva un po’ frainteso. Cmq, al di là di tutto, è stata una telefonata piacevole, mi sono divertito…Magari la prossima volta però cerchiamo un posto senza vento…

 

Postato da: LestatGe a 21:19 | link | commenti (11) |

giovedì, 20 ottobre 2005

Mia madre è nata a Milano. C’è cresciuta. C’ha vissuto. Ma nonostante essercene andati da quasi vent’anni, è ancora convinta di conoscerla come le sue tasche, di tenerla in palmo di mano, di girarla senza problemi. Ieri ci siamo persi. Non una. Non due. Neanche tre. Ma almeno-e sottolineo almeno-quattro volte. Effettivamente non è totalmente colpa sua, povera donna, anche mio padre ci ha messo del suo. In somma, ieri la genitrice mi viene a prendere a Stalieno per andare a Milano. Inaugurazione del locale aperto da una degli zii. Io, nella mia ignoranza, mi ero fatto il mio bel tragitto in internet,da casa nostra al luogo deputato, ma no, il genitore ha proposto il suo, di percorso, via tangenziali. Peccato che le indicazioni-lui veniva da Torino ed era già arrivato-ce le abbia date con il culo. E così ci siamo ritrovati a girare, e girare, e girare. Panico. Prima finiamo sul tratto che lancia verso Bologna, poi ci perdiamo nel pavese…mia madre inizia a telefonare a chiunque per indicazioni. Chiunque ci piglia per il culo. Mia madre inizia a dare segni palesi di schizofrenia ed isterismo. La voglia di tramortirla e lasciarla svenuta in mezzo alla campagna è fortissima. “Non è possibile, come siamo diventati provinciali, io che mi perdo a Milano, tutti segni che sto diventando vecchia”, queste le frasi che a più riprese e in ordine casuale ma serrato mi proponeva. Beh, alla fine arriviamo. Grazie non certo alle indicazioni ma all’intraprendenza del sottoscritto. Locale bello, effettivamente. Peccato che stia proprio nel buco di culo di Giove. Poco dopo arriva pure Barbie, da me invitata, fashion e bellissima come al solito. E ci siamo fatti bellamente i cazzi nostri. A me di vedere parenti vari non me ne poteva fregare di meno, io volevo farmi i fatti miei con la mia ex coinquilina. Ovviamente anche i presenti si sono fatti i cazzi nostri, e visto che la maggior parte degli invitati era pure presente al matrimonio del mese scorso, un sacco di gente ha iniziato a chiedere ai miei che fosse la ragazza, palesemente diversa dalla Mel…quindi ho fatto la figura del porco, che tromba tantissimo…si, vabbè…..Per il ritorno mia madre si ribella, e opta per boicottare le tangenziali, e approfittando del fatto che dobbiamo accompagnare una sua amica ci mettiamo a girare per il centro. E qui effettivamente la genitrive si riscatta. Ok, il centro lo sa girare, è stata un’ottima navigatrice, anche se una punta di isterismo è tornato alla ribalta, quando ha scoperto che le avevano fatto fare un giro del cazzo mentre se avessimo girato ingolfati nel traffico sarebbe stato più semplice e ci avrebbero preso meno per il culo. Girovagando da Piazzale Loreto, c.sa Buenos Aires, c.so Sempione, Fiera, Piazza Buonarroti (dove mia madre-mi ha raccontato-da ragazza si è persa per la troppa nebbia…cioè, girava in tondo per la piazza senza capire dove andare…..)…siamo passati da casa-che deve tornare presto mia checcazzo!!!-e poi autostrada. Quanto fa cagare la Serravalle, porca puttana. Tra lavori, curve, righe non dipinte, e pioggia è stato davvero faticoso tornarcene a respirare iodio in riviera…e durante il viaggio mi sono ritrovato a pensare….e anche un po’ a sperare….   

 

Postato da: LestatGe a 11:04 | link | commenti (12) |

martedì, 18 ottobre 2005

E alla fine la tregua cessò, e l’inevitabile scontro tra i sostenitori del pulito e le milizie dello sporco avvenne. Sono giorni ormai che il Feltmaresciallo Psycho lancia moniti avvisandoci che ci saremmo anche noi chiusi in conclave per sferrare l’ennesimo attacco al Lurido, che dopo la tregua estiva è tornato ancora più in forze. Oggi, a far schizzare l’allerta aneurisma, è stata la telefonata che Psycho ha ricevuto da parte del padrone di casa che le ha cristato nel telefono perché da tempo immemore paghiamo l’affitto in ritardo. Beh, se non fosse per i soldi di una unica persona magari pagheremmo anche giusti. Quindi in fine oggi riunione generale in cucina, dove due piatti e innumerevoli posate aspettano di essere lavati da mooooolti giorni perché colui che le inzozzò se ne è scordato, per fare il punto della situazione. Il Lurido ha ovviamente rischiato il linciaggio da parte di tutti noi con il suo fare stizzito, palesemente infastidito dal fatto che si dovesse parlare. Del resto io, Psycho e la Peru ci tenevamo proprio a saper per quale ragione  solo noi tre buttiamo il pattume. Forse solo noi siamo dotati di appendici atte al trasporto di oggetti? O forse solo noi siamo dotati di olfatto. Perla della discussione cmq è stato l’ennesimo sbottò di Psycho che ha fatto presente che non è possibile che ci sia gente che non risponde al telefono perché tanto pensa che non sia per lui. Risposta del Lurido:”Beh, magari non ne ho voglia”. Impagabile il coretto che si è levato all’unisono:”allora te ne vai a vivere da solo”. E lui zzzziiiiiitttttoooooo……

 

Postato da: LestatGe a 22:26 | link | commenti (11) |

BT è grande e grosso. E fa lo spavaldo e mi piglia per il culo perché certi film io non li voglio vedere manco morto. Però….Ieri cena da lui, tanta panna, e tanta bile versata a gratis sugli assenti. Poi si va al cinema, e sulla strada prendo coscienza che ormai non è più stagione per andare in moto con solo una strimzitissima giacchettina di jeans. Il film scelto è “I guardiani della notte”. Quando legge la locandina, e vede che è classificato come horror mi fa presente che probabilmente dovrò restare da lui a dormire…io mi limito a guardarlo con un po’ di pena….Il film è più che guardabile, ricorda molto Constantine (che a me piacque assai), anche se in questo caso ci si piglia più sul serio. Anzi di ironia non ce n’è per un cazzo. Ovviamente il budget è ridotto, ma non ne risentono di certo gli effetti speciali che quando ci sono sono notevoli. Giusto le scenografie sono quel che sono. Ma francamente non so quanto sia voluto, o quanto ci sia di gusto russo. Qualche perplessità sullo svolgimento. Veramente troppe sottotrame, per cui ci si ritrova a dover seguire un sacco di filoni narrativi quando la storia principale poteva dipanarsi senza problemi  far tenere su il film in ogni caso. Kanoe mi ha detto che dovrebbe essere una trilogia. A dire il vero il film è tutto sommato autoconclusivo e non ho colto se effettivamente siano già stati realizzati gli altri due o a seconda di come andrà nel mondo si regoleranno se fare o meno i seguiti…Ovviamente non frugherò nella rete alla ricerca di informazioni, altrimenti mi perdo….

 

 

Postato da: LestatGe a 13:39 | link | commenti (13) |

domenica, 16 ottobre 2005

BT dice che a far del bene agli asini si prendon dei calci.

Il Cestista e gli amici suoi ieri hanno fato una festa, e ci hanno chiesto se potevano prendere in affitto il nostro mega surgelatore gigante da competizione. Ci hanno garantiti di:pagarci, venirselo a prendere, riportarlo, non preoccuparci di svuotarlo che il percorso era breve e per di più avrebbero avuto la massima cura di tutta la nostra roba.

Oggi:il surgelatore è stato prelevato, è stato riportato ma non ancora messo a posto in cucina, non abbiamo ancora visto i soldi, e soprattutto tutta la nostra roba è stata buttata perchè si è, guarda un pò, scongelata...

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sabato, 15 ottobre 2005

Vediamo di dare una rotta alla nebulosa dei miei pensieri. Tornando a casa dal centro avrei potuto fare la solita strada, quella tra palazzi e macchine, quella che faccio sempre. Invece, volutamente, quasi con smania, ho deciso di farne un’altra. Di fare quella che ho percorso avanti e indietro tutti i giorni per cinque anni, per i cinque anni del liceo. Quella strada che in fin dei conti una strada non è, ma si tratta più di un percorso, in equilibrio sull’argine del torrentello che qui pomposamente chiamano fiume, quel torrente che un anno esondò allagando tutto e facendoci saltare, il giorno dopo, un compito in classe di matematica. Ovviamente ho indugiato un poco nei ricordi con un pensierino al presente, con un pensierino ad un mio compagno che qualche settimana fa, mi è stato detto, si è proposto inginocchiandosi di fronte alla sua ragazza. Chissà se ci inviterà. Sarebbe un bel modo di ritrovarsi, un’atmosfera così diversa dalla solita pizzeria. Qualche mese fa erano solo due i miei compagni sposati. Fra qualche mese se ne sposeranno altri due…Sarebbe stato troppo semplice mettersi a fare bilanci. Ma sta volta no, non ne avevo proprio voglia di essere impietoso con me stesso, non ora. Mi sono semplicemente messo a riflettere. A pensare a quello che vorrei. A chi vorrei. O meglio a cosa vorrei. L’oggetto del desiderio manca, manca una persona specifica su cui focalizzare desideri, speranze, aspettative. A essere sinceri manca anche la voglia di ricominciare, di rimettersi a conoscere una persona, di aspettare una chiama o un messaggio dopo la prima uscita che ti faccia  capire che ce ne sarà una seconda, perché insieme si è stati bene. C’è però la voglia, quella si, di risentirsi come stavo qualche settimana fa. C’è la voglia di ricevere uno squillo che stia a significare che una persona ti pensa. C’è la voglia di una telefonata durante la pausa pranzo. E poi un’altra dopo cena. A non dirsi nulla, a raccontarsi la giornata, a sentirsi anche solo respirare basta essere assieme, anche se uniti solo da un filo di rame. C’è la voglia di perdersi in due occhi che a loro volta si stanno perdendo nei miei. C’è la voglia di coordinare il respiro, che divento ansimare, che diventa gemito. C’è la voglia di stupirsi, di eccitarsi di fronte ad un corpo poco prima sconosciuto. C’è la voglia, e questa è tanta, di svegliarsi in due al mattino e senza dir niente perché ancora intorpiditi dal sonno avvicinarsi l’uno all’altro e prendere coscienza di non essere soli, e in due tornare pian piano alla vita. E magari pianificare assieme il fine settimana, o non pianificarlo affatto, tanto si sta assieme e importa solo quella. C’è il desiderio di qualcuno che abbia voglia di entrare a piccoli passi nella mia anima.

 

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Sto ancora cercando di digerire tutto quello che ho ingurgitato ieri. Ora che ci penso ultimamente sono all’ingrasso. Ieri sera sono uscito per vicoli, e già inizio ad odiare il venerdì genovese. Non è possibile dover girare all’infinito per trovare un posto, e poi una volta parcheggiato, ricominciare a girare per trovare un locale dove ci si possa sedere e bere qualcosa con calma. Alla fine, dopo innumerevoli tentativi siamo finiti agli Alabardieri. Posto fighissimo, taverna medioevale, dove la fa da padrona il cibo. E io ovviamente ero in compagnia delle peggio latrine genovesi per cui al primo giro focacceta con formaggi. Poi spiedini. Poi altra focaccetta con la nutella….poi rotolante a casa…Sostanzialmente un venerdì sera molto tranquillo, in cui si son tirate le 3 senza fare nulla di eclatante, a parte programmare già quello di settimana prossima. In teoria BT si caricherebbe in macchina me e la Peru e via su a Milano:una volta arrivati ci raggiungerà la Roby e tutti al sushi, poi serata mondana meneghina. Ovviamente conoscendo tutti i soggetti so che il pacco potrebbe essere dietro l’angolo. Cmq a Milano ci sarò già mercoledì, in compagnia di mia madre. Un mio zio inaugura un winebar-galleria d’arte-sti cazzi, e noi non si può mancare. Per l’occasione mi farò pure accompagnare da Barbie, peccato che la compagnia materna durante il pomeriggio mi consentirà scarsissimi margini di autonomia. Ma intanto inizio le ricognizioni.

 

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venerdì, 14 ottobre 2005

In fin dei conti la serata è passata, e anche abbastanza bene. Come programmato mi sono inghingherato come meglio non potevo. Barba, fatta. Pizzetto, spuntato nei minimi dettagli. Testa, rasata. Poi ci si deve vestire, e dopo innumerevoli fatiche metto a punto pure il look. Jeans stone-washed CK, camicia grigia Ungaro con sotto maglia stretch rossa CK…e poi, giusto per fare l’impegnato ma non troppo, giacca Pignatelli. Prendo e parto. Ovviamente io e BT arriviamo al giapponese fashonably late, così che ci si possa notare. L’effetto ottenuto è l’effetto sperato. Già BT aveva apprezzato, ma lui è etero e non sa abbinare i colori, quindi non vale. La Mel mi dice che sono bellissimo, il fidanzato pure, e dall’altro tavolo (perché eravamo su due tavoli) arrivano altrettanti apprezzamenti. L’Odiatissimo Ex è inebetito…espressione che effettivamente lo contraddistingue, ma ieri di più…Vorrei anche poter dire che sono stato superiore, che ho fatto come se niente fosse…ma non posso mentire, anche perché quando sono stato arrivato la scena è stata più o meno: ciao, ciao, ciao,(te non ti saluto), ciao, ciao. Dopodiché io mi sono accoccolato sulla mia sedia e ho iniziato a trangugiare cibo e birra giapponese. Tutto assolutamente ottimo…e cazzo, quanto gonfia sto riso una volta in pancia…Come previsto ci siamo assolutamente ignorati, anche se ogni tanto qualche occhiata al mio tavolo arrivava…E ho avuto pure l’occasione, dopo un po’ di tempo che non lo vedevo, di godere dell’inclemenza del tempo e della natura….e di come gli specchi di legno stiano evidentemente abbellendo le pareti casa sua, altrimenti non si spiegherebbe quella frangia che praticamente parte dal buco del culo e quei due “boccoli” ai lati che fanno tanto jiddish…

 

Seriamente, ho notato con piacere che gli effetti su di me ormai suscitati dall’Odiatissimo sono scarsi, o meglio, razionalizzando. La malinconia e i rimpianti non fanno più parte del mio pensarlo da moooolto tempo. Anche perché troppe prese per il culo, troppo una storia a senso unico. Certo, ci penso ogni tanto, ma non è mai con malinconia, è più che altro la presa di coscienza di come il tempo sia trascorso e di come ormai è inesorabilmente parte di un passato che non vedo come e perché dovrebbe tornare. C’è cmq sempre molto fastidio, verso di lui, verso atteggiamenti che un tempo consideravo naif e a cui assistevo divertito e che ora considero il frutto di una lobotomia.

 

Ovviamente, mi auguro che ieri si sia mangiato un pezzo di pesce palla tagliato male….

 

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giovedì, 13 ottobre 2005

Sta sera avrei tanto voluto starmene a casuccia, seduto sul mio bel lettone matrimoniale, tv accesa e portatile su cui scrivere tutte le mie minchiate. E invece no. E invece mi tocca uscire. E lo faccio praticamente solo per aver domani q.sa da racconatare. perchè il programma prevede cena di compleanno:e fin qui, tutto accettabile.

Cena di compleanno al giapponese:e qui le quotazioni della serata improvvisamente si impennano, considerata la mia predilezione per quei bei pescetti crudi che affolleranno la mia bocca.

Cena di compleanno al giapponese a cui prenderà parte anche l'Odiatissimo Ex:e qui le prospettive della serata si schiantano come il dc9 ad Ustica...ora scusate, devo iniziare ad andare in bagno, perchè dovrò essere, come dice qualcuno bellissimo e terribile. Perchè la faccina di merda dovrà andare a casa ad ammazzarsi di seghe!!!!

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Mentre facevo il portoghese sull’autobus, sta mattina mi arriva una telefonata. E’ la mia adoratissima Barbie, si chiacchiera un po’, ci si accorda preliminarmente per la mia trasferta milanese di settimana prossima e mi dice che presto potrei vederla in versione Barbie ricoverata. Tanto lo so che sta benissimo, e che i dolori addominali se li è fatti venire solo per potersi comprare una bella tenuta da notte…Beh, mi fa presente che potrei scrivere un po’ su di lei, egocentrica. Effettivamente è da un po’ di tempo che penso a un certo post, ma alla fine non l’ho mai scritto, ora è giunto il tempo…

 

L’accaduto risale ad un po’ di tempo fa, qualche anno mi sa. Beh io e Barbie ce ne stavame in giro per Genova, era pieno inverno, era già buio e aveva appena smesso di piovere. Stavamo aspettando l’autobus per tornare a casa quando in Piazza dante notiamo un povero cieco che vorrebbe attraversare, ma non è in grado. Barbie si impietosisce, lo guarda, poi guarda me con occhi da cerbiatta. “Beh?” faccio io. “Dai, aiutiamolo, poveretto”. “Barbie, il nostro karma è putrido ed è giusto che resti tale, secondo me potrebbero abbattersi su di noi mali di ogni genere se tentassimo di andare contro le nostre naturali inclinazioni al male…non penso sia la cosa giusta da fare”. Ma la mia saggezza va sprecate, lei gli si avvicina, fa per prenderlo sotto braccio e gli dice che lo aiuta ad attraversare. A questo punto il “poveretto” si trasforma in “furia cieca” e brandendo il suo bastone bianco, all’urlo di “la sciami stare puttana” inizia a percuotere Barbie. Ovviamente la folla si gira e assiste alla scena, e soprattutto vede e ode Barbie che ripresasi dallo sbigottimento si trasforma in Barbie-kill Bill e a sua volta piglia ad ombrellate il cieco urlandogli “Ma vaffanculo!!!!”

 

Son cose…

 

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Ogni tanto mi stupisco da solo per quanto sono finocchio, come sta mattina, quando ho prolungato all'infinito la colazione solo perchè al bar in cui ero stavano mandando a tutto spiano sul mega schermo ogni possibile video di Madonna...ci mancava solo che sulle note di vogue mi mettessi a ballare....

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mercoledì, 12 ottobre 2005

capisco che l'argomento sia di una certa attualità...ma qualche mente malata è arrivata sino a sto blog usando come chiave di ricerca Lapo sodomita ....

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martedì, 11 ottobre 2005

Il mondo del lavoro fa cagare. E considerando che di fatto non ne faccio neanche ancora parte, le premesse per il futuro sono pessime. Sono nato nel secolo sbagliato…Beh, oggi sveglia presto, e con Psycho iniziamo il giro di ogni agenzia interinale a portata. Nella prima siamo accolti calorosamente, ci fanno compilare il formulario-curriculum e poi chiacchierata orientativa. Ci fa presente, la tipa, che per lo più da loro si rivolgono per cercare carpentieri, manovali, saldatori, frigoristi…..ok, e io che ci azzecco? Vabbe, passiamo alla seconda. Compilatio formulario, dopodiché la tipa di turno ce lo ritira, ci saluta, e ci congeda….manco una chiacchierata, sembrava che fossimo li a rompere i ciglioni. Alla fine siamo finiti pure al centro per l’impiego, che alla fine altro non è che il vecchio collocamento, e mi ha fatto un’immensa tristezza l’idea di iscrivermi al collocamento….beh, qui la tipa è stata molto più disponibile, e io nella mia richiesta di impieghi possibili ho cagato fuori, proponendomi pure come account pubblicitario….Alle 5 colloquio fuffa. Palesemente fuffa. L’ufficio è fatiscente, infarcito di seggiole ikea. La segretaria una cubista; e non nel senso che era una figa ammignottata, ma nel senso che sembrava la Gioconda dipinta da Ricasso. La selezionatrice una minchiona di 22 anni con la faccia ancora tempestata di brufoli…mi faranno sapere….magari mi faranno sapere anche di che cosa si occupano, visto che resta un mistero…

 

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lunedì, 10 ottobre 2005

Per purissimo caso, frugando qua e là, mi è capitato sotto agli occhi il post di una tipa che scriveva:

 

Certo che pure stì ricchi c'hanno i loro porchi problemi...Non si augurano a nessuno i patemi, però almeno qui...la legge è uguale per tutti, belli e brutti. Mi spiace per Lapo, davvero.

 

Ora, so che riempirò sto post di aria fritta e roba trita e ritrita, ma qualche luogo comune politically scorect voglio concedermelo pure io. Premetto che io non ho particolari opinioni su chi usa roba, nel senso, credo che siamo tutti abbastanza informati su cosa succede quando si usano certe sostanze, ho una visione moooolto liberal della faccenda. E quando oggi ho letto sul televideo di Lapo ho sogghignato ed è finita lì, non mi sono certo messo a fare moralismi o a scandalizzarmi per la cosa…

 

Però:come cazzo fa una a dire che è triste per lui? Uno che informato è sicuramente informato. Uno che probabilmente vive le piste di coca come status-symbol. Uno che probabilmente si fa per noia e per passare una notte un po’ meno da comune mortale. Mica l’ho obbligato io a farsi….e poche palle, neanche la condizione disagiata in cui vive o le forti pressioni sociali. Per non parlare poi di quell’emerito coglione di Calissano, di cui tutta Genova continua a parlare. Tutti a elogirlo, poverino, un momento difficile…Si, certo, immagino….i Calissano a Genova sono ben conosciuti, e di sicuro i problemi che hanno non sono economici. E poi, se mi ci trovavano a me con una morta in casa col cazzo che partivano i pietismi…al rogo subito. Mi da in culo infinitamente che se uno è un povero minchione qualunque è un drogato e basta. Se uno è famoso, allora levata di scudi per il poveretto tanto sensibile che è caduto in un brutto giro perché abbandonato da tutti, solo e sofferente……mavvafanculo!!!!

 

 

 

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domenica, 09 ottobre 2005

Tanto per evidenziare ulteriormente la tristezza del periodo, faccio presente che la colonna sonora del mio pomeriggio è stata la videography beccata per caso su Mtv del Backstreet Boys...

Per fortuna a pranzo la Fox mi ha regalato un episodio memorabile di Will&Grace, da cui riporto un dialogo che mi ha quasi risolto la giornata tra una tizia e Jack:

Tizia:I maschi italiani sono tutti gay.

Jack:E' per via del paese in cui abitano, è a forma di stivale da drag queen!

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Quella che inizia domani non sarà per nulla una settimana facile. Era ovvio che quella che sta finendo fosse solo di passaggio, transitoria. L’ho già percepito dalla telefonata di sta mattina con mia madre. Mercoledì dovrò telefonare a Torino, per definire i termini lasciati in sospeso dopo il colloquio di due settimane fa. Dovrò chiamare per un lavoro che i miei vogliono fortemente che io faccia, perché è esperienza, perché l’azienda è molto conosciuta. Dovrò chiamare per un lavoro che a me non piace, in un settore che non mi interessa, in un ufficio che mi ha solo trasmesso arrivismo e voglia di sbranare il prossimo, in una città in cui non mi interessa passare un weekend figurarsi dei mesi, a contatto quotidiano con mio padre, che mi è più che sufficiente vedere la domenica a pranzo. Sarà una settimana in cui mi giocherò tutto per fare dell’altro. Domani telefonate e curricula in giro per ogni interinale di Genova. Poi mi sa che martedì o mercoledì mi farò lo stesso iter, solo che a Milano. Sto scendendo piano piano a compromessi che mai avrei preventivato qualche mese fa, ma mi rendo conto che ormai ho sempre più problemi a rapportarmi con i miei, con le loro aspettative, sentirmi dire che in fondo devo fare quello che piace a me, quando poi è palese che sono frasi dette solo per dare aria alla bocca, sentire mio padre dare consigli pensando però di possedere le chiavi del mondo e mettermi a parte di verità inoppugnabili, sentire mia madre farcire ogni discorso con amore-tesoro-cucciolo-seilamiavita solo per alleggerirsi nel momento di tirare la mazzata…

 

Devo necessariamente rendermi autonomo, e prendere nelle mie mani la mia vita…

 

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sabato, 08 ottobre 2005

Il cielo ha avuto pietà e non mi ha riversato in testa di tutto mentre ieri sera saltellavo dalla macchina a locale e ritorno. Alla fine non ho aperto la stagione autunno- inverno, anche se mi sa che sono l’unico a non averlo ancora fatto, visto che in giro di movimento ce n’era parecchio:parcheggio introvabile, come è tradizione al venerdì, anche in quello a pagamento ci è voluto un po’ per trovare un rettangolino in cui cagare la macchina. La decisione di non infilarsi nei vicoli è stata dettata più che altro da un’esigenza: io sono zoppo, e a tenermi compagnia nella mai parodia di camminata ieri ci ha pensato la Mel, che la notte prima ha visto bene di scorticarsi un dito del piede, quindi anche lei, a vedersi, muove una certa pena. Di posto a sedere non ne avremmo certo trovato, e di sgomitare tra la folla per poi starcene in piedi, soli e sofferenti, in un angolo, non sembrava proprio il massimo. Così abbiamo optato per il Nouvelle Vague. Locale impegnato ma non troppo, fattomi conoscere mesi fa da Penny, che allora era ancora pr e quindi mi propagandava posti e novità, e in cui non mettevo piede da parecchio, l’ultima volta a marzo col Radiologo. Il posto è proprio bello, ricavato dove anticamente c’erano le cantine del palazzo, a memoria di ciò ora restano un po’ di mattoni a vista e schiere di archi a volta. E’ tutto a salottini, con tavoli antichi, o poltroncioni avvolgenti, che in altri tempi avrebbero fatto tanto fumoir di una casa nobile. Alle pareti librerie, se vuoi i libri li sfogli, se vuoi li compri. Io, figlio del consumismo, in un posto del genere non posso che giovarmi di tutto ciò che mi viene offerto. In primis appago il mio essere finocchio e in totale assonanza al titolo di questo blog ordino un Cosmopolitan, poi mi trovo anche un libercolo da portarmi a casa. Ho optato per il discepolo, che dovrebbe essere un romanzo horror. Nulla di troppo impegnato, ma io della Scarpetta non ne potevo più…Dopo aver letto, bevuto, e risolto un sudoku abbiamo rizzoppicato verso l’uscita (le scale, in salita, sono molto più agevoli, e anche tutta San Lorenzo….), quindi macchina e casa…     

 

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venerdì, 07 ottobre 2005

Thank’s god it’s Friday night (citazione veramente trash…chissà chi la coglie)…cmq, finalmente è venerdì, e finalmente si prospetta la possibilità che rimetta il culo fuori casa. Mi rendi conto infatti che a parte la seratina al cinema, e un’uscita rapida rapida per prendere una ricarica del telefono, ho fatto una settimana di totale eremitaggio. I miei unici contatti col mondo sono stati telefonici con l’altro capo d’Italia…Anche il mio aspetto deve ricordare un po’ quello di un asceta, i miei contatti con lo specchio sono stati inesistenti e non so cosa ne sia diventato dei miei capelli; so invece che la mia faccia è ricoperta dalla barba, e me ne sono accorto solo passandoci per caso la mano. Il mio programma serale è totalmente sconosciuto, ma l’importante è tornare alla vita, non mi dispiacerebbe rimettere il naso in Piazza delle erbe, così da aprire ufficialmente la stagione invernale, il problema ovviamente potrebbe presentarsi nel caso il cielo decidesse di pisciarmi addosso. Ieri ho pure chiamato Barbie, e le ho fatto presente che io e la Peru saremmo intenzionati ad andarla a trovare. A parte vederla e stare con lei non mi dispiacerebbe fare un salto a vedere la mostra di Haring, e se poi Penny riuscissi a liberarsi dal fidanzato e a combinare con la K magari ci scappa pure un sabato sera alternativo….

 

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giovedì, 06 ottobre 2005

Non posso non notare, tornando a casa, la macchina di pattuglia della finanza ferma che fa controlli. Non posso non notare il finanziere, intento a fare un verbale, prono sul cofano. Non posso non notare come la divisa gli fasci le chiappe...e dalle chiappe lo sguardo scivola immediatamente alle manette....non posso, arravato a casa, non prendere del bromuro per placare i miei istinti feticisti...

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mercoledì, 05 ottobre 2005

Ok, forse dovrei essere più rispettoso di quanto successo però sta cosa volevo proprio raccontarla. Penso che tutti abbiate visto (tranne te, lo so, ma sei troppo impegnato con la palestra…) sui vari tiggì i resoconti sulla morte di Scoglio. Ecco, a Primo Canale, dove stava andando in onda la trasmissione, ci lavora una mia amica…che è quella che tutti avete ammirato con aria sbigottita chiudere il microfono e attaccarsi al telefono.

 

E’ anche quella che in un’ora di lezione, all’ultimo anno, ha chiesto come mai gli australiani e tutti gli altri che abitino nell’altro emisfero non cadono nello spazio, visto che stanno a testa in giù…ma questa è un’altra storia….

 

Postato da: LestatGe a 21:08 | link | commenti (6) |

Altro che max and the city, mi sento di più un casalingo disperato...ormai vado avanti a fare pranzetti e ad invitare gente. oggi è tornata la Ale, accompagnata dalla Peru...però domani darò una svolta alla mia vita:piscina!!!!sarà il punto più alto della mia settimana...che tristezza....

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Ha ragione mia madre quando dice che con me non ci si può parlare. O meglio, ci si può parlare, ma effettivamente ci sono volte che su certi argomenti mi chiudo a riccio, anzi, divento totalmente intransigente. Succede coi miei quando si parla di università, succedeva con l’Odiatissimo Ex quando si parlava di status, o più in generale si facevano discorsi su classi, ed è successo pure ieri notte. Hai ragione, avevi ragione, in fin dei conti mi ero irritato. Non l’ho ammesso perché sapevo che la mia irritazione non era motivata, giustificata o sensata. E più mi rendevo conto che ero infastidito dalla conversazione, più il mio fastidio si alimentava. In pratica mi infastidivo soprattutto del mio essere infastidivo. Resta il fatto che alcune perplessità restano…e resta il fato che secondo me certe discussione non sarebbero da fare su msn, ma come minimo per telefono, perché almeno si sente il tono della voce, che tanto può sul senso di una frase. Diciamo che tutto è iniziato col sapere che vivi una storia come se fosse a termine…e anche qui, che me ne deve fregare a me? E’ che anche l’Odiatissimo viveva la nostra storia sapendo che sarebbe finita, con una certa insoddisfazione di fonda, con una spiccata tensione verso un altro (che poi era un altro generalizzato, ma pur sempre una persona altra da me). E quindi un po’ mi sono immedesimato. Poi è venuto fuori il discorso prole. Lo ammetto, non ho spiccato per sensibilità. E’ legittimo che ognuno si dia delle priorità, o, per meglio dire, che ognuno abbia aspirazioni differenti. Come ti ho detto per me una prole sarebbe q.sa su cui discutere. Molto. Prima arriva una situazione affettiva stabile, appagante, felice. Questo è il mio prioritario…poi si possono aprire tanti discorsi. Solo, beh, te l’ho detto, si beccano troppi uomini che per appagare le aspettative sociali, o un certo proprio egoismo, mettono su famiglia, e poi soddisfano desideri repressi in macchina, di notte. Sicuramente non metterai su casa domani, però fatti tante domande….una miriade di persone ad un certo punto fa il botto, ingabbiate in una situazione in cui non ci si riscontra più; e magari una persona a cui si vuol bene a fianco, con cui si condivide tutto, è meglio di una persona “intelligente” che però non si riuscirà mai a sentire propria nella sua totalità….e poi pensa ai marmocchi!

 

Un bacio! 

 

Postato da: LestatGe a 12:34 | link | commenti (5) |

Dopo due giorni di segregazione autoinflitta in cui ho rischiato la follia a causa del cane e della caviglia finalmente tornro al mondo. A dire il vero per una serata più che orddinaria, ma cmq ben contento di aver messo il naso fuori casa. Cena da BT, francamente speravo in una dimensione un pò più intima, invece ad un certo punto è arrivato un altro nostro amico con cui però non siamo troppo i confidenza e quindi si è finiti a parlare di cazzate, mentre io volevo fare dell'introspezione. Dopo cena abbandono il fanta-duo e vado a prendere la Mel, e via al cinema. Qui le scelte erano plurime, ma alla fine abbiamo optato per l'unico che con altra gente non saremmo mai riusciti a vedere: Bewitched. Ora, come sto in questo momento facendo presente a lui via msn, il film è incantevolmente stucchevole. Nel senso che l'effetto melassa è palesemente voluto e ricercato e quindi non pesante. Anche se forse il personaggio della Kidman risulta un pò anacronistico, mentre il film sarebbe venuto bene anche attualizzandolo un pò. Cmq lei è come sempre impagabile...Diciamo 3.50 euro glieli si possono anche dare.

Postato da: LestatGe a 01:40 | link | commenti (4) |