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venerdì, 30 settembre 2005

Don't ask, don't tell volume II

Il Radiologo

Potrei parlare della serata di ieri, ma poi so che parte l’insulto visto che quando un po’ di tempo fa ho accennato al karaoke sono stato oggetto di compatimento. Farò solo un appunto sullo straziante andante. Tra le varie canzoni ad un certo punto è stata selezionata “Sere nere”…ecco, unico attimo di incupimento, perché giusto una settimana fa, a casa, sul mio letto, il Pargolo si è messa a cantarmela…e io lo ascoltavo inebetito ed estasiato…

 

Cmq, visto che ne ho accennato ieri, a sto giro introduco quella curiosa creatura che è il Radiologo. Premetto che il discorso è contorto. Circa un anno fa io e l’Odiatissimo Ex ci molliamo. Io gli giuro eterno rancore, impotenza, vado a gufargli gli esami…insomma tipica trafila da sfigato mollato. Lui prova a condurre un rapporto umano, per lo meno cordiale. Io sono oggettivamente un dito in culo. Verso dicembre l’Odiatissimo si fidanza. Io sono al corrente di ogni minima cosa visto che BT, la Mel, Papazumpete e altri sono in facoltà con lui…Ovviamente non concepisco che lui possa avere una vita sentimentale e inaciditomi tramo nell’ombra. Il 22 o il 23 dicembre me li becco all’ingresso di medicina che si scambiano i regali. Represso il conato di vomito e il travaso di bile noto che il tipo non è niente di che. Normale. Nulla più. Ma è evidente quando l’Odiatissimo sia preso…Mi logoro fino al giorno, doveva essere gennaio innoltrato, in cui mi chiama la sorella dell’Odiatissimo e tra un discorso inutile e uno ancora più inutile mi dice che il fratello sta malissimo causa influenza + recente molleggio (gli dei oscuri delle profondità iniziavano e ripagare la mia devozione). E ora? Beh, ora sarebbe meraviglioso se ci uscissi io con sto qua…Mi metto all’opera, prima di tutto devo procurarmi il numero di telefono, cosa non facile…ma volere e potere. Il fidanzato della Mel, un giorno tutto intento a sollazzarsi coi giochino del cellulare nuovo dell’Odiatissimo, viene incaricato di frugare a fondo e trovare il numero. Esegue egregiamente il compito. Ora io mi procuro una scheda vodafone nuova nuova e inizio a massaggiarlo. Il Radiologo è ovviamente incuriosito e lusingato e sta al gioco. Io non mi sbottono, lui chiede ma io glisso, anzi, gli dico palesemente che non ho nessuna intenzione di dirgli chi sono e come ho avuto il numero. In tutto questo arriva pure il risvolto comico. Una mattina mi squilla sul telefono delle bosse l’Odiatissimi. Dopo tre anni non mi ci vuole di più di un nanosecondo a riconoscere il numero. Vuoi giocare con me, stronzetto?Ok! Mi invento un’identità che so avrebbe riscosso interesse, lui pure si spaccia per qualcun altro e così passiamo una giornata a massaggiarci. Nel frattempo chiedo delucidazioni al Radiologo, anche perché era l’unico ad avere quel numero, quindi era ovvio glielo avesse dato lui, e volevo rassicurarmi che si fossero mollati veramente…Lui mi dice che effettivamente gli aveva chiesto se conosceva il numero, ma mai e poi mai pensava che si sarebbe azzardato a farsi sentire, anche perché, diciamocelo, il gesto ha avuto il sapor del:vediamo se arrivo prima io, ora che ho il numero. Io e il Radiologo continuiamo il gioco dei messaggi fino a che gli propongo di uscire. Lui non fa una piega e accetta all’istante. A quel punto inizia a pigliarmi il panico. E se vedendomi mi riconosce, capisce chi sono, e si incazza? Beh, pace, del resto bisognava pur venirne a una. Ovviamente il giorno dell’appuntamento è stato il 3 marzo, vale a dire il giorno in cui Genova si è trasformata nel circolo polare artico e si poteva girare solo con gli sci (e non scherzo…c’era veramente gente in giro che sciava o andava in snowboard…). Alla fine riusciamo ad avere la meglio sul clima, e ci si vede. Lui non ha la minima idea di chi io sia, e quando gli racconto la vera verità lui si fa delle gran risate, mi dice che me la sono giocata bene, e che ho fatto bene a fare il vago. Ha pure chiuso definitivamente con l’odiatissimo, perché si è incazzato a morte per il fato che si è fatto sentire con me. Il tempo passa, paghiamo, usciamo…e lui propone:”Mi ha fatto piacere conoscerti, sono stato veramente bene, ci si rivede?””volentieri”. Una settimana si esce di nuovo. Tante parole, tante chiacchiere…e basta…ora, voglio dire, sei intelligente, non penserai che io fossi alla ricerca di un amico in più vero? Neanche della botta e via, ovvio, ma un amico….dai…Co notevole faccia da culo gli faccio presene via sms che lo avrei volentieri attaccato al muro…lui fa il vago ma traspare che ci sarebbe pure stato. Si esce una terza volta…e ancora il nulla…A sto punto sono ufficialmente perplesso…sta di fatto che non riusciamo più a combinare…e io ho ancora in testa il fatto che sia stato lui a dirmi che era stato bene, che voleva uscire di nuovo, non io, che mi facevo i cazzi miei. Sta di fatto che il Radiologo ha preso da allora a farmi squilli. Tutte le settimane, a tutte le ore. E ogni tanto messaggi….Ma che vuole da me????

 

Postato da: LestatGe a 11:39 | link | commenti (16) |

giovedì, 29 settembre 2005

Diagnosi-Prognosi

La Mel è tanto cara e in mattinata, dopo aver letto via blog dei danni che mi sono autoinflitto, mi chiama per sincerarsi delle mie condizioni. Io ero ancora sotto le coperte, consapevole del giorno iniziato e del dolore incessante. Pianifichiamo il piano di battaglia. Lei viene qui in macchina a prendermi, mentre io nel frattempo sento Il Radiologo. Costui è un altro degli inquieti esseri che hanno costellato l’inverno passato e a cui dedicherò al più presto un post, in quanto ottimo esemplare di follia umana. Cmq diciamo che il tipo è annoverato tra le mie conoscenze in quanto anch’esso amante del belino. Beh, gli faccio sapere che sono malconcio, e che due raggi gentilmente pagati dai contribuenti e da me scroccati mi farebbero piacere assai; lui dice di andare che, non c’è problema. Quindi bello zappetto una volta parcheggiato mi aggiro per il reparto di radiologia e dopo due convenevoli mi faccio irradiare. Sentenza, non ho un cazzo, solo una notevolissima storta….ah, si, ho pure una mutazione genetica, per cui ho un osso in più….ma del resto di meno da me non mi potevo aspettare….saluto il tecnico, saluto Il Radiologo, chiedo per formalità se devo sottostare alla burocrazia, ma mi si dice di andare pure, non correndo che non sono in grado, ma di andare.

 

Il Radiologo per me continua a rimanere un mistero. Probabilmente è stata una mia impressione, e io non sono un granchè empatico in questioni sentimentali, quindi probabilmente sto per dire una cappella, ma ho percepito stranezza…mi verrebbe quasi da dire dolcezza. E’ stato particolarmente sorridente…me lo aspettavo più distaccato, del resto non siamo mica amici…boh, sonderò…Tra l’altro oggi a vederlo ho avuto un moto di imbarazzo-divertimento perché sta notte me lo sono sognato, e facevamo le peggio cose tra i ruderi di un castello, dopo che mi aveva praticamente violentato su una barella…..

 

 

Postato da: LestatGe a 16:07 | link | commenti (8) |

mercoledì, 28 settembre 2005

Giornata troppo lunga e troppo poco piacevole. Sveglia troppo a ridosso dell’alba per i miei gusti, alle 6:45. Tiro fuori completo, camicia, cravatta e dopo la barba mi vesto ed esco. Appena metto piede fuori casa inizia a piovere, ottimo inizio. Il programma della giornata prevede trasferta a Torino per andare a fare un colloquio che mio padre mi ha praticamente imposto. Arrivato a Brignole scopro che il treno ha 40’ di ritardo, che poi si sarebbero trasformato in 60’. Forse che devo cogliere dei segnali negativi? Vabbe, faccio colazione ( oltre a piacermi il mangiare sull’aereo, mi piace pure un sacco fare colazione nelle stazioni….), faccio shopping all’edicola, e mi cago sulla banchina in attesa. Il treno arriva, e scopro essere il più scomodo di tutta la linea FFSS. Mettendo a rischio tutte le mie articolazione riesco a produrre pose che più o meno mi fanno sonnecchiare. Arrivo a Porta Nuova con solo un quarto d’ora di anticipo….e mi accorgo di aver lasciato l’indirizzo a casa. Bravo! Però mi ricordo vagamente che il posto fosse vicino alla stazione. Inizio a vagare. Il tempo scorre inesorabile. Quando mi accorgo di essermi ufficialmente perso corro ai ripari. Chiamo l’ 892424, ma la tipa è inutile…chiamo papà, che ha l’indirizzo. Via Lagrange, che mi ricordo di aver attraversato, e di aver maledetto perché prende il nome da un tizio i cui teoremi hanno reso più complesso il mio esame di matematica generale. Arrivo in orario, e mi presento. Ufficio moooolto di rappresentanza, parte il pippozzo sull’attività. In parole poverissime, dovrei occuparmi di revisione di bilanci. Per un’ istante ho la tentazione di alzarmi, salutare e scappare. Già Economia mi convince ben poco come facoltà, ma se c’è una cosa che su tutte mi fa cagare e mi sono ripromesso di non fare mai è proprio tutto ciò che ha a che vedere con le materie contabili e ragionieristiche. Vabbe, già che son qui finiamo di raccontarcela…Anche perché il pezzo forte è arrivato quando, adducendo come scusa che in fondo ero lì per imparare, mi hanno proposto uno “stipendio” di 400 sontuosissimi euro….Una volta uscito, conferendo col padre, anche lui ha mostrato le sue perplessità, e ciò mi ha rincuorato non poco, anche perché ho passato questi giorni con l’ansia di dovermi trasferire a Torino, e io già patisco i cambiamenti, figurarsi questo…La nota positiva della giornata è finalmente arrivata:pranzo libidinoso:miriadi di molluschi di ogni tipo serviti crudi su letto di ghiaccio più crostacei  di vario genere e grado appena appena scottati al vapore, il tutto con vino bianco terrosissimo, fermissimo, fortissimo. Risultato:rimpinzato e ubriaco. A sto punto io ero pronto a riprendermi il mio bel trenino per tornare a Genova, ma il padre ha avuto un'altra idea, cioè di tornare tutti e due in riviera a fare una sorpresa alla mamma…Ok, e io? Tu poi ti prendi un treno….A me non sembra sensato, comunque. Arrivato a casa, svengo sul letto e appena mi ripiglio vado in stazione…e qui ho un piccolo inconveniente. Salendo sull’ intercity non so bene come mi imbelino di brutta maniera, e la mia caviglia sinistra assume posizione anatomiche ancora sconosciute e se non fosse stato per un tizio che mi ha afferrato al volo mi sarei scafafasciato di schiena sulla banchina. Nonostante il dolore lancinante striscio fino al primo posto libero, e qui constato che mi sono fatto decisamente male, tanto da avere i conati dal doloro…Chiamo BT e gli chiedo se mi può passare a prendere. Ora sono a casa, con il dolore un po’ attenuato che mi spalmo unguenti misteriosi fornitimi dal cestista…vedrò se domani sarà il caso di chiamare il mio amico radiologo-gay e farmi fare due raggi….noto cmq che il periodo di congiunzione astrale favorevole continua alla grande…

 

Postato da: LestatGe a 21:09 | link | commenti (10) |

martedì, 27 settembre 2005

Me ne torno or ora da una seratina a due, io e Penny, sono passati ben pochi giorni dall'ultima volta che ci siamo visti, ma effettivamente di avvenimenti, per entrambi, ce ne sono stati. Si è poi parlato della giornata che mi aspetta domani, della mia reticenza, del mio incraponirmi, del mio sperare-per una volta-che le cose vadano male, perchè se dovessero andare bene...beh, se vanno bene non ci voglio pensare.

Prima di uscire, una piacevolissima sorpresa. Lopez sosteneva che una telefonava allungasse la vita. Forse non è proprio così, ma di sicuro ti cambia la prospettiva di una serata, e ti regala un sorriso. Del tutto inaspettata mi è arrivata una tua telefonata, mi hai sfottuto, mi hai tirato scemo, poi abbiamo parlato. Noi ci siamo detti chissà cosa, ma è stato piacevole, e stata una conversazione fatta per il puro piacere di sentirsi, di comunicare. E' stato proprio un bel regalo. Grazie, cumpà!

Postato da: LestatGe a 23:45 | link | commenti (3) |

Dopo sabato, come era ovvio e prevedibile, ho qualche problemino a stare a casa...non avendo un granchè da fare la testa vaga, anzi, si fissa e difficilmente riesco a schidarla da pensieri e speranze scontate. Il cuore è un pò pesantuccio e l'occhio sempre al telefono. Così per pranzo è meglio che esca, e allora raggiungo la Mel, che dopo aver liquidato le matricole che si affidano a lei in quanto tutor, mi fa compagnia per pranzo. Ieri kebab, proprio quello che ripugna tanto il Pargolo. Oggi qualcosa di meno evocativo ma decisamente appagante:fritto di pesce, gustato sotto le palme del porto antico. Alle due lei è tornata dai marmocchi intenti a destreggiarsi nel mondo universitario, io ho vagato per i vicoi imbattendomi in scorci che visti da soli non significano nulla, ma che visti in due mano nella mano ti farebbero inabissare in una realtà altra totalmente privata.

I vicoli vanno girati mano nella mano con la persona a cui vuoi bene.

Postato da: LestatGe a 16:15 | link | commenti (4) |

Gli equilibri psichici in casa stanno iniziando a cedere. Il Pusher è costantemente serrato in camera sua. Spero sia sotto esame, e non intento alla coltivazione. La Peru si sta rendendo sempre più conto di quanto sia arcigno il miondo del libero professionismo. Ogni sera arriva a casa più esaurita e stravolta, e ora inizia ad augurarsi che la nuova finanziaria preveda ulteriori condoni, altrimenti si vede già radiata. Il Lurido per ora fa finta di aver fatto propri i principi base della pulizia e della convivenza....ma l'anno è lungo e so che presto se li sarà scordati. Il meglio, ovviamente, lo danno Psycho e Il Cestista:settimane fa il fidanzato della Peru, in visita da Milano, in un atto magnanimo ha debellato il pc di Psycho da tutti ma proprio tutti i virus che aveva. Pochi giorni dopo, il suddetto pc è nuovamente infestato. L'ira di Psycho non tarda ad abbattersi su di noi. Il fidanzato della Peru, previa autorizzazione, si intruffola in ogni file e scopre che mille miglioni di siti porno sono stati visitati in questi giorni. Il colpevole è ovvio:Psycho non va alla ricerca di signorine dalle ocche capienti, nemmeno la Peru, il lurido non c'è mai, il Pusher gode di altro, io sono escluso per motivi ovvi. Resta Il Cestista. Arriva la resa dei conti:"Guarda quel cazzo che ti pare, ma almeno non scaricarmi virus". Lui tentenna, boffonchia, prova a fare il vago....ma alla proposta di guardare assieme quello che c'è nel pc, dice che non importa...che effettivamente potrebbe essere roba sua.

Psycho passa alla rappresaglia, e ora quando non c'è chiude camera a chiave...ma il problema è quando c'è! Qualche giorno fa la trovo davanti al computer. Fissa strabuzzante il monitor. Tutto bene? Sai, in questi giorni ero un pò malinconica per Il Cestista, allora per farmela passare, per farmelo scadere un pò, mi sto guardando tutti i siti porno in cui è stato.

Prozac, Psycho, prozac, è questo quello che ti serve....

Postato da: LestatGe a 11:35 | link | commenti (5) |

lunedì, 26 settembre 2005

Effettivamente un micro lato positivo c'è stato. Una mia amica mi ha fatto giurare che un sabato di questi andiamo in una discoteca gay a Milano. Lei è etero, ma svarionata. E io non mi sono sentito in diritto di frustrare questo suo desiderio. Quindi a data da detinarsi si va in trasferta!!!

Postato da: LestatGe a 14:59 | link | commenti (15) |

Ammettiamolo, quello appena passato è stato decisamente un weekend del cazzo. E non solo per i repntini risvolti sentimentali. Anche sul piano dello svago è stato un pacco. Venerdi sera mi sono ritrovato con BT al porto antico. Già lo scazzo si faceva largo, e non mi sono goduto la serata. Sabato sera ho ripreso a lavorare in riviera. Attività che metterei tanto volentieri da parte, e vedrò di farlo non appena troverò un lavoro degno di questo nome. Ieri me ne sono tornato a Genova sul presto, salto alla Fnac con la Roby e la Mel ad accompagnare BT alla presentazione di un cd. Unica cosa carina il nome del gruppo:"Nati Male". Il resto era trascurabile. Il nostro programma prevedeva poi di andare alla fiera del fumetto; questo si che mi interessava. Peccato che quando siamo arrivati stessero già sbaraccando...Alla fine pizza+film, anzi films. Ci siamo visti-io rivisto-"I soliti sospetti"; bello come me lo ricordavo. Poi il secondo film...e qui è stato il delirio...abbiamo preso, per pura curiosità, "Salò, o i 120 giorni di Sodoma"...AIUTO!!!!Era assurdo...non sono neanche in grado di catalogarlo in una corrente esistente...sono ancora qui che cerco di darci un senso...e mi ritornano in mente le sevizie, gli stupri, le torture...ma soprattutto la coprofagia....

Postato da: LestatGe a 14:28 | link | commenti |

sabato, 24 settembre 2005

emotivamente

Undici giorni non valgono un pianto. In linea di principio. Ovviamente, la realtà è un po’ lontana. Sono stato sincero quando gli ho detto che non ero arrabbiato, quello è arrivato dopo. Tutta la conversazione, anzi, tutto il suo monologo è stato da me vissuto in maniera anomala rispetto al mio io emotivo consueto. Già al “ti vorrei parlare” sono stato strano. Ho fatto il mio bel giro di 180° e mi sono seduto in attesa di ciò che sapevo essere in arrivo senza fare una piega. Probabilmente essermi svegliato di malumore ha aiutato il mio essere un poco distante, in quel momento. Mi sono reso conto, lui che parlava, io estraneo al mio corpo, che come un io narrante memorizzavo ambiente e parole, ma non mi facevo carico di nessuna emozione. Perché in quel momento di emozioni proprio non riuscivo a provarne. A parte due piccoli moti di ira, per due cose stonate dette in un discorso che in realtà coniugava logica e sentimento e mi lasciava privo di replica sensata. E mi riferisco al lui soffre (tutto, ma non dirmi che ci torni per pena), e all’io cmq perdo in ogni caso qualcosa(perché in questo momento l’unico perdente sono io). In quei due unici frangenti avrei voluto scaraventarlo nel Bisagno. Solo alzandomi in piedi, solo salutandolo, un po’ ho ceduto e qualcosa si è incrinato. Prima di tutto la mia voce. Quei due:”Il numero ce l’hai” e “Ciao, Matteo” sono usciti proprio strozzati. Il mio salutarlo, tenendo le distanze, senza neanche un bacio sulla guancia, ha inferto un altro colpo. Non volevo un ultimo bacio, non l’ho chiesto e non lo avrei concesso. Ma mancando le parole un gesto dovevo farlo, qualcosa dovevo pur concedermi. E ho sbagliato. Perché appoggiargli la mano sul ventre, posarla e ritirarla, e andar via ha aperto un’ulteriore breccia. Non mi sono voltato, se non quando ormai non potevo scorgere che il capello. Ho vagato inebetito per Genova, come spesso mi accade quando sono in preda alla confusione e ho bisogno di riflettere e interrogarmi. Mando messaggi. Due. Il soccorso giunge immediato. Con BT ci si vedrà prima che io prenda il treno. La Mel chiama. Resoconto rapido e asettico, come me. Veritiero, del resto. Così mi sentivo nel mio girovagare, ricompostomi. “come stai?” “Boh, ovviamente non sto bene…ma non sto neanche male. Sto. Punto.” Verso le tre arrivo a casa. Ho fame. Strano, di solito lo stomaco mi si serra. Di solito devo tenere a bada i conati. Mangio. Psycho coglie e chiede. Ma chiede più per educazione, per dovere, che per vero interesse. Conversazione inutile. Non ho bisogno di fare resoconti, ho già rivissuto tutto nella mia testa a più riprese. In camera, posto. E alla fine le sento che arrivano. Ricompongo l’anomalia. Era ora, era previsto, non mi sarei riconosciuto, altrimenti. Fisso il muro, e, in un istante, vedo tutto liquido.  

 

 

Postato da: LestatGe a 20:55 | link | commenti (6) |

la chiusura del cerchio

Se non fossi troppo impegnato nel tenere a bada l’altrimenti irrefrenabile vorticare dei miei coglioni forse riuscirei anche ad ironizzare. Ironizzare sul fatto che in undici giorni ho già archiviato un rapporto. La telefonata di ieri sera effettivamente si era conclusa con un certo mio malumore. Mentre si chiacchierava l’ex si è rifatto sotto, pregandolo di chiamarlo. Tanti discorsi, che alla fine mi hanno anche un po’ infastidito, e tante rassicurazioni:”anche se lo sento non cambia nulla. Come siamo stati oggi, staremo domani. se ora devi uscire vai pure, però mi mandi qualche messaggio?mi dai la buonanotte?”. Io i messaggi li mando, e pure la buonanotte. Il nulla. Ok, calma, è senza soldi, e lo so, quindi andiamoci piano con le paranoie. Oggi ci si vede. Pargolo andiamo a mangiare?Dove vuoi andare? Veramente vorrei parlare. Ok, faccio dietro front, lo guardo. Ci sediamo. Morale:ho pensato tutta notte. Alla fine io non posso farci nulla, sono ancora innamorato (ok, questo lo sapevo), e dargli un’altra possibilità non mi costa niente (ok, io non sono nessuno per frappormi e avanzare pretese). E poi sta malissimo, è dimagrito 8 chili (ok, di questo non me ne frega una sega…) e io devo pensare anche a lui (ok un cazzo.Tornare insieme per pena proprio no…). Tu che pensi?Io penso che mi attacco, che mi adeguo. Non mi metto certo a pregarti, a convincerti. Hai avuto modo di pensare, e sei giunto alla conclusione più giusta per te. Io cmq ci sto male, lo sai che mi piaci…in ogni caso, qualsiasi sia la mia scelta, io perdo q.sa. No, tu al peggio chiudi in pari!!! Sei arrabbiato? No, non sono arrabbiato, non ho nessun diritto di esserlo, sapevo che la situazione era complessa, è già difficile il confronto con un rapporto chiuso, figurati quello con una persona che è ancora presente. Ma la mia non è stata una scelta, non ho soppesato il poter stare con te o con lui. E’ stato un altro il ragionamento. Che a me non interessa. Io non ti ho mai chiesto niente, e continuo a non chiederti nulla; suona retorico, ma, come si suol dire, il numero ce l’hai, Matteo. Quindi….se io ti dovessi mai chiamarti, tu vorresti ritentare con me?Compatibilmente con la mia situazione affettiva, si. Lo sai, tu mi piaci, mi piace tutto di te, come sei fuori, come sei dentro, il mondo che ti circonda, la persona che sei…io lo so che con altre premesse fra noi avrebbe funzionato…ma …Credo sia il caso che io vada, non c’è molto da aggiungere, ciao Matteo. 

 

Postato da: LestatGe a 16:01 | link | commenti |

venerdì, 23 settembre 2005

Altra mattinata all’insegna dell’inutilità. E una volta di più non per colpa mia. E a sto giro neanche del servizio pubblico, ma a causa di amici svarionati. Due giorni fa è finalmente tornata da dopo di due mesi a peregrinare per la tesi, la mia amica nippofanatica. Telefonata di rito appena messo piede in Italia e ci si da appuntamento per i giorni seguenti, tanto lei deve abbandonare la riviera per venire qui a studiare. Ieri mattina mi sveglio e le mando un messaggio, se sei a Genova ti raggiungo per colazione. La risposta non arriva, ma io penso sia perché magari in biblioteca tiene tutto spento. Illuso. Chiamo pure BT, che sapevo doversi avventurare in centro per rimpossessarsi della patente che gli era stata ritirata il mese prima. Colazione in centro tra un ora? E sia. Arrivo con appena cinque miserrimi minuti di ritardo e lui già si è inerpicato nell’ufficio patenti. Così, non sapendo dove raggiungerlo, aspetto….E aspetto…..E aspetto….Alle 10:45 la Ale mi caga:”Ops…mi sono svegliata adesso….faciamo domani?”….alle 11:00 devo nutrirmi. Focaccia e cappuccino. Da solo. Tristezza. Finalmente BT compare, peccato che faccio a tempo a fargli ciao ciao che già devo andare. Scemo io che pensavo che un’ora sarebbe più che bastata per qualche convenevole. Raggiungo il Pargolo:pranzo veloce, poi lo accompagno ad incidere un demo. Poi casa. Pomeriggio decisamente positivo, visto che le mie prime seghe mentali sessuali vengono archiviate. Poi pisolino e autobus che lo riporta a casa. In serata pizza e pazzeggio…E riorganizzo per beccare l’Ale.

 

Postato da: LestatGe a 09:28 | link | commenti (3) |

mercoledì, 21 settembre 2005

In mattinata c'è stato il secondo round con gli accoliti della motorizzazione.L'impiegata odierna, secca secca con tinta improbabile, mi ha guardato con fare stupito quando la carta di circolazione è spuntata non si sa come fuori dal nulla...l'epopea cmq non è ancora finita...vedremo come andrà la revisione.

Il resto della giornata è stato consacrato all'ozio. Il Pargolo è rimasto confinato sul monte dove abita, quindi ci siamo solo sentiti. Per 3 ore filate. Tante chiacchiere, nulla che possa risolvere la fame nel mondo, però sono state tre ore di futilmente piacevoli. Parrebbe che le paturnie di ieri siano un minimo rientrate....

Postato da: LestatGe a 22:03 | link | commenti (4) |

Effettivamente non potevo pretendere, e lo sapevo, che il Pargolo resettasse un anno e mezzo di storia solo perché io sono bellissimo e unico. Sapevo che dei residui, degli strascichi emotivi, ci sarebbero stati. E ieri mi ci sono dovuto confrontare. Già per lui la giornata non è stata delle migliori, in più l’ex ha visto bene di farsi sentire pomeriggio e sera con una certa irruenza. Il Pargolo è in pieno subbuglio. Non sa che fare, con chi stare. Mi ha letto stralci delle lettera che gli ha scritto, e se lui fosse un altro gli avrei detto chiaramente che non me ne sfotteva una benemerita sega…ma me la sono sorbita…e alla fine mi sono pure commosso. Perché io il suo ex lo capisco proprio, perché pure io ci sono passato, con la medesima intensità, con il medesimo sbigottimento per qualcosa che non si capisce, con la stessa tenacia a non voler lasciar andare l’altro. Mi ha chiesto cosa ne pensavo, e ho fatto presente che mi sento una merda, perché se è vero che io non ho cercato nessuno-anzi, sono stato cercato-il mio esserci complica azioni e scelte. Lui mi ha fatto presente che no, non centro, e che non sono neppure in discussione, che non si trova di fronte ad una scelta ma solo di fronte a tanto marasma. Mi ha chiesto cosa farei al suo posto, e io non so perché non ho fatto il machiavellico, non ho puntato sull’oratoria, ma sono stato sincero:io ci tornerei, ma soppeserei la cosa:meglio stare male oggi, e chiudere, che stare male, di nuovo fra qualche mese…Ovviamente la sincerità è stata apprezzata…poi per fortuna la conversazione si è fatta più allegra e disimpegnata…

 

Nella notte mi arriva un suo messaggio:grazie della telefonata di sta sera, mi hai veramente tirato su di morale. Sei un ragazzo fantastico, unico, mi piaci, e credo che staremo bene insieme, mi spiace solo per la situazione in cui ti ho coinvolto, e tutto quello che mi viene in mente dopo tutte le emozioni che mi hai regalato in questa settimana è che ti voglio bene. Ok, certe corde le sa tocare, e si è riscattato pienamente…

 

E se leggo un solo te l’avevo detto la mia ira sarà terribile.

 

Postato da: LestatGe a 12:03 | link | commenti (10) |

martedì, 20 settembre 2005

Burocrazia....

Mattinata dedicata a sistemare alcune pratiche burocratiche per il motorino. Grave errore. Vado in motorizzazione, e dopo una coda accettabile faccio presente all’impiegata obesa e strabica che deo prenotare la revisione. Ok Max, caccia la carta di circolazione. Cara impiegata ributtante, io non la posseggo più…mi è stata ritirata. Ok, allora caccia il verbale. Ah, non mi freghi, quello ce l’ho. Minchia quante contravvenzioni al codice…vabbè, vediamo che ne è della tua carta di circolazione. Digita che ti digita viene fuori che loro lì non ce l’hanno. Devo andare al WTC a sistemare le altre pratiche poi loro la mandano d’ufficio alla motorizzazione, quindi io posso prenotare la revisione. Ok, mi fido….mi incammino verso il WTC interrogandomi per tutto il tragitto sul senso dell’acronimo…World Trade Center mi sembrerebbe il frutto di un ego smisurato…e pure un’attira sfiga impareggiabile. Vabbe, il mio dubbio sarà sanato un’altra volta…Mi infilo nell’ascensore torci budella e arrivo al piano. Dove andare?Ufficio illuminato dal sole dove si aggirano leggiadre creature, o laculo angusto e buio?Ovviamente il secondo…Qui vengo accolto dall’incarnazione di Dolores Umbridge…e dopo aver soppresso un moto di terrore le faccio presente il mio problema. Ora, ok che il tutto mi è stato ritirato nel 2003, e io nel frattempo ho passato il tempo a far ballar la scimmia, ma non mi sembra il caso di guardarmi, dal basso, con pena e supponenza. Del resto è evidente che stai qui per un progetto di riconversione delle minoranze, dei disabili e dei reietti, quindi poca spocchia. Mi indica dove andare. Ubbidisco. Qui trovo un’altra perla della manovalanza pubblica. Donnina Sarda che dopo anni in continente comprende sufficientemente l’italiano..ma ha ancora palesi lacune nel utilizzarlo a sua volta. Ricorrendo a gesti e pittogrammi ci intendiamo. La tipina mi giura fedeltà e si fa carico della mia causa. Passa i momenti più eccitanti del suo miserrimo lavoro scartabellando in ogni archivio…ma proprio la mia carta di circolazione non si trova. Ma lei, ormai mia totale devota, non demorde. Ricorre alla risorsa estrema. Imbraccia il Necronomicon e scopre alla fine che loro proprio non ce l’hanno….è tutto alla motorizzazione…Ormai inizio a disperare, e non posso fare a meno che l’inebetimento si impossessi di me…inizio a fissarla con sguardo vacuo, ci manca solo che mi metta a boccheggiare. Lei, materna, mi soccorre una volta di più. Chiama la motorizzazione e fa presente che sono dei minchioni, che hanno tutto loro. Alla fine i colleghi ammettono l’errore, non so se per evidenza, o per farle tacere. La saluto, la riverisco e torno alla motorizzazione. Orario mio di arrivo 11:45, orario di chiusura ufficiale 12:00…allora perché è tutto serrato con doppia mandata???Urlo, strepito, mi dispero….e mi attacco….torno domani…

 

In tutto questo mi rendo conto che:le impiegate della motorizzazione sono fedeli al loro nome:sono li proprio per farti fare moto, probabilmente per contrappassare sugli altri la loro vita sedentaria

 

Vorrei poi ringraziare il ministero dei trasporti per aver ubicato entrambi sti uffici ad una distanza umana…e già che ci sono nello stesso ringraziamento ci allego una brigatistica pallottola per averli messi in una dalle zone più degradate di Genova, tra ex-capannoni industriali ora appannaggio di neuroni-clandestini-mignotte, e i cantieri del porto

 

 In fine vorrei tornare nel diciannovesimo secolo e prendere il simpatico Weber per le palle, trascinarlo ai giorni nostri, e farmi spiegare cosa ci trova di idealtipico nella burocrazia…

 

Postato da: LestatGe a 13:08 | link | commenti (8) |

lunedì, 19 settembre 2005

Weekend decisamente ordinario quello appena trascorso, con la piccola eccezione forse di sabato sera. I miei hanno ospiti. Ovviamente non ospiti normali. Ma francesi. O meglio, amica francese con al seguito figlia. Ecco, io ho fato il cretino con il post sulla cena dei cretini? E ora vengo preso di contropiede e di contrappasso. la situazione che si è delineata è stata padre+amica che parlano francese, io+figlia che parliamo inglese, madre che annuisce a tutti ma non convince nessuno di stare veramente capendo di cosa si sta parlando. Alla fine è andata anche meglio del previsto, considerando che temevo che l'inglesse fosse una lingua sconosciuta a tutti. Però, sta tioa francese quanto ha parlato...senza sosta....Si sono cmq fatti ben volere grazie alla trovata di omaggiarci di Moet...vive la France!

Ieri invece serata più a misura d'uomo. Io, Papazumpete, due pizze e una playstation. Rientro casalingo ad orario umano per fare convenevoli con le coinquiline e per chiamare il Pargolo, che ha approfittato del weekend per farsi chiarezza, e mollare l'altro tipo ed eleggermi gran fidanzato di corte. Oggi si esce, e vedremo un pò. Anche perchè credo che la situazione per lui, almeno emotivamente, non sia del tutto risolta.... 

Postato da: LestatGe a 10:03 | link | commenti (6) |

sabato, 17 settembre 2005

Terza uscita col Pargolo. Ottima uscita, direi. Siamo andati a pranzare assieme da McDonald. Grazie Dio per la globalizzazione ed il junk food. Già al tavolo l’ormone mi stava dando alla testa. Il Pargolo ieri era stanchissimo, con un accenno di occhiaia e l’aria assonnatissima. Certo, baciarlo lì al tavolo mi sembrava fuori luogo, quindi mi sono ingoiato i miei cicken mcnuggets con salsa al bromuro e mi sono perso a guardarlo. Giretto in centro post pranzo, e poi passeggiata fino alla scuola guida…si, ok, fa triste, ma dopo essere andato a prenderlo all’uscita dalla scuola ora lo accompagno pure alle guide…Nella mia oretta buca ho fatto un salto da BT, che nella migliore tradizione si porta avanti con la stagiono autunnale e si è preso la prima influenza. Mi sa che per precauzione lo circondo di polli per vedere se li uccide a starnuti e accertarmi che non sia già l’aviaria. Alle 15 recupero il Pargolo, e a sto punto la “svolta”. Nessuno dei due ce la faceva più a girare per parchi ( avrei anche detto che ci siamo stufati dell’ambiente bucolico…ma in quanto gay mi sembra un aggettivo proprio inappropriato ), e è partita la proposta. Insomma, andiamo da me? Lui non ha fatto una piega , e ci siamo incamminati. Io al contrario avevo le mie sane paranoie, forse perché in casa ci ho sempre e solo portato l’Odiatissimo Ex, e quindi, dopo più di un anno che ci porto più nessuno, mi sapeva un po’ di prima volta.

 

Il pomeriggio casalingo è andato bene. Io sono stato bene. Tanti discorsi, tante coccole. Tante effusioni. Va da sé che la situazione è incasinata. Che io la sto incasinando ulteriormente…Che io mi sto incasinando, perché,obiettivamente, io mi sto facendo prendere. Del resto quando ci si senti dire che si è belli, che si è speciali, che tutte le cose che di me all’Odiatissimo non piacevano al Pargolo fanno impazzire, vorrei vedere come stare freddi e razionali…

 

Il weekend non mi compete, è appannaggio ancora di qualcun’ altro…ci si limiterà a sentirsi via messaggi…fino a lunedì….

 

Postato da: LestatGe a 14:25 | link | commenti (8) |

venerdì, 16 settembre 2005

Baby Eminem, atto secondo

Ieri io e il pargolo abbiamo replicato. Seconda uscita. Ovviamente non sono mancate delle peculiarità curiose. In primis, il fatto che sono andato a prenderlo a scuola. Ora, avrei anche potuto metterla giù in modo meno patetico, che suonasse meno da adescamento, dicendo magari che ci si è visti per pranzo…ma la realtà è questa:incontro post ultima ora. Due ora per noi, poi lui aveva un impegno, finito il quale ci saremmo rivisti per passare assieme il resto del pomeriggio. Anche sta volta si è optato per un parco. Meno da battage di quello di martedì, ma cmq poco adatto a scambi di effusioni. O per lo meno per quel che mi riguarda. Voglio dire, io proprio non ce la faccio a dare anche solo un bacio con frotte di bambini urlati che corrono e giocano a due passi. Così anche a sto giro mille e mille discorsi. Con entrambi che emanavamo ormoni….Il pomeriggio si è concluso con lui turbato da una lettera che l’ex gli ha fatto arrivare, e che lui non sa se leggere o no…Io cercato di essere imparziale e dire la mia…Così è venuto fuori che anche se innamorato dell’ex, il pargolo si sta facendo coinvolgere anche dal sottoscritto, e se la situazione fosse un filo più semplice si sarebbe già messo con me (cosa che non so manco io se vorrei o meno, cmq….).

 

In nottata, la svolta. Serie di messaggi ad un’ora improbabile, il cui succo, più o meno, è che la lettera l’ha letta, ha pianto, è stato di merda, e si è rimesso con l’ex…ma di perdere me proprio non se la sente, che gli piaccio, che sono una persona speciale…in somma, ci si può anche continuare a vedere, non come amici, non come coppia…che nulla ci vieta di volerci bene, e che anche se lui ama il suo ragazzo non mi vuole lasciar scappare.

 

Prendo un microsecondo….e rispondo. In sostanza, alla faccio di Renato, io il triangolo l’ho considerato

 

Postato da: LestatGe a 10:18 | link | commenti (5) |

giovedì, 15 settembre 2005

La Cena dei Cretini

Colgo la sua idea e pure io faccio entrare il mio sgradito ospite per una virtuale cena dei cretini. Trattasi di Mr. Jujitsu. Il soggetto mesi fa si è imbucato ad una grigliata di capodanno pur non essendo invitato. E una volta giunto, ha fatto presente che causa congiunzione astrale ( e non sto scherzando ) lui carne proprio non ne poteva mangiare. Scemi noi, del resto, sono così rinomate le grigliate di ghiande e pinoli…Dopo essersi di recente laureato in biologia, ha deciso di iscriversi a medicina, perché il suo sogno è fare l’agopunturista. Del resto, dopo anni di yoga e altre cazzbubbole orientali lui è già pranoterapeuta e dotato di ki lanciabile. Come ho potuto notare quando ha cercato di curare una distorsione alla caviglia imponendo le mani e cercando di far muovere la borsa con la forza interiore. Fortunatamente gli sguardi di disprezzo generali lo hanno fatto desistere. Poi ci sono state le conversazioni sulla vita e la scienza….e la teoria che le rocce sono creature in fondo vive perché anch’esse si muovono…si riproducono…

 

Ma se fossero vive ti manderebbero anche a cagare.

 

Ah, è pure sgradevole alla vista, i suoi peli arrampicandosi ogni dove dal tallone alla cima del cranio…. 

 

 

Postato da: LestatGe a 20:23 | link | commenti (5) |

mercoledì, 14 settembre 2005

Post-richiesta

Tra ieri e oggi due persone hanno lasciato dei commenti secondo me molto particolari, e sentiti, al mio posto su Genova e la Riviera. Ok, io capisco che l'anonimato sia una gran cosa...ma io sono paurasamente ficcanaso...e mi piace tanto tanto tanto condividere. Se quindi non è una cosa che infastidisce il viandante, magari lasciate un segno...quando vi fate sentire.

Vi bacio!!!

Postato da: LestatGe a 10:57 | link | commenti (6) |

Baby Eminem

In questi giorni, io e l’infante fedifrago, dopo essere ricomparso dai meandri della mia memoria, abbiamo tenuto i contati tramite un serrato scambio in sms. Anzi, serratissimo, visto che in pochi giorno ho già dovuto ricaricare più volte il cellulare. Da questo epistolario è emerso che tutto sommato il soprannome attribuitogli non calza poi tanto:in fatti domenica ha scaricato l’incomodo fidanzato. E poi, con buona pace di tutti i miei amici che temevano ripercussioni legali, l’infante ha 18 anni. Appena fatti, visto che va ancora a scuola guida, ma almeno ora la legge è dalla mia parte. Ieri ci siamo visti. Pomeriggio strano. Lungo e piacevole. Ce ne siamo rimasti per quasi quattro ora su una panchina di un giardino vicino a Brignole, a parlare di qualsiasi cosa ci passasse per la testa. E’ stato forse il prima ragazzo che mi ha scatenato l’irrefrenabile voglia di baciarlo. Non un bacio di quelli che si da perché già che si è in ballo tanto vale andare un passo oltre. Neppure un bacio da fidanzati. Ma lo stesso una voglia che mi ha attanagliato le viscere come credo non mi sia mai successo prima. Del resto è rimasto solo un impulso. Troppa gente in giro. Il bimbo poi mi piace in modo esagerato. E’ ampiamente tamarro, con i suoi jeans oversize, la maglietta aderente x-cape, le due collanone, i bracciali, i cinque anelli. Il bimbo oltre che andare a scuola balla e canta r’n’b e il look manifesta le sue passioni musicali.

 

In serata altro serrato scambio di messaggi. Ci siamo piaciuti. La sua situazione è ancora molto in definire, quindi ci si va piano, niente cose troppo definite. Passo passo, si vedrà.

 

Giovedì ci si rivede.

 

Postato da: LestatGe a 10:37 | link | commenti (5) |

lunedì, 12 settembre 2005

Viaggiando

Mi è sempre piaciuto viaggiare. Ok, piace a tutti….sarò più specifico, a me piace l’essere in viaggio, lo stato transitorio dello spostamento. Dei viaggi che ho fatto solo uno lo ricordo con un po’ di angoscia e ansia. L’ultima ora del volo Londra-San Francisco. Le ora accumulate seduto in aereo iniziavano ad essere decisamente troppe ed io ero ormai in preda alla più totale frenesia. Per il resto non ho mai avuto particolare panico dell’aereo, anzi, quando si tratta di un volo lungo vengo preso da un’eccitazione totalmente puerile causata dall’aspettativa di cosa mi aspetterà per pranzo/cena (si, perché a me il mangiare dell’aereo piace…) e di cosa verrà trasmesso. Per ora coi film mi è sempre andata bene. Pure col mangiare in fondo. Guidare mi piace altrettanto, pure di sera, quando, causa lenti a contatto/miopia/ipermetropia (si, le ho tutte) non vedo una sega. Non mi è neppure pesato guidare una settimana, dalla Riviera fino a Loch Ness, e ritorno. Solo io. Senza uno straccio di cambio.

 

E ora sono in treno. Domani la madre deve andare dall’ortopedico. Che ovviamente non poteva avere lo studio a Genova. O in Riviera. No, mia madre se l’è cercato a Torino. Bello comodo. Così mi tocca tornare a casa a fare la guardia e ad accudire la bestia.

 

Potrei occupare i 40 minuti di viaggio leggendo. Ho ancora quel fottutissimo libro della Cornwell da finire. Quel libro che mi fa cagare, con quel dito in culo di Kay Scarpetta che è la più figa, la più intelligente, quella che la sa più lunga, che anche se ha uno staff di fenomeni tanto risolve lei. Ma un serial killer ti ucciderà prima o poi, oh si. E mi tocca sopportarla fina all’ultima pagina perché, nonostante io la odi, odio ancor di più mollare li un libro. Non ce l’ha fatta eco a farmi desistere non ce la farà lei.

 

Invece scrivo. Un occhio alla tastiera e un occhio al paesaggio. E capisco perché, in fondo, non mi pesi nemmeno il viaggio in treno. Perché sono privilegiato. Da Brignole a Quinto di sicuro il tragitto non è memorabile. Solo pochi squarci tra i palazzi ti lasciano intravedere il mare. Poi arrivi a Nervi. Il localaccio su cui viaggio si ferma, da una parte i parchi con gli scoiattoli, da cui subito si inerpicano le colline che vanno a formare la congiunzione tra Alpi e Appennini. E a sinistra…beh, a sinistra c’è tutto il mio mare. Che oggi è calmo, che oggi vuole fare a gare col cielo per chi attira di più l’attenzione. Il cielo azzurro e terso, con qualche cirro qua e là per spezzarne il colore, che via via che raggiunge il mare diventa sempre più chiaro. Quasi bianco. Quasi rosa. Il mare appena appena increspato. Dal vento. Niente barche a solcarlo, oggi. I bacan staranno ancora a casa, o preparare le lampare. Quindi niente bianco, niente spuma….ma tanto blu. Tanti blu. Si passa sopra Recco. Che è forse l’unico tratto proprio brutto, così moderna, così sgraziata. Così poco ligure. Ma dl resto, le bombe ne lasciarono ben poco…e si è ricostruito come si è potuto…Poi arrivano le case, tante case tutte ammassate tra di loro. Figlie di un’altra urbanistica. Quella dei marinai, che le volevano vicine alla riva, che le volevano tutte colorate diverse, così da poterle riconoscere anche a largo, sentirsi un po’ a casa, anche se a casa ancora non si era. Questa è Camogli.

 

In fondo il Monte di Portofino…che poi monte non è, ma ci si accontenta. Con le sue casette sparpagliate qua e là. Come i miliardi di quelli che le abitano. Ogni volta mi viene in mente De Andrè con la sua “frittua de pigneu” e il sua “giancu de Portufin”. Ormai è quasi casa. Mi abbraccia tutto il Tigulio, così gongolante per i suoi antichi fasti per non accorgersi di come il tempo sia cambiato, di come la gente che lo vive sia cambiato, e con essa le sue esigenze. Di qui non passa più Byron. Non viene più a teorizzare un novello Nietzsche. Non ci sono più i concerti fra le grotte e il mare di Sinatra. Però, nonostante tutto, nonostante tutti. Qui, tra Genova e la Riviera, tra le mie due realtà, io vivo bene

 

 

Postato da: LestatGe a 18:29 | link | commenti (9) |

Il Cestista e Psycho vogliono dare una festa per la riapertura della stagione invernale genovese. Nessuno dei due ovviamente ammette che la vera verità è che sperano di trovare l'amore della vita/un scopata continua per l'inverno. All'ultima festa ci siamo ritrovati in casa q.sa come 100 persone....Il Cestista mi ha appena detto di essere tanto amico di un tizio che è nel comitato di benvenuto per gli Erasmus. E che non possiamo esimerci dall'ospitarne almeno 70...Ok, sarà un open party...speriamo che non si trasformi in un vanda party....

Postato da: LestatGe a 15:07 | link | commenti (8) |

E anche il Pusher tornò, con tutto il sua carico di allegria, risate senza senso, e fame chimica.

Così ora ci siamo di nuovo tutti.

Speriamo che ripartano presto.

Postato da: LestatGe a 14:02 | link | commenti |

Risveglio veramente merdaviglioso, quello di sta mattina. Soprattutto considerando che è ormai da tempo immemore che dormo malissimo, e che oggi per ragioni a me sconosciute mi stavo invece godendo morfeo appieno. E invece niente, mio padre telefona per dirmi che, scemo io, l'altro giorno dopo il matrimonio, mi sono sbagliato e ho preso dal bagagliaio la sua giacca invece che la mia. Quindi ci si deve beccare da qualche parte prima che lui vada a Torino. Mi vesto alla velocità della luce, non mi lavo, e mi dirigo al luogo dell'appuntamento. Località molto amena:Staglieno, cioè il cimitero monumentalle di Genova.

Al ritorno orrore e raccapriccio. Prima o poi doveva accadere, ma tutti speravamo che questo giorno non arrivasse mai. E' tornato il Lurido. Per ora siamo ancora tutti in fase di studio diplomatico, ma tra breve gli eserciti si schiereranno in campo. Da una parte noi, alleati in uno strenue tentativo di arrestare l'avanzata di-colui-che-non-vuole-pulire. E dall'altra il Lurido, con il suo esercito schierato sotto lo stendardo dei nmici dell'igiene...

Postato da: LestatGe a 10:33 | link | commenti (2) |

La possibilità era di lascirsi conquistare da dodici uomini atletici. Che poi, voglio dire, scegliere...mi potevo anche buttare e godermeli tutti quanti, non dovevo necessariamente optare per uno piuttosto che per l'altro. io però alla fine mi sono ridimensionato, alla fine ho scelto tutt'altro. Invece che dodici mi sono accontentato di "solo" due.

Sono l'unico che è snob anche nella scelta dei vanali. Invece della pallavolo mi sono goduta la finale di tennis degli US Open.

Postato da: LestatGe a 00:41 | link | commenti (4) |

domenica, 11 settembre 2005

E anche sta sera mi ritrovo genuflesso innanzi all'altare degli dei del palinsesto per rendergli omaggio per averci ridato, in qursta notte di vento e piggia, Smallville.

Sempre devoto

Postato da: LestatGe a 20:21 | link | commenti |

Matrimonio

Ieri ho assistito al tripudio di ogni cliché. E ho preso coscienza del fatto che devo smetterla di sfottere gli sceneggiatori di Beautiful per l’assurdità delle trame, visto che la realtà non è distantissima.

 

Matrimonio di uno dei miei cugini, il primo a sposarsi. Quindi l’attesa e il fermento sono palesi. Ci si vede sul sagrato di una chiesetta piccina piccina dispersa nella campagna. Già solo la macchina su cui stavo io aveva un che di bizzarro nei suoi componenti:padre, madre, io….e amica, arruolata apposta per l’occasione, non tanto per millantare miei interesse nel genere femminile, ma piuttosto per farmi compagnia durante una giornata che avrebbe potuto rivelarsi noiosa fino alla morte. La sposa praticamente è senza parenti. Non c’è problema, lo sposa ne ha in abbondanza per tutti e due. Da parte di padre (cioè, la mia) sono in cinque, da parte di madre pure. Però da parte di padre siamo simpatici, e anche se i sacchi non mancano non ci ritroviamo con tanta puzza sotto al naso come se avessimo l’intero sistema fognario di Calcutta sotto le narici. Dall’altra parte…insomma….La Mel, mia prodiga accompagnatrice, inizia a fare proseliti e riscuotere consensi. La linea che avevamo programmato di tenere era ben definita:improvviseremo:anche perché gli unici molto informati sui cazzi miei erano i genitori dello sposo e, credo, lo sposo stesso. Per tutti gli altri è partito il film. Soprattutto ci hanno dato dentro con la fantasia i due progenitori. Che mi hanno chiesto da dove sbucava, che l’avevo tenuta ben nascosta, che non raccontavo niente…e ne avrei si, di cose da raccontarvi nonnini…..In chiesa non mi metto certo a seguire la funzione, ma divago. Anche solo dalla disposizione sulle panche si capisce come funziona la mia famiglia. I maschi con mogli e prole da una parte (quella dove sono seduto io), la figlia leccacelo col marito inetto attaccate alle chiappe dei progenitori. I nipoti…beh….uno si sposa, uno è simpatico-e per fortuna ero a tavola con lui-mentre gli eletti (figli della zia lecchina) erano assenti perché una è giocare all’ingegnere in Belgio, l’altro martedì va a fare il medico in Argentina, quindi non poteva proprio sbattersi così tanto da Padova a Milano 3 giorni prima di partire. Ah, zietta, è inutile che fai la ruota del pavone quando dici che va ad un congresso in Argentina: da ste parti lo sappiamo come funziona:le aziende ti pagano tutto, basta che prescrivi….ah, si, certo, poi c’è la perla:il cugino finocchio…

 

L’altra ala di parentado, però, è ancor più agghiacciante. Tutta Milano bene, troppo bene: l’altro nonno dello sposo si presenta con una jaguar….che poi, chiedo, ome farà mai a guidarla che tanto manco cammina??? Dei figli maschi so solo i nomi, ma non li distinguo…so solo che uno è sposato con una rincoglionita che si crede la Duse e fa troppe pantomime e gorgheggi ogni volta he apre la bocca. Le figlie, beh, una la salvo perché è mia zia, acquisita, ma sempre zia. Una si chiama Ivana, e effettivamente se la tira proprio come la Tramp. E mi sa tanta che tira pure altro….Poi c’è quella che conosco meglio, che per abitudine chiamo zia…è vedova, ma era sposata con un gay…un tipo tra l’altro che io ricordo fighissimo, e che con me è sempre stato strano…molto molto affettuoso…all’epoca la consapevolezza mancava. Peccato, uno scandalo in famigli di queste proporzioni mancava…I cugini acquisiti trascurabili:energumeno sposato con figlia, testimone fidanzatisi un mese fa a pochi giorni dal matrimonio. La fidanzata, tra l’altro, è la testimone della sposa….e poi il rampollo dei Tramp padani che nella vita non ha combinato un cazzo ma i soldi di papà sopperiscono all’inettitudine, quindi ora sta cercando un agriturismo a Formentera….

 

Post cerimonia, e post lancio del riso, mio padre mi fornisce di sottobanco qualche pettegolezzo: una carissima amica della madre dello sposo lo aiutava in inglese, e lui se la faceva. E mi sa che se la faceva pure con una sorella….tutto pre mamma, ovviamente. La zia lecchina se la faceva con uno dei fratelli dalle identità intercambiabili…ecco…manca solo una che se la fa col marito della figlia e i Forrester non sono più nessuno …

 

Si va a mangiare. Il mio tavolo è ben assorito. Ormai tutti decidono che io e la Mel siamo fidanzatissimi. Mio cugino ci parla al plurale, ci invita a Milano, e tuttu questo senza mai guardarci negli occhi, troppo preso dalla scollatura…La fidanzata, di lato, non notava. I miei hanno tenuto una linea moderata, ci spacciavano per amici, e se gli altri a ste affermazioni se la ridevano, tagliavano corto con un:cazzi loro. Mangiato bene. Bevuto meglio, ma troppo. Grazie bacco, per averci dato il Brunello di Mantalcino. Avrei voluto tantissimo prendere parte al lancio della giarrettiera…ma se l’avessi pigliata dubito che sarei stato in grado di gestire frasi tipo:”il prossimo che si sposa sei tu….”. Alle sette salutiamo e ci apprestiamo al rientro in riviera. Sposo e sposa vogliono assolutamente che li vada a trovare a Milano. Sarà un inverno molto “da bere”, mi sa. Ah, tra l’altro, la sposa non la conosceva praticamente nessuno, e mi è sembrato quasi grottesco congratularmi e presentarmi allo stesso tempo…..

 

Nota a margine:è assodato che, al contrario della leggenda, ai matrimoni non si tromba…e in questo caso meglio così; anche perché gli invitati erano tutti assolutamente cestinabili. Tranne uno, che però, come dire….ecco….si…insomma…io mi farei lo sposo, cioè mio cugino…..

 

 

Postato da: LestatGe a 11:18 | link | commenti (3) |

venerdì, 09 settembre 2005

Prospettive per la settimana

Uno o due anni fa mi è capitato di chattare con un tipo, ovviamente molto più piccolo di me, con cui sembraca ci fossero buone premesse, ma che alla fine non ho mai incontrato. Un pò perchè all'epoca ero decisamente meno sgamato di quanto non sia ora, un pò perchè l'Odiatissimo Ex non era ancora esattamente ex...Morale, a due anni di distanza, io sono single e lui mooto fidanzato. Io però ogni tanto uno squillo glielo faccio. Lui assolutmente non mi caga, e le rarissime volte che lo ha fatto non ha mancato di fare presente che sta con uno. Ieri mi arriva un suo squillo, in risposta a uno fatto da me un bel pò di giorni fa. Poi arriva un messaggio, in cui mi chiede perchè lo avevo chiamato. Rispost:per nessuna ragione effettiva, mi andava solo di farmi sentire, nulla più. Lui fa una volta di più che è fidanzato e che per questo rispondere agli squilli potrebbe essere un problema. Io soprassiedo, non rispondo più, non per fare il figo, ma perchè stavo pigliando un caffè con la Mel, e la cosa era più coinvolgente, decisamente. Poi, la svolta.Altro suo sms:"scommetto che adesso stai pensando:perchè se ha il ragazzo adesso mi scrive?Oppure, cosa perdo tempo visto che è fidanzato?La risposta è un pò lungama ti basti sapere che io per luisono cambiato quando mi ha detto che non dovevo provarci con nessun altro...Ma adesso lui sta facendo la stessa cosaquindi...lui non sa che io so, ho preferito non dire niente visto che la faccenda non è chiara, ma allo stesso tempo mi ritengo libero di provarci con chi voglio...". Alchè è seguita una mia risposta, in cui ammettevo di essere stato preso un pò di sorpresa...ma che non avendo io legami, o qualcuno a cui render conto di ciò che faccio, non avevo certo problemi a conoscerlo, a fare un salto fuori...

Morale, usciamo martedi....

Postato da: LestatGe a 11:11 | link | commenti (7) |

giovedì, 08 settembre 2005

Mattina di totale noia. Tanto che l'evento piu eclatante è stato andare a farsi una lampada. Che a settembre fa veramente tristezza. Ma la ragione è ancora più triste:sabato matrimonia di un cugiono, il primo in famiglia a sposarsi...sarà una giornata difficile. Meno male la pietosissima Mel mi assisterà in tutto questo.

Il pomeriggio sarebbe passato altrettanto privo di eventi, se non fosse stato per un tipo di cui ho il contatto su msn che di solito ignoro. Ieri invece finoamo a parlare un pò. Viene fuori un argomento che da un lato mi stuzzica...dall'altro so che dovrei tenermi alla larga. Insomma, conosce l'Odiatissimo Ex. Niente di serio, qualche uscita, niente sesso. Mi chiede che tipo è...Io faccio presente che non credo di essere la persona più appropriata per intavolare un discorso del genere, potrei non essere esattamente oggettivissimo...Lui insiste, e aggiunge:"sai mi inquieta un pò...non mi sembra normale". A questo punto mi fa un'alzata che neanche Kaory Takigawa a Mila, e mi sento in dovere di schiacciare!Cerco di moderarmi, qualche pregio lo ha, e lo faccio presente. Poi però ci metto il carico da 11. Che uno psicopatico, insicuro, una merda non posso non dirglielo. Poi, piu strategico di Mcchiavelli, aggiungo che la mia opinione potrebbe anche essere viziata, quindi, in fondo, il mio consiglio è di approfondire di persona, se pensa ne valga la pena. Lui è dubbioso...Allora io lo invito ad uscire con me...Che puttana....manco mi piace, ma la soddisfazione sarebbe troppo grossa.

Serata decisamente goliardica, invece. Io, BT, Peru, Psycho+cugina a vedere i GemBoy. Ho scoperto il mio amore per loro. Anche se non avrei voluto essere nei panni della tipa che hanno tirato su con cui hanno simulato una visita ginecologica...

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mercoledì, 07 settembre 2005

E’una giornata come tante. Dovrebbe essere una giornata come tante. Poi ti trovi all’improvviso a leggere un post. Il post di una persona che non puoi esattamente dire di conoscere, se non attraverso quel meccanismo strano che connatura il blog. Condividi, ma non co-esisti, non con-vivi. E quanto letto fa scattare qualcosa nella tua psicologia un po’ fallace. Tu che accusi particolarmente i cambiamenti, che sei tanto aggrappato al tuo quotidiano, così crepuscolare nell’apprezzare tutte quelle tue piccole cose di cattivo gusto. E anche i cambiamenti altrui hanno su di te una certa presa, senza che tu lo faccia notare. Non ne hai certo il diritto. Mai. Con nessuno. Però comunque il magone ti piglia. Per le abitudini che verranno meno. Per le abitudini che non verranno affatto. Sai che spesso è per il meglio. Però non puoi non passare anche solo qualche attimo a rimuginarci sopra. Meglio però tacere. Meglio lasciare spazio a parole non mie

If you can keep your head when all about you

 

      Are losing theirs and blaming it on you,

 

If you can trust yourself when all men doubt you,

 

      But make allowance for their doubting too;

 

If you can wait and not be tired by waiting,

 

      Or being lied about, don't deal in lies,

 

Or being hated, don't give way to hating,

 

      And yet don't look too good, nor talk too wise:

 


 

If you can dream-and not make dreams your master;

 

      If you can think-and not make thoughts your aim;

 

If you can meet with Triumph and Disaster

 

      And treat those two imposters just the same;

 

If you can bear to hear the truth you've spoken

 

      Twisted by knaves to make a trap for fools,

 

Or watch the things you gave your life to, broken,

 

      And stoop and build 'em up with worn-out tools:

 

      

 

If you can make one heap of all your winnings

 

      And risk it on one turn of pitch-and-toss,

 

And lose, and start again at your beginnings

 

      And never breathe a word about your loss;

 

If you can force your heart and nerve and sinew

 

      To serve your turn long after they are gone,

 

And so hold on when there is nothing in you

 

      Except the Will which says to them: "Hold on!"

 


 

If you can talk with crowds and keep your virtue,

 

      Or walk with Kings-nor lose the common touch,

 

If neither foes nor loving friends can hurt you,

 

      If all men count with you, but none too much;

 

If you can fill the unforgiving minute

 

      With sixty seconds' worth of distance run,

 

Yours is the Earth and everything that's in it,

 

      And-which is more-you'll be a Man, my son!